Circle chiede all'UE di rivedere le regole MiCA sulle stablecoin per rafforzare liquidità e accesso al mercato
Punti chiave
- •Circle ha presentato le proprie raccomandazioni in risposta alla consultazione della Commissione Europea sulla revisione del MiCA, citando due anni di esperienza diretta nell'operatività di USDC ed EURC sotto il quadro tramite la propria entità autorizzata in Francia.
- •Solo tre delle prime 25 stablecoin per capitalizzazione di mercato — USDC, USDG ed EURC — sono regolamentate ai sensi del MiCA, e Circle lo attribuisce all'accesso limitato alla liquidità globale piuttosto che alla mancanza di emittenti europei regolamentati.
- •Circle ha esortato l'UE a preservare il multi-issuance, avvertendo che limitarlo potrebbe spingere i clienti europei verso piattaforme offshore al di fuori delle protezioni del MiCA.
- •L'azienda ha proposto un sistema di riconoscimento basato sull'equivalenza per le stablecoin extra-UE, con la Commissione che valuta i regimi normativi esteri, l'Autorità Bancaria Europea che identifica i singoli emittenti e la distribuzione gestita da istituti autorizzati localmente, insieme al riconoscimento reciproco delle stablecoin emesse nell'UE all'estero.
- •Circle ha sostenuto che il requisito del MiCA di detenere una quota delle riserve come depositi bancari espone gli emittenti al rischio del settore bancario, citando l'episodio di marzo 2023 in cui USDC perse temporaneamente il proprio ancoraggio al dollaro dopo la rivelazione di 3,3 miliardi di dollari di riserve detenute presso la Silicon Valley Bank.

Circle ha esortato la Commissione Europea a rivedere parti del quadro MiCA dell'Unione Europea sulle stablecoin, sostenendo che modifiche mirate potrebbero migliorare la liquidità, l'accesso al mercato e la gestione delle riserve nell'ecosistema europeo delle stablecoin. L'azienda ha presentato le proprie raccomandazioni in risposta alla consultazione della Commissione sulla revisione del MiCA — il Markets in Crypto-Assets Regulation, il regolamento completo dell'UE sugli asset crittografico, le cui disposizioni sulle stablecoin sono in vigore da giugno 2024. L'evoluzione di questa revisione potrebbe plasmare l'ambiente operativo per ogni emittente di stablecoin autorizzato nell'Unione.
Ai sensi del MiCA, le stablecoin sono regolamentate come token di moneta elettronica, il che richiede agli emittenti autorizzati di mantenere permessi e copertura delle riserve. Circle ha ottenuto una licenza di istituto di moneta elettronica dalle autorità francesi a luglio 2024, becoming una delle prime aziende globali di stablecoin autorizzate sotto il regime, con la possibilità di offrire versioni conformi al MiCA delle proprie stablecoin in tutta l'Unione.
Le raccomandazioni di Circle si basano su due anni di esperienza con il MiCA
Circle, che emette le stablecoin USDC ed EURC — entrambe regolamentate ai sensi del MiCA — ha affermato che la propria esperienza le offre una conoscenza diretta del funzionamento pratico del quadro. Sebbene l'azienda consideri la normativa un passo avanti significativo, ritiene che diversi aggiustamenti mirati potrebbero rafforzare la posizione dell'Europa nel mercato globale delle stablecoin.
Circle ha presentato la propria risposta alla consultazione della Commissione Europea sulla revisione del MiCA. Il nostro feedback si basa su due anni di esperienza nell'operatività di USDC ed EURC ai sensi del MiCA, con un focus sul rafforzamento del ruolo dell'Europa come mercato dinamico e liquido per le stablecoin. Nella risposta, noi…
— Circle (@circle) October 1, 2026 (post su X)
Una base solida, ma un divario nella liquidità globale
Circle ha dichiarato che il MiCA ha stabilito un quadro normativo solido per le valute digitali, con circa 30 token di moneta elettron attualmente autorizzati sotto il regime — un traguardo che l'azienda ha descritto come un passo avanti rispetto ad altri sistemi normativi.
