NotizieCryptoBinance, Luno, Yellow Card, VALR e altri cercano licenze crypto in Kenya nel nuovo quadro VASP

Binance, Luno, Yellow Card, VALR e altri cercano licenze crypto in Kenya nel nuovo quadro VASP

Autore: Techcabal·

Punti chiave

  • Il 24 luglio il Kenya ha pubblicato le Virtual Asset Service Provider Regulations, creando un regime formale di licenze per le società crypto.
  • Tra luglio 2024 e giugno 2025, il Kenya ha registrato circa $19 miliardi di afflussi in crypto, più del doppio rispetto ai 12 mesi precedenti.
  • Le nuove regole sottopongono exchange, provider di wallet, processori di pagamento e altre imprese alla vigilanza della CMA e della Central Bank of Kenya.
  • Gli emittenti di stablecoin affrontano il requisito di capitale versato più elevato, pari a KES 300 milioni, mentre le altre categorie hanno soglie inferiori.
  • Yellow Card, VALR, Binance, Kotani Pay, Luno e Roqqu hanno dichiarato di prepararsi o di valutare la presentazione di domande nel nuovo quadro.
Binance, Luno, Yellow Card, VALR e altri cercano licenze crypto in Kenya nel nuovo quadro VASP

Le principali società globali e focalizzate sull’Africa nel settore delle criptovalute — tra cui Binance, Luno, Yellow Card, VALR, Kotani Pay e Roqqu — si stanno preparando a richiedere licenze per asset virtuali in Kenya dopo che il paese ha pubblicato in Gazzetta le nuove Virtual Asset Service Provider (VASP) Regulations il 24 luglio. La mossa segnala la volontà delle società crypto di assicurarsi un primo posizionamento regolamentare in uno dei mercati di asset digitali in più rapida crescita in Africa.

Tra luglio 2024 e giugno 2025, il Kenya ha registrato circa $19 miliardi di afflussi in crypto, secondo la società di analisi blockchain Chainalysis — oltre il doppio rispetto ai circa $7 miliardi registrati nei 12 mesi precedenti. L’aumento evidenzia la rapida espansione dell’attività sugli asset digitali in Kenya prima del nuovo regime regolamentare. Gran parte di questa crescita è stata trainata da pagamenti transfrontalieri e canali di rimesse basati su stablecoin, in cui i keniani usano gli asset digitali per ridurre i costi di trasferimento ed eludere gli attriti del sistema bancario tradizionale.

La spinta verso le licenze rappresenta un punto di svolta per il settore degli asset digitali in Kenya, che per anni ha operato in un contesto di incertezza normativa nonostante sia uno dei maggiori mercati crypto dell’Africa. In precedenza, la Capital Markets Authority (CMA) aveva emesso avvisi pubblici secondo cui gli asset crypto non erano prodotti di investimento regolamentati, lasciando i consumatori senza un ricorso formale. Il nuovo quadro VASP sottopone exchange, provider di wallet, processori di pagamento e altre imprese di asset digitali alla vigilanza formale della CMA e della Central Bank of Kenya (CBK). Ciò colloca il Kenya tra il piccolo gruppo di giurisdizioni africane con un regime dedicato di licenze crypto, insieme al Sudafrica sotto il Financial Advisory and Intermediary Services (FAIS) Act, Mauritius e il Botswana. La mossa del Kenya si inserisce inoltre nel più ampio impulso globale verso una supervisione formale delle crypto, inclusa la regolamentazione Markets in Crypto-Assets (MiCA) dell’UE e le indicazioni della Financial Action Task Force (FATF) che invitano gli Stati membri a regolamentare i fornitori di asset virtuali secondo gli standard antiriciclaggio.

Il quadro introduce anche requisiti di capitale versato, con la soglia più alta — KES 300 million ($2.3 million) — applicata agli emittenti di stablecoin, fissando un importante livello di conformità per le società che intendono operare nel mercato crypto regolamentato del Kenya.

Il cambiamento normativo arriva mentre i governi africani cercano di bilanciare la crescente adozione dei crypto asset da parte dei consumatori con le preoccupazioni legate a criminalità finanziaria, tutela degli investitori e stabilità del mercato. Il quadro keniano offre alle autorità visibilità sulle imprese di asset virtuali, stabilendo al contempo requisiti in materia di governance, conformità e rendicontazione.

Yellow Card

Yellow Card, una società di infrastrutture per stablecoin attiva in oltre 50 mercati emergenti, inclusa l’Africa, ha dichiarato di voler richiedere licenze per attività di exchange e di elaborazione dei pagamenti, con le preparazioni già in corso.

