Tra le rovine di Gaza, una tenda per il trading crypto evidenzia la sopravvivenza finanziaria in una zona di guerra
Punti chiave
- •BeInCrypto ha dichiarato di non poter confermare in modo indipendente l’autenticità del video virale della postazione di trading a Gaza.
- •I residenti di Gaza utilizzavano criptovalute già prima dell’attuale conflitto, spinti in parte dalla disoccupazione e dall’accesso limitato ai servizi bancari.
- •All’inizio del 2025, i dati della Banca Mondiale indicavano che solo due dei 94 bancomat di Gaza erano ancora operativi.
- •USDT è diventato ampiamente utilizzato per i trasferimenti a Gaza, con circa metà degli uffici di cambio che, secondo quanto riportato, gestiscono la stablecoin.
- •Gli utenti crypto a Gaza affrontano ostacoli rilevanti, tra cui commissioni elevate dei broker, account congelati sugli exchange, interruzioni di corrente e Internet inaffidabile.

Un video circolato sui social media ha attirato ampia attenzione da parte della comunità delle criptovalute, mostrando quella che sembra essere una postazione di trading completamente attrezzata allestita dentro una tenda improvvisata tra le macerie di Gaza. Il filmato mostra diversi schermi con grafici dei prezzi in tempo reale, un laptop e appunti stampati che ricoprono le pareti, con una bandiera palestinese appesa sopra la postazione. Fuori dalla tenda, la telecamera riprende cemento spezzato ed edifici rasi al suolo.
BeInCrypto non ha potuto verificare in modo indipendente la clip.
Il video ha guadagnato visibilità dopo che MMCrypto lo ha condiviso su X:
Never complain again about Bitcoin down. pic.twitter.com/tj4Uu6x5GF
— MMCrypto (@MMCrypto) July 24, 2026
Per molti nella comunità crypto, il messaggio era chiaro: se è possibile fare trading da una tenda in una zona di conflitto attivo, i ribassi di mercato altrove offrono pochi motivi per lamentarsi.
La lunga storia delle crypto a Gaza
La scena mostrata nel video non è un fenomeno isolato. I residenti di Gaza utilizzavano le criptovalute già molto prima del conflitto attuale. La disoccupazione giovanile in forte aumento ha spinto molti a cercare reddito online, all’interno di un modello più ampio in cui popolazioni colpite da collasso economico e accesso limitato ai servizi bancari si rivolgono agli asset digitali come fonte alternativa di sostentamento.
"Many graduates apply for any available job because circumstances push them to seek income rather than wait for a job related to their specialization," ha dichiarato un residente locale ad Al Jazeera.
Il collasso bancario e il passaggio alle crypto
La guerra ha devastato l’infrastruttura finanziaria di Gaza. All’inizio del 2025, solo due dei 94 bancomat di Gaza erano ancora operativi, secondo la Banca Mondiale. La maggior parte delle banche era stata danneggiata o distrutta.
Con i servizi bancari tradizionali in gran parte inaccessibili, i residenti si sono rivolti sempre più alle criptovalute. Tether (USDT), una stablecoin progettata per mantenere un valore di un dollaro statunitense, è diventata uno strumento primario. Il suo utilizzo a Gaza riflette una tendenza globale più ampia, in cui le stablecoin funzionano come sostituti del dollaro nelle economie in cui le valute locali sono instabili o difficili da ottenere. Circa la metà degli uffici di cambio di Gaza ora gestisce USDT, ha riportato Middle East Eye. Le rimesse dei parenti all’estero possono arrivare in pochi minuti, contribuendo a un aumento più ampio dei pagamenti quotidiani in USDT.
"It doesn't require many details, and once the transfer arrives, it can be withdrawn immediately," ha detto Wajeeh Ajour, un operatore di trasferimenti di denaro a Gaza.
Tuttavia, convertire criptovalute in contanti resta costoso. I broker applicano commissioni tra il 30 e il 40 percento per il servizio, rispetto a circa l’1 percento prima della guerra, secondo +972 Magazine.
Rischi e restrizioni
I rischi associati all’uso delle crypto a Gaza sono significativi. Dopo che PayPal e Western Union hanno ridotto i loro servizi nella regione, molti residenti sono passati a Bitcoin come alternativa.
Binance ha inoltre congelato account con sede a Gaza, bloccando in un caso circa $100,000. Gli utenti riferiscono che Israele segnala questi account come rischi legati al terrorismo. La situazione mette in evidenza una tensione che va oltre Gaza: le stesse caratteristiche senza confini e permissionless che rendono le criptovalute attraenti nelle zone di crisi lasciano anche gli utenti alla mercé di exchange soggetti a regimi nazionali di sanzioni e norme contro il finanziamento del terrorismo.
BREAKING: Binance has seized all Palestinian assets at Israel's request. pic.twitter.com/ZAUuT3jBEu
— WallStreetBets (@wallstreetbets) August 27, 2024
Una realtà economica drammatica
Dietro le immagini della tenda di trading che hanno attirato l’attenzione si trova una situazione economica disperata. La Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD) ha descritto il collasso economico di Gaza come il peggiore mai registrato. L’economia ora opera a circa $161 per persona all’anno — meno di 50 centesimi al giorno. Circa nove residenti su dieci sono sfollati, molti dei quali vivono in tende.
Le difficoltà pratiche complicano anche le attività di trading più basilari. Le interruzioni di corrente sono frequenti e le connessioni Internet spesso cadono nel mezzo delle operazioni, rendendo rari i profitti costanti.
A group of options traders in Gaza joking about how finance influencers on social media are surrounded by Lamborghinis, waterfront mansions, luxury vacations, and six-figure trading accounts, while they're trading from a rooftop with slow internet, post-war destruction in the… pic.twitter.com/v4JrdPIAhX
— Basha باشا (@BashaReport) June 5, 2026
Un cessate il fuoco fragile regge da ottobre 2025, anche se la crisi di liquidità persiste. Alcuni funzionari hanno proposto una iniziativa stablecoin per Gaza come possibile risposta.
A prescindere dall’autenticità del video, esso sottolinea una realtà più ampia: a Gaza, le criptovalute sono diventate un’ancora finanziaria per le famiglie mentre il sistema bancario convenzionale resta in gran parte non funzionante.