NotizieCryptoCLARITY Act: aggiunti limiti di raccolta fondi crypto di 50 milioni di dollari annui e 200 milioni a vita

CLARITY Act: aggiunti limiti di raccolta fondi crypto di 50 milioni di dollari annui e 200 milioni a vita

Autore: Tron Weekly·

Punti chiave

  • •Il CLARITY Act ha adottato la riduzione proposta dai democratici del tetto annuale di raccolta fondi di Regulation Crypto da 75 milioni a 50 milioni di dollari, secondo la senatrice Cynthia Lummis.
  • •Un limite complessivo di raccolta fondi di 200 milioni di dollari è stato inoltre aggiunto alla legislazione su richiesta dei legislatori democratici.
  • •Lummis si è domandata perché i democratici abbiano votato contro l'iterazione del provvedimento dopo che i loro emendamenti erano stati inseriti nel testo.
  • •Il disegno di legge ha fallito una votazione procedurale al Senato il 15 settembre 2026, non raggiungendo i 60 voti necessari per procedere, restando bloccato in vista delle elezioni di metà mandato.
  • •Il CLARITY Act punta a chiarire la supervisione degli asset digitali tra SEC e CFTC, con la protezione degli investitori al dettaglio al centro del dibattito.
CLARITY Act: aggiunti limiti di raccolta fondi crypto di 50 milioni di dollari annui e 200 milioni a vita

Il CLARITY Act ha adottato due restrizioni proposte sull'importo raccolgibile ai sensi di Regulation Crypto, a seguito delle richieste di modifica della legge avanzate da alcuni membri democratici del Congresso, secondo il senatore statunitense Cynthia Lummis.

Lummis ha annunciato lo sviluppo sul suo account X, sottolineando che le proposte sono state accettate e incluse nella legislazione. Ha criticato i legislatori democratici per aver negato il sostegno al provvedimento nonostante le modifiche, affermando che la legge contiene disposizioni concepite per proteggere gli investitori al dettaglio. Il disegno di legge resta bloccato al Senato dopo il fallimento di una votazione procedurale a settembre.

"I democratici hanno chiesto di ridurre il tetto annuale di raccolta fondi di Regulation Crypto da 75 milioni a 50 milioni di dollari e di aggiungere un limite a vita di 200 milioni. Abbiamo accettato entrambe le richieste e le abbiamo incluse nel Clarity Act. I democratici hanno votato contro le regole che hanno scritto loro stessi per proteggere gli investitori al dettaglio."

— Senatrice Cynthia Lummis (@SenLummis), 25 ottobre 2026, su X

Il CLARITY Act include due limiti alla raccolta fondi crypto

Secondo Lummis, i legislatori democratici hanno richiesto due emendamenti al CLARITY Act. Il primo riduce il tetto annuale di raccolta fondi di Regulation Crypto da 75 milioni a 50 milioni di dollari, mentre il secondo istituisce un limite complessivo di raccolta di 200 milioni di dollari.

Ha dichiarato che le parti coinvolte hanno accettato entrambe le richieste e hanno apportato le aggiunte necessarie alla legislazione. Insieme, gli emendamenti stabiliscono un tetto annuale e uno cumulativo sul capitale raccolgibile ai sensi di Regulation Crypto, definendo confini chiari per la raccolta fondi nell'ambito del quadro normativo. In pratica, il tetto annuale regola quanto può essere raccolto in un singolo anno, mentre il limite a vita vincola il totale cumulativo raccolto nel tempo. La modifica negoziata riduce inoltre di un terzo il tetto annuale rispetto al livello precedente di 75 milioni di dollari.

Lummis si è tuttavia domandata perché i legislatori democratici abbiano poi votato contro l'iterazione del CLARITY Act dopo che le loro stesse proposte erano state incorporate nel testo. Le sue dichiarazioni evidenziano i conflitti in corso che continuano a ostac i tentativi di istituire un quadro normativo federale per le criptovalute. Le restrizioni alla raccolta fondi proposte sono solo un elemento del più ampio dibattito su come le imprese crypto dovrebbero poter raccogliere capitali garantendo al contempo un'adeguata protezione degli investitori.

Il CLARITY Act affronta la sfida della votazione al Senato

Il 15 settembre 2026 è diventato un serio ostacolo per il CLARITY Act, quando il disegno di legge non è riuscito ad avanzare al Senato in una votazione procedurale. Secondo Reuters, il provvedimento non ha raccolto i 60 voti necessari per procedere, la soglia richiesta per porre fine al dibattito nell'aula di 100 membri.

L'esito ha lasciato il disegno di legge in stallo alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, evidenziando la complessità di riunire voti sufficienti per la regolamentazione delle criptovalute. Qualsiasi nuovo tentativo di far avanzare la legislazione si troverebbe di fronte alla stessa soglia di 60 voti.

Il CLARITY Act mira a istituire un quadro complessivo di struttura di mercato per gli asset digitali, chiarendo le responsabilità di supervisione tra la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission. Per il settore crypto, il suo significato risiede nel potenziale di definire i compiti regolatori e creare standard normativi più chiari per le imprese crypto. Con uno standard nazionale in vigore, le società troverebbero più semplice sviluppare i propri servizi.

Tuttavia, l'incapacità dei politici di raggiungere un consenso rallenta il processo. Anche dopo l'approvazione di singole proposte, l'intero disegno di legge necessita ancora di sostegno sufficiente al Senato per avanzare.

Il dibattito si concentra sulla protezione degli investitori al dettaglio

La protezione degli investitori resta al centro della discussione sul CLARITY Act. Secondo Lummis, la legge contiene regolamenti da lei elaborati per garantire la sicurezza degli investitori al dettaglio, e la sua critica al voto democratico è diventata un aspetto di rilievo del suo intervento pubblico.

I tetti annuali e a vita sulla raccolta fondi inclusi nel regolamento ridurrebbero l'importo raccolgibile ai sensi dello stesso. Le restrizioni potrebbero contribuire a definire confini più distinti per la formazione di capitale. Il disaccordo evidenzia inoltre la più ampia tensione tra la tutela degli investitori e le esigenze del settore crypto. Prima che il provvedimento possa avanzare, i legislatori devono trovare un terreno comune sui regolamenti di base.

Per il momento, il CLARITY Act resta in stallo dopo la votazione procedurale di settembre. Il suo futuro dipende dalla capacità dei legislatori di trovare una soluzione e raccogliere sostegno sufficiente per procedere. Le limitazioni alla raccolta fondi restano un punto chiave della discussione, ma è necessario ulteriore lavoro legislativo prima che il provvedimento possa avanzare.

Fonte: Tron Weekly