Tuttavia, Circle ha individuato un elemento mancante riguardo alle grandi stablecoin globali: solo tre delle prime 25 stablecoin per capitalizzazione di mercato sono regolamentate ai sensi del MiCA — USDC, USDG ed EURC. Il resto di quella fascia superiore è dominato da token denominati in dollari emessi e vigilati al di fuori dell'Unione. Secondo l'azienda, il problema non è l'assenza di emittenti europei regolamentati, ma l'accesso limitato alla liquidità globale. Circle desidera quindi che il MiCA consenta meccanismi che colleghino i mercati europei all'attività delle stablecoin nel resto del mondo.
Preservare il multi-issuance
Uno dei meccanismi proposti è il multi-issuance, in base al quale una singola stablecoin può essere emessa da diversi emittenti regolamentati in diverse giurisdizioni — un modello che Circle stessa utilizza, emettendo i propri token conformi al MiCA tramite la propria entità autorizzata in Francia. Circle ha dichiarato che questo modello consentirebbe alle stablecoin globali di operare nell'ambiente normativo europeo.
L'azienda ha inoltre avvertito che limitare il multi-issuance potrebbe spingere i clienti europei verso piattaforme offshore, collocando le transazioni al di fuori dell'ambito delle protezioni del MiCA. Circle ha consigliato di mantenere il multi-issuance potenziandone le garanzie, comprese disposizioni per il trasferimento tra riserve globali e riserve dedicate alle operazioni europee.
Un sistema di equivalenza per le stablecoin extra-UE
Circle ha inoltre proposto un sistema di riconoscimento più completo per le stablecoin extra-UE, modellato sui regimi di equivalenza esistenti nell'UE per i mercati finanziari — un approccio che Bruxelles applica da tempo in ambiti come titoli e compensazione per concedere alle imprese di paesi terzi l'accesso al mercato senza una nuova autorizzazione completa. Secondo la proposta, gli emittenti di stablecoin esteri resterebbero sotto la giurisdizione primaria dei regolatori dei propri paesi, soddisfacendo al contempo condizioni ritenute conformi ai requisiti europei.
Il sistema suggerito funzionerebbe in due fasi. La Commissione Europea valuterebbe innanzitutto se un regime normativo straniero offre lo stesso livello di protezione; l'Autorità Bancaria Europea identificherebbe poi i singoli emittenti nell'ambito del quadro approvato. La distribuzione in Europa avverrebbe quindi tramite un istituto autorizzato localmente.
Circle ha dichiarato che questa struttura potrebbe migliorare l'accesso per le stablecoin controllate da soggetti esteri, preservando la vigilanza normativa senza costringere ogni emittente a costruire la stessa struttura in Europa. L'azienda ha anche proposto il riconoscimento reciproco delle stablecoin emesse nell'UE, che potrebbe consentire alle stablecoin europee di accedere ai mercati internazionali in condizioni analoghe.
Requisiti di riserva e rischio del settore bancario
La risposta di Circle ha affrontato anche i requisiti di riserva del MiCA. L'azienda ha affermato che i depositi bancari obbligatori possono esporre gli emittenti di stablecoin ai rischi del settore bancario — una caratteristica progettuale del MiCA, che richiede agli emittenti di detenere una quota delle proprie riserve in depositi presso istituti di credito. Circle ha citato la propria esperienza di marzo 2023, quando USDC perse temporaneamente il proprio ancoraggio al dollaro dopo che Circle aveva rivelato la presenza di 3,3iliardi di dollari di riserve di USDC presso la Silicon Valley Bank. L'episodio, svoltosi nell'arco di un fine settimana, è diventato un esempio ampiamente citato del rischio di concentrazione della controparte nelle riserve delle stablecoin. Le autorità statunitensi hanno successivamente tutelato i depositanti della banca e reso disponibili i fondi, e il valore in dollari di USDC si è ripristinato.
Prossimi passi
La Commissione Europea prenderà in considerazione i contributi degli operatori di mercato nell'ambito della revisione del MiCA, valutando le possibili modifiche prima di prendere decisioni normative. Qualsiasi revisione formale dovrà comunque superare il processo legislativo dell'UE, con il Parlamento Europeo e il Consiglio dell'UE in qualità di colegislatori; gli operatori di monitoreranno quindi se la revisione produrrà proposte di modifica concrete — e su quali tempistiche. Nel frattempo, gli emittenti continuano a operare sotto il quadro esistente.