La Cina punta al 2030 per completare la rete blockchain nazionale
Punti chiave
- •La Commissione Centrale per gli Affari Cibernetici della Cina ha incluso la blockchain nel suo 15° Piano Quinquennale per l'Informatizzazione, che fissa l'orizzonte 2030 per il completamento di una rete blockchain nazionