CoreWeave guida la nuova svendita dei titoli AI mentre il Nasdaq scende dell'1,9%
Punti chiave
- •Le azioni CoreWeave sono scese di oltre l'11% e le sue obbligazioni non garantite rendono circa il 15%, dopo che un rapporto Bloomberg ha rivelato che i fondatori hanno venduto azioni per 3,3 miliardi di dollari dall'IPO, di cui 2,4 miliardi quest'anno.
- •La svendita si è estesa alla cybersecurity e al software, con CrowdStrike giù del 7,8% e Palo Alto Networks giù del 7,6% nonostante l'assenza di un chiaro catalizzatore, in trade descritti dal rapporto come affollati.
- •Altri cali notevoli hanno incluso DigitalOcean giù del 12,2%, Nebius giù dell'11,1%, IREN giù del 10% a 27 dollari dai 50 dollari del 23 settembre, e Super Micro giù del 7,8% dopo i declassaggi di Barclays su HPE e Dell per ricavi hardware gonfiati dalla memoria.
- •Anche i grandi nomi tecnologici sono scesi, con AMD giù del 4,8%, Micron giù del 4,7%, Meta giù del 3,4% in vista degli utili della prossima settimana, Broadcom giù del 3,5%, Microsoft giù del 2,5%, e Tesla giù del 2,7% dopo che il rialzo pre-market è svanito.
- •Il rapporto ha suggerito che i mercati potrebbero sottostimare la possibilità di un rialzo dei tassi a fine mese alla luce dei dati sull'inflazione ancora forti, lasciando gli utili di Meta la prossima settimana e la decisione come due appuntamenti molto attesi.

I titoli tecnologici sono tornati sotto pressione, guidati ancora una volta da CoreWeave, mentre lo scetticismo verso il settore neocloud — il gruppo di provider cloud focalizzati sull'AI che affittano capacità GPU — si è esteso ai nomi della cybersecurity e ad altri precedenti vincitori dell'AI.
CoreWeave è stata al centro della svendita, con le sue obbligazioni non garantite che rendono circa il 15%, un livello che riflette la notevole compensazione che gli investitori richiedono per detenere il debito della società. Il sentiment è ulteriormente peggiorato ieri sera dopo che un rapporto di Bloomberg ha evidenziato che i fondatori della società hanno venduto azioni per 3,3 miliardi di dollari dall'IPO dello scorso anno, di cui 2,4 miliardi quest'anno. Le azioni CRWV sono scese di oltre l'11% nella giornata, cancellando quasi il forte rimbalzo della seduta precedente.
Altri calo significativi della giornata:
- Nebius (NBIS): giù dell'11,1%, venduta insieme a CoreWeave nonostante si finanzi principalmente con capitale proprio e obbligazioni convertibili.
- CrowdStrike (CRWD): giù del 7,8%. Il rapporto non ha indicato un chiaro catalizzatore per il calo della cybersecurity ma lo ha descritto come un trade affollato.
- Super Micro (SMCI): giù del 7,8%, ancora in fase di digestione dei declassaggi di Barclays su HPE e Dell per ricavi hardware gonfiati dalla memoria.
- Palo Alto Networks (PANW): giù del 7,6% a 341,98 dollari, con la stessa avvertenza di CrowdStrike.
- Datadog (DDOG): giù dell'8,1% a 248,98 dollari.
- DigitalOcean (DOCN): giù del 12,2%, in caduta rapida.
- IREN (IREN): giù del 10,0%, ora a 27 dollari dai 50 dollari del 23 settembre.
- Palantir (PLTR): giù di circa il 7,6% dopo aver aperto in rialzo, un altro titolo momentum in difficoltà.
Tra i nomi più grandi, il quadro non era molto migliore:
- AMD: giù del 4,8%.
- Micron (MU): giù del 4,7%.
- Alphabet (GOOG): giù del 2,0%.
- Meta (META): giù del 3,4% in vista del report sugli utili della prossima settimana.
- Tesla (TSLA): giù del 2,7% dopo essere salita fino al 5% nel pre-market; secondo il rapporto, perché la demo è stata considerata un giocattolo piuttosto che un business.
- Broadcom (AVGO): giù del 3,5%.
- Microsoft (MSFT): giù del 2,5%.
Nel complesso, il Nasdaq Composite è sceso dell'1,9% e ha ricevuto poco aiuto dal petrolio, scambiato vicino ai massimi della giornata e in rialzo del 2,7%. Il rapporto ha suggerito che il mercato potrebbe stare sottostimando la possibilità di un rialzo dei tassi a fine, notando che i dati continuano ad arrivare forti e che i numeri sull'inflazione di questa settimana sono stati problematici. Le aspettative sui tassi tendono a pesare maggiormente sui titoli growth a lunga durata, le cui valutazioni dipendono da utili proiettati anni nel futuro, rendendo la decisione di fine mese uno degli eventi più seguiti nel calendario tecnologico. Tra gli utili di Meta la prossima settimana e quella decisione sui tassi, il mercato affronta due appuntamenti programmati a breve distanza.