NotizieCryptoIl voto sul CLARITY Act è atteso, ma non ancora in agenda

Il voto sul CLARITY Act è atteso, ma non ancora in agenda

Autore: Coindoo·

Punti chiave

  • Il leader della maggioranza al Senato John Thune si aspetta un voto procedurale sul CLARITY Act prima della pausa estiva, ma non ha confermato una data precisa né garantito tempo sufficiente per un dibattito completo in Aula.
  • La Camera ha approvato il CLARITY Act con 294–134 nel luglio 2025 e la Commissione Bancaria del Senato ha avanzato la propria versione con un margine bipartisan di 15–9 il 14 maggio 2026.
  • Le divergenze sulle norme etiche per i funzionari eletti e gli alti funzionari governativi restano un ostacolo centrale, con la Casa Bianca che secondo quanto riferito non ha ancora risposto alla controproposta di Tillis e Gallego.
  • Sette senatori democratici hanno diffuso il 22 luglio una dichiarazione congiunta in cui indicano come aree da approfondire le regole etiche, la tutela dei consumatori, i controlli sulla finanza illecita e l’integrità del mercato prima di poter sostenere l’approvazione.
  • Gli analisti di Bernstein ritengono che completare l’intero iter legislativo prima della pausa del Senato sia sempre meno probabile a causa delle divergenze ancora aperte e del tempo limitato in Aula.
Il voto sul CLARITY Act è atteso, ma non ancora in agenda

Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha detto ai giornalisti il 3 agosto di aspettarsi che il Senato voti su un passaggio collegato al CLARITY Act prima della pausa estiva della camera, pur riconoscendo l’incertezza sul fatto che ci sarà tempo sufficiente per un esame completo in Aula.

"I think market structure we'll get a vote on. Whether we can get on it or not, we'll see," ha detto Thune, secondo Bloomberg Government. Ha aggiunto che il Senato aveva ancora diverse altre questioni da completare prima della pausa programmata.

Le parole di Thune lasciano aperte due possibilità distinte: la leadership del Senato potrebbe tenere un voto procedurale anticipato collegato al disegno di legge sulla market structure, ma la camera potrebbe comunque non avere tempo sufficiente prima di iniziare il dibattito completo in Aula.

Nessun voto sul CLARITY Act nel calendario del 4 agosto

La United States Senate Periodical Press Gallery non aveva inserito alcun voto sul CLARITY Act nell’agenda del Senato del 4 agosto al momento della pubblicazione. Il Senato era invece previsto riprendere l’esame di H.R. 6500, un veicolo legislativo per una continuing resolution, dopo le osservazioni introduttive. L’ultimo registro dei lavori in Aula riportava: "There are no votes scheduled at this time."

Il calendario rappresenta solo un’istantanea del momento. I leader del Senato possono aggiungere voti dopo aver presentato una mozione, raggiunto un accordo unanime o stabilito che esiste un sostegno sufficiente per procedere. Le dichiarazioni di Thune segnalano quindi l’intenzione della leadership, ma non forniscono un orario di voto confermato né garantiscono che il disegno di legge arrivi in Aula prima della pausa.

Cosa potrebbe significare proceduralmente il voto atteso

Thune non ha specificato quale voto intenda far tenere al Senato. Potrebbe trattarsi di una motion to proceed, di un voto di cloture o di un altro passaggio procedurale pensato per portare il disegno di legge sulla market structure verso un esame formale.

In base alle regole di cloture del Senato, la maggior parte delle leggi richiede i tre quinti di tutti i senatori — normalmente 60 voti — per concludere un dibattito prolungato. Superare tale ostacolo procedurale dimostrerebbe che il testo ha abbastanza sostegno per passare alla fase successiva, ma non significherebbe che il Senato abbia approvato il disegno di legge. I parlamentari potrebbero ancora affrontare dibattito, emendamenti, ulteriori voti procedurali e un voto finale sull’approvazione. Eventuali modifiche sostanziali apportate dal Senato dovrebbero inoltre essere approvate dalla Camera prima che la legge possa arrivare al presidente.

Il disegno di legge è avanzato, ma la prova al Senato è più difficile

La Camera ha approvato il CLARITY Act con un voto di 294–134 nel luglio 2025. La Commissione Bancaria del Senato ha avanzato la propria versione del disegno di legge con un voto bipartisan di 15–9 il 14 maggio 2026. Questi risultati indicano che il più ampio sforzo sulla market structure ha ottenuto sostegno da entrambi i partiti. L’esame in Aula al Senato rappresenta però una prova più difficile, perché i repubblicani non possono raggiungere la soglia abituale di 60 voti per la cloture senza il sostegno democratico.

Thune deve ottenere abbastanza voti democratici mantenendo al contempo il sostegno dei repubblicani che hanno espresso preoccupazioni su alcuni elementi della proposta.

La disputa etica continua a bloccare un accordo più ampio

Il trattamento dei conflitti di interesse legati alle criptovalute che coinvolgono funzionari eletti e altre alte cariche governative resta una delle principali questioni irrisolte.

La giornalista Eleanor Terrett ha riferito il 3 agosto, citando una persona a conoscenza dei negoziati, che la Casa Bianca non aveva risposto a una controproposta etica presentata il giovedì precedente dal senatore repubblicano Thom Tillis e dal senatore democratico Ruben Gallego. Il rapporto si basa su una fonte non identificata, non su una dichiarazione pubblica della Casa Bianca, e descrive quindi lo stato riferito dei negoziati anziché una posizione dell’amministrazione ufficialmente confermata.

