Le imprese affrontano pressioni ESG sempre più intense mentre il progresso rallenta e le regole di disclosure si irrigidiscono nel 2026
Punti chiave
- •Quasi la metà dei leader della sostenibilità aziendale ha riconosciuto ampi margini di miglioramento nel 2026, con un aumento di oltre dieci punti percentuali rispetto all'anno precedente, nonostante oltre il 90% abbia dichiarato progressi strategici.
- •Il 49% delle imprese ha indicato la conformità normativa come uno dei principali fattori della sostenibilità, mentre le aspettative degli investitori sono salite al 42%, quasi il doppio rispetto a un anno prima.
- •La SEC filippina richiede ora alle società quotate e alle grandi imprese di conformarsi ai PFRS S1 e S2, standard di rendicontazione della sostenibilità allineati ai framework internazionali IFRS S1 e S2.
- •Oltre l'80% dei dirigenti filippini intervistati ha riferito che le proprie organizzazioni avevano già subito interruzioni operative causate da eventi climatici o disastri meteorologici.
- •Nessuno dei dirigenti intervistati ha segnalato tagli alla spesa per la sostenibilità e il 92% ha indicato che gli investimenti sono rimasti stabili o sono aumentati nell'ultimo anno nonostante l'incertezza economica più ampia.

Le strategie di sostenibilità aziendale restano saldamente all'ordine del giorno nelle sale riunioni nel 2026, ma il ritmo dei progressi si sta rallentando. Secondo il rapporto Sustainable Signals: Corporates 2026 di Morgan Stanley, oltre il 90% dei leader della sostenibilità afferma che le proprie organizzazioni stanno avanzando sulla strategia, ma quasi la metà (47%) riconosce ampi margini di miglioramento — un aumento di oltre dieci punti percentuali rispetto al 2025.
Il rapporto evidenzia anche il cambiamento delle motivazioni alla base degli sforzi di sostenibilità. Il 49% delle imprese cita ora la conformità normativa come uno dei principali fattori trainanti, mentre il 42% indica le aspettative degli investitori — quasi il doppio rispetto a un anno prima. I risultati sottolineano la crescente influenza dei framework di disclosure Environmental, Social, and Governance (ESG) e l'aumento del controllo da parte degli investitori, soprattutto nei mercati Asia-Pacifico, dove l'armonizzazione normativa è ancora in corso. Questa frammentazione regionale riflette un modello globale più ampio in cui le aziende che operano in più giurisdizioni devono destreggiarsi tra requisiti divergenti — dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) dell'UE ai framework emergenti in Nord America e Asia — mentre gli organismi internazionali di standardizzazione spingono verso la convergenza.
I rischi climatici fisici sono sempre più percepiti come minacce imminenti. Il 78% dei leader della sostenibilità si aspetta impatti negativi sulle proprie attività entro cinque anni e il 63% prevede costi operativi più elevati come conseguenza. Anche i rischi di transizione sono considerati altrettanto urgenti, con l'81% che si aspetta effetti tangibili sulle operazioni. Queste preoccupazioni hanno accelerato l'integrazione della sostenibilità nella governance aziendale: il 62% dei consigli di amministrazione ha ora una responsabilità diretta sulla supervisione ESG, rispetto al 42% dell'anno precedente.
Per le società filippine, queste tendenze globali hanno un peso particolare. Il Philippines 2026 C-Suite State of Corporate Sustainability Report individua le interruzioni legate al clima come la preoccupazione operativa più citata dai dirigenti filippini. Oltre l'80% degli intervistati ha riferito che le proprie organizzazioni avevano già subito interruzioni causate da eventi climatici o disastri meteorologici, mentre oltre il 70% prevede che requisiti di disclosure sul clima, nuove politiche e l'aumento dei costi assicurativi incidano in modo materiale sulle operazioni entro tre anni.
