NotizieCryptoLa Cina promette una repressione più severa contro la corruzione legata a criptovalute e blockchain

La Cina promette una repressione più severa contro la corruzione legata a criptovalute e blockchain

Autore: Hokanews·

Punti chiave

  • •Il Comitato Centrale del Partito Comunista ha adottato il 29 ottobre, e reso pubblico il 1° novembre, una decisione che indica valute virtuali, blockchain e flussi finanziari transfrontalieri come aree potenzialmente sfruttabili per attività finanziarie corruttive.
  • •L'impegno segnala che le valute virtuali sono considerate un potenziale canale per occultare fondi illeciti, nonostante la Cina vieti il trading nazionale di criptovalute dal 2021.
  • •L'annuncio riguarda la corruzione e non introduce un nuovo divieto generalizzato, e non specifica misure di contrasto, sanzioni o tempistiche di attuazione.
  • •Yao Qian, ex responsabile dell'istituto della Banca Popolare Cinese per la ricerca sulla valuta digitale, era stato indicato come fautore di 2.000 ETH in tangenti, una somma del valore di oltre 60 milioni di yuan al picco.
  • •Abbinando asset digitali e trasferimenti transfrontalieri in un unico documento, il partito indica di trattarli come canali collegati nei casi di corruzione.
La Cina promette una repressione più severa contro la corruzione legata a criptovalute e blockchain

Il Partito Comunista cinese si è impegnato a intensificare la lotta alla corruzione che coinvolge valute virtuali, tecnologia blockchain e transazioni finanziarie transfrontaliere, segnalando un continuo controllo sulle attività legate alle criptovalute nonostante le ampie restrizioni del Paese sul trading di attività digitali.

L'impegno figura in una decisione adottata dal Comitato Centrale del partito il 29 ottobre e resa pubblica il 1° novembre. Secondo le informazioni condivise da Coin Bureau su X, il documento indica valute virtuali e blockchain tra le aree che potrebbero essere sfruttate per attività finanziarie corruttive, insieme al movimento di fondi attraverso i confini internazionali. La menzione esplicita di queste tecnologie in una decisione a livello di partito segnala che, anche in presenza di un divieto nazionale di trading, le valute virtuali sono considerate un potenziale canale per occultare fondi illeciti e non una questione affrontata esclusivamente tramite restrizioni al trading.

Un focus più ampio sulla corruzione legata alle criptovalute

La decisione riflette l'intenzione del Partito Comunista cinese di rafforzare gli sforzi anticorruzione contro i comportamenti finanziari illeciti che coinvolgono tecnologie emergenti e attività digitali. Identificando esplicitamente valute virtuali e blockchain, il partito ha incluso le transazioni legate alle criptovalute nell'ambito dichiarato delle proprie priorità anticorruzione.

Anche il riferimento ai fondi transfrontalieri è significativo nel contesto dell'annuncio. L'ultimo impegno della Cina riguarda non solo le attività che coinvolgono asset digitali, ma anche i movimenti finanziari oltre confine, e l'abbinamento dei due elementi in un unico documento indica che il partito tratta asset digitali e trasferimenti transfrontalieri come canali collegati nei casi di corruzione. Tuttavia, le informazioni pubblicate non specificano ulteriori misure di contrasto, sanzioni o tempistiche di attuazione legate all'impegno, quindi le modalità pratiche di applicazione non sono ancora definite.

La Cina ha mantenuto un approccio restrittivo verso il settore delle criptovalute dal divieto del trading nel 2021. L'ultimo annuncio ribadisce la costante attenzione delle autorità alle attività che coinvolgono valute digitali, sebbene il focus specifico descritto nella decisione del Comitato Centrale sia la corruzione, e non un nuovo annuncio di divieto generale del trading di criptovalute.

Il caso di corruzione dell'ex funzionario della valuta digitale

L'annuncio arriva inoltre sullo sfondo di un caso di corruzione di alto profilo che coinvolge un ex alto funzionario legato alla ricerca cinese sulla valuta digitale. Yao Qian, ex responsabile dell'istituto della Banca Popolare Cinese preposto alla ricerca sulla valuta digitale, era stato precedentemente indicato come fautore di 2.000 Ether (ETH) in tangenti.

Secondo i media statali cinesi, la criptovaluta coinvolta nel caso valeva oltre 60 milioni di yuan al picco. La cifra illustra la potenziale scala delle transazioni legate alla corruzione che coinvolgono asset digitali, in particolare quando le posizioni in criptovalute vengono valutate in periodi di significativa apprezzamento del mercato.

Il caso di Yao fornisce un esempio concreto del tipo di illeciti che possono coinvolgere asset digitali nell'ambiente finanziario e normativo cinese. Il suo ex ruolo presso l'istituto per la valuta digitale della banca centrale rende inoltre il caso particolarmente rilevante per l'approccio più ampio del Paese alla vigilanza finanziaria e allo sviluppo delle infrastrutture di valuta digitale. Per chi osserva l'ambiente politico cinese, il caso dimostra che le criptovalute possono ancora emergere in questioni di corruzione nonostante il divieto di trading interno.

Blockchain e valute virtuali sotto controllo continuo

L'ultimo impegno del Partito Comunista colloca valute virtuali e tecnologia blockchain tra le aree finanziarie che ricevono attenzione esplicita nell'agenda anticorruzione. Sebbene la tecnologia blockchain e le criptovalute non siano identiche, entrambe sono menzionate nella decisione come aree collegate agli sforzi dichiarati del partito contro la corruzione.

L'annuncio non stabilisce che tutte le attività legate alla blockchain saranno vietate, né fornisce dettagli su un nuovo divieto generalizzato. L'impegno riportato si concentra invece sulla lotta alla corruzione condotta tramite valute virtuali, blockchain e fondi transfrontalieri.

Per il settore delle criptovalute in Cina, l'evoluzione sottolinea il continuo controllo delle autorità sugli asset digitali dopo il divieto del trading del 2021. La decisione del Comitato Centrale adottata il 29 ottobre individua specificamente valute virtuali, blockchain e flussi finanziari transfrontalieri come aree oggetto del rinnovato impegno anticorruzione del Paese. Eventuali dettagli sull'applicazione o passi attuativi dovrebbero comparire in future pubblicazioni ufficiali per chiarire come l'impegno verrà realizzato.

Fonte: Hokanews