L’azienda prevede di presentare la domanda entro tre o quattro settimane, una volta che i regolatori keniani annunceranno formalmente il processo di licenza, secondo Edline Murungi, Group Head of Policy e Senior Legal Counsel di Yellow Card.

"Kenya is a key economy in Yellow Card operations, and with a positive outcome on the licencing, it would increase partnerships and business expansion," Murungi told TechCabal in an emailed response.

Yellow Card, che ha dichiarato di aver processato oltre $7 billion a livello globale negli ultimi dodici mesi, ha osservato che diventare un soggetto regolamentato introdurrebbe probabilmente cambiamenti soprattutto negli obblighi di reporting, più che nelle attività di base. L’azienda ha aggiunto che le pratiche di conformità già in essere sono in linea con molte delle aspettative regolamentari previste dalle VASP Regulations.

VALR

VALR, l’exchange crypto sudafricano che si è espanso in Kenya nell’ambito della sua strategia di crescita africana, intende anch’esso chiedere l’approvazione nel nuovo quadro. Peter Mwangi, country manager di VALR per il Kenya, ha affermato che l’azienda prevede di presentare domanda per attività di exchange di asset virtuali, custodia e fornitura di wallet, oltre che per l’elaborazione dei pagamenti.

"As part of our commitment to building sustainable, regulated digital asset infrastructure across Africa, obtaining local authorisation is a key priority for our long-term presence and expansion efforts in Kenya," Mwangi told TechCabal in an emailed response.

VALR ha dichiarato di stare mappando la propria infrastruttura rispetto alle nuove regole, con possibili adeguamenti in materia di reporting locale, requisiti di governance e soglie di capitale. La società, che si è posizionata come fornitore di infrastrutture per asset digitali orientato agli investitori istituzionali, ha affermato che la chiarezza normativa potrebbe accelerare gli investimenti, compresa l’assunzione di talenti locali e l’espansione delle partnership con banche e fornitori di servizi di pagamento.

Mwangi ha offerto una valutazione mista del quadro: "The clear perimeter definition, emphasis on consumer protection, and formalisation of stablecoin and payment activities provide much-needed certainty that will attract institutional capital. While compliance obligations and capital requirements are stringent, they establish a healthy bar for security, filter out bad actors, and could position Kenya as a leading, trusted digital asset hub in Africa."

"However, there are areas of the VASP regulations 2026 that could benefit from more consultation, such as the regulatory requirement, as they stand today, around stablecoin issuance. We will share our feedback with both CMA and CBK as soon as possible and look forward to collaborating with the regulator," he added.

Binance

Binance, uno dei maggiori exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi, ha dichiarato di voler anch’esso richiedere una licenza in Kenya dopo aver partecipato al processo di consultazione pubblica sulle norme. L’azienda ha rifiutato di specificare quali categorie di licenza intende perseguire, sottolineando di essere concentrata sul sostegno a politiche in materia di trasparenza, tutela degli utenti e crescita sostenibile.

Larry Cooke, Head of Legal di Binance Africa, ha affermato che il processo di licenza è stato un percorso durato due anni per l’azienda e che Binance considera il quadro keniano un passo importante verso la costruzione di un ecosistema regolamentato degli asset digitali.

"No regulation is perfect, but this is a great start, and working with regulators that understand the dynamics of this industry is a major positive to the region," Cooke told TechCabal in an emailed response. "We believe effective regulation is built through dialogue, combining global experience with local insight to create frameworks that are both robust and practical."

Kotani Pay

Kotani Pay, una società crypto fondata in Kenya e attiva in tutta l’Africa, ha dichiarato di voler richiedere una licenza VASP nel nuovo quadro normativo.

"Yes, we will apply for a VASP licence," Samuel Kariuki, chief operating officer e co-fondatore di Kotani Pay, told TechCabal in an emailed response. "This is a matter under consideration with our compliance and risk assessment committee. Upon their review, they will advise accordingly. Preparations are underway; however, it's too early to provide a definitive timeline for submitting our application."

Luno

Luno, un’altra piattaforma crypto focalizzata sull’Africa, ha dichiarato di voler partecipare anch’essa al processo di licenza in Kenya e di star valutando quali categorie si adattino meglio alla propria strategia di lungo periodo. Apollo Sande, country manager di Luno Kenya, ha affermato che la società sta esaminando licenze a supporto delle sue linee di business istituzionali, tra cui servizi di trading, servizi di tesoreria per stablecoin, capacità di settlement e servizi di embedded wallet.