Gli investimenti nella sostenibilità hanno seguito queste preoccupazioni anziché ritirarsi. Nessuno dei dirigenti intervistati ha segnalato tagli alla spesa per la sostenibilità nell'ultimo anno e il 92% ha indicato che gli investimenti sono rimasti stabili o sono aumentati nonostante l'incertezza economica più ampia. Il 72% delle aziende ha dichiarato di aver rafforzato le misure di efficienza energetica e il 75% stava già approvvigionandosi di energia rinnovabile o intendeva farlo entro l'anno — azioni operative concrete, non esercizi di comunicazione.
La conformità normativa resta il singolo principale catalizzatore di tali investimenti, citata da quasi la metà dei dirigenti come motivo principale per intensificare l'azione climatica.
Le imprese locali devono ora affrontare requisiti di disclosure più stringenti in base alle linee guida sulla rendicontazione della sostenibilità della Securities and Exchange Commission (SEC), mentre gli investitori internazionali chiedono narrazioni ESG credibili.
Nel 2026, la SEC ha alzato ulteriormente l'asticella. Le società quotate e le grandi imprese devono ora seguire i nuovi standard di rendicontazione della sostenibilità (PFRS S1 e S2). Queste regole richiedono disclosure climatiche più chiare e, a breve, verifiche indipendenti sui dati relativi ai gas serra.
La SEC ha inoltre adottato IFRS 18, tramite la SEC Memorandum Circular No. 22, Series of 2026, incorporandolo come PFRS 18. Pur trattandosi di uno standard contabile, il suo effetto pratico incide direttamente sulla comunicazione della sostenibilità. IFRS 18 introduce regole più severe per le misure di performance definite dal management — le metriche non standard spesso utilizzate nei report e nelle presentazioni agli investitori, incluse le cifre collegate alla sostenibilità. Le aziende devono ora definire chiaramente tali misure, riconciliarle con i risultati finanziari ufficiali e spiegarle con lo stesso rigore richiesto dai numeri sottoposti ad audit.
La sfida non riguarda solo la conformità, ma anche il posizionamento della sostenibilità come strumento di gestione del rischio e fattore di creazione di valore. Questa duplice esigenza è stata sottolineata nel recente outlook della Reputation Management Association of the Philippines, che ha evidenziato una domanda crescente di comunicazione sulla sostenibilità basata su evidenze, orientata alla performance e responsabile.
Le aziende che stanno ottenendo i maggiori benefici sono quelle che hanno smesso di trattare la rendicontazione di sostenibilità come un adempimento annuale e hanno iniziato a considerarla un asset strategico integrato nell'allocazione del capitale, nella gestione del rischio e nella fiducia degli stakeholder. L'integrazione offre vantaggi chiari: costi del capitale inferiori, poiché gli investitori premiano una disclosure trasparente; maggiore credibilità presso acquirenti e finanziatori internazionali che richiedono dati di sostenibilità affidabili; e una protezione più forte dai rischi reputazionali e legali derivanti da affermazioni non suffragate.
Nulla di tutto questo è soltanto un esercizio contabile o di conformità. Ogni cambiamento normativo diventa, prima o poi, una sfida comunicativa: i consigli di amministrazione devono spiegare la governance della sostenibilità agli investitori, il management deve definire misure di performance senza attirare un esame che non sa sostenere, e i marchi devono parlare degli impegni climatici e sociali con un linguaggio che regolatori, media e pubblico ritengano credibile.
Le organizzazioni che gestiscono bene questo processo costruiscono disciplina di reporting e narrazione pubblica fianco a fianco, assicurando che i dati alla base di una dichiarazione di sostenibilità e il modo in cui l'azienda racconta la propria storia influenzino fiducia, reputazione e persino accesso al capitale. È qui che ReVerb Brand Communications (ReVerb), agenzia di corporate reputation management e sustainability communications, aiuta le imprese a tradurre requisiti di disclosure complessi in comunicazioni in grado di risuonare con gli stakeholder. ReVerb aiuta le aziende a spiegare il proprio impatto, a connettersi con gli stakeholder e a costruire fiducia duratura attraverso messaggi autentici e finalizzati a uno scopo. Fa parte del PAGEONE Group, una rete di agenzie specializzate focalizzate sulla costruzione di fiducia, credibilità e capitale reputazionale di lungo termine per organizzazioni di diversi settori.
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