La controproposta, secondo quanto riferito, affronta il modo in cui verrebbero applicate le restrizioni etiche, incluso un possibile ruolo per i procuratori generali degli Stati. I critici hanno messo in dubbio che fare affidamento soprattutto sul Dipartimento di Giustizia possa garantire un’applicazione sufficientemente indipendente quando le regole potrebbero riguardare il presidente o altri funzionari dell’amministrazione.

Una revisione di Reuters della proposta del Senato ha rilevato che essa limiterebbe alcuni esponenti di vertice, compresi il presidente e il vicepresidente, dal promuovere o emettere asset digitali. La disposizione si baserebbe sull’applicazione del Dipartimento di Giustizia ed esaurirebbe i suoi effetti nel gennaio 2029.

Sette negoziatori democratici chiedono ulteriori modifiche

Sette senatori democratici coinvolti nei colloqui hanno affermato che l’attuale proposta non è pronta per l’approvazione.

In una dichiarazione congiunta diffusa il 22 luglio, i senatori Catherine Cortez Masto, Angela Alsobrooks, Cory Booker, Ruben Gallego, John Hickenlooper, Mark Warner e Raphael Warnock hanno individuato diverse aree che richiedono ulteriori lavori.

Le loro preoccupazioni includevano le norme etiche per i funzionari eletti, la tutela dei consumatori, la finanza illecita, i conflitti di interesse e l’integrità del mercato.

I senatori hanno anche affermato che continueranno a negoziare. Ciò mantiene possibile un accordo bipartisan, ma le divergenze residue devono essere risolte abbastanza rapidamente da consentire alla leadership di raccogliere i voti e completare il processo al Senato.

Senza un accordo su etica e altre disposizioni ancora aperte, Thune non può essere certo che un voto procedurale anticipato raggiunga la soglia necessaria.

L’approvazione completa prima della pausa resta difficile

Gli analisti di Bernstein hanno affermato che l’approvazione prima della pausa del Senato sta diventando meno probabile. Le ultime dichiarazioni di Thune non sono necessariamente in contrasto con questa valutazione.

Un voto anticipato potrebbe avviare il processo o mettere i senatori nella posizione di esprimersi ufficialmente, senza lasciare abbastanza tempo per dibattito, emendamenti e approvazione finale.

Il Senato sta inoltre affrontando il finanziamento del governo e altre questioni pendenti. Thune aveva descritto il 21 luglio la legislazione sulla market structure come solo "a candidate for consideration", definendo il finanziamento del governo come la priorità immediata più importante della camera.

Il calendario residuo potrebbe essere sufficiente per un voto procedurale iniziale. Completare l’intero iter legislativo prima della pausa richiederebbe però sia un accordo politico sia tempo sufficiente in Aula.

Cosa cambierebbe il CLARITY Act

Il CLARITY Act mira a creare un quadro federale per i mercati degli asset digitali e a chiarire come siano ripartite le competenze tra Securities and Exchange Commission e Commodity Futures Trading Commission.

La legge affronta il finanziamento tramite token, i requisiti di registrazione per exchange e intermediari, le norme antiriciclaggio, le piattaforme di finanza decentralizzata, i premi in stablecoin e i titoli tokenizzati.

I sostenitori sostengono che una legge fornirebbe regole più durature rispetto al ricorso principalmente all’enforcement delle agenzie o a regolamenti che potrebbero cambiare con una futura amministrazione.

I critici e i senatori ancora indecisi hanno sollevato preoccupazioni sulla protezione degli investitori, sui controlli contro la finanza illecita, sugli incentivi per le stablecoin, sulle esenzioni per gli emittenti di token e sui conflitti che coinvolgono alti funzionari governativi.

Un ritardo non impedirebbe a SEC e CFTC di agire nell’ambito dei loro poteri esistenti. Rinvierebbe però il più ampio quadro legislativo richiesto dalle società crypto e dagli istituti finanziari tradizionali che entrano nei mercati degli asset digitali.

Cosa monitorare prima della pausa

Il primo sviluppo concreto sarebbe un calendario aggiornato del Senato che indichi il CLARITY Act o il relativo provvedimento sulla market structure.

La presentazione di una motion to proceed o di una cloture filing avvierebbe un calendario procedurale formale e offrirebbe maggiore certezza rispetto a un’ulteriore dichiarazione della leadership.

Altri sviluppi che potrebbero determinare se il disegno di legge avanzerà includono:

Una risposta della Casa Bianca alla proposta etica di Tillis–Gallego.

La pubblicazione di un testo bipartisan rivisto.

Un sostegno pubblico da parte di abbastanza senatori da avvicinarsi alla soglia dei 60 voti.

Un voto confermato aggiunto al calendario dell’Aula del Senato.

Fino a quando non si verificherà uno di questi passaggi, il voto atteso da Thune resta possibile ma non programmato, mentre l’approvazione completa prima della pausa affronta un percorso molto più stretto.

Disclaimer: Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento o legale. I calendari legislativi, i negoziati e le bozze di testo possono cambiare senza preavviso.

Metodologia: Questo articolo utilizza i commenti di John Thune del 3 agosto riportati da Bloomberg Government, le informazioni sui lavori del 4 agosto pubblicate dalla United States Senate Periodical Press Gallery, i registri di Congress.gov, i comunicati ufficiali della Senate Banking Committee, le dichiarazioni dei negoziatori democratici, la copertura Reuters sul testo del Senato, l’aggiornamento basato su fonti di Eleanor Terrett e la valutazione di Bernstein sulle prospettive del disegno di legge prima della pausa.

L’articolo "CLARITY Act Vote Expected, but Not Scheduled Yet" è apparso per la prima volta su Coindoo.