"We are still reviewing the final regulations and determining the licence categories that best support Luno's strategy and our long-term plans for Kenya," Sande told TechCabal in an emailed response. "Based on Luno's current institutional focus, we are assessing licence categories that support our B2B business lines, including our trading desk, stablecoin treasury services, global settlement capabilities and embedded wallet services. We are not in a position to confirm the final scope of our application at this stage."

Prospettive del settore

I dirigenti del settore in Kenya hanno accolto con favore l’introduzione di regole formali, ma alcuni hanno avvertito che i dettagli di attuazione determineranno se il Kenya diventerà un hub regionale per gli asset digitali o creerà ostacoli all’innovazione. Yellow Card ha affermato che monitorerà attentamente il modo in cui verranno applicati gli obblighi di reporting previsti dalle nuove norme, mentre Luno ha sottolineato che il successo del quadro dipenderà dall’esecuzione da parte delle autorità e degli operatori del settore.

L’attrattiva del mercato keniano risiede nella combinazione di un’infrastruttura consolidata di mobile money, adozione fintech e crescente domanda di sistemi di pagamento alternativi. In quanto maggiore economia dell’Africa orientale e centro dell’attività fintech regionale, l’approccio normativo del Kenya potrebbe anche influenzare le scelte politiche dei paesi vicini che non hanno ancora stabilito quadri dedicati alle crypto. Per le società crypto che cercano espansione in Africa, il processo di licenza potrebbe determinare quali operatori ottengono un primo posizionamento in un mercato destinato a diventare sempre più competitivo con l’ingresso di player locali e stranieri.

L’approccio del Kenya basato sulle regole

Il Kenya è tra i pochi paesi africani — inclusi Mauritius e Botswana — ad avere regolamentazioni dedicate per i fornitori di servizi di asset virtuali, con requisiti su adeguatezza patrimoniale, governance, tutela dei consumatori e vigilanza regolamentare. La chiarezza normativa dovrebbe intensificare la concorrenza in uno dei mercati di asset digitali in più rapida crescita in Africa, mentre exchange globali e società crypto regionali cercano licenze che potrebbero garantire un vantaggio iniziale nell’economia crypto in espansione del Kenya.

Roqqu, un exchange crypto nigeriano entrato in Kenya tramite la sua acquisizione di Flitaa nel 2025, ha dichiarato di stare valutando i percorsi di licenza disponibili nel nuovo quadro, ma ha rifiutato di dire se intende presentare domanda o quali categorie intenda perseguire.

"We are currently assessing all available pathways," Ibitoye Roimot Yetunde, chief compliance officer di Roqqu, told TechCabal in an emailed response. "Our priority is to ensure that we remain fully compliant with the applicable regulatory framework."

Categorie di licenza e requisiti di capitale

In base alle VASP Regulations del Kenya, i fornitori di servizi di asset virtuali possono richiedere una delle 10 categorie di licenza, con requisiti di capitale versato che variano in base al tipo di attività:

  • Emittenti di stablecoin: KES 300 million ($2.3 million) — la soglia più alta
  • Provider di wallet: KES 150 million ($1.16 million)
  • Exchange: KES 100 million ($772,500)
  • Gestori di asset virtuali, provider ICO e operatori di piattaforme di emissione token: KES 20 million ($154,500)
  • Processori di pagamento, broker e provider di tokenizzazione: KES 10 million ($77,250)
  • Consulenti per investimenti in asset virtuali: Esenti dai requisiti minimi di capitale, ma devono mantenere una copertura di responsabilità professionale di almeno KES 1 million ($7,725)

Evoluzione del quadro fiscale

Il Kenya si sta inoltre muovendo verso un quadro fiscale più formalizzato per gli asset virtuali. Mentre il Finance Bill, 2025 proponeva un’imposta del 3% sul valore di trasferimento o di scambio degli asset digitali, il Finance Bill, 2026 modificato sposta l’approccio verso un’accisa del 10% sulle commissioni addebitate dai fornitori di servizi di asset virtuali, allineando l’imposta con il Virtual Asset Service Providers Act approvato. La proposta richiederebbe inoltre ai fornitori di presentare al tax commissioner le informazioni sulle transazioni, con una sanzione di KES 1 million ($7,732) per ogni mancata comunicazione o omissione.

L’approccio contrasta con la strategia nigeriana incentrata sulla tassazione, dove l’autorità fiscale ha introdotto un bollo dell’1.5% sulle transazioni in asset virtuali mentre il paese non ha ancora un quadro di licenze crypto comparabile a quello del Kenya.

Nel complesso, il regime di licenze del Kenya, i requisiti di capitale e il quadro fiscale in evoluzione potrebbero rafforzarne l’attrattiva per le società crypto che cercano certezza regolamentare prima di impegnare capitale ed espandersi in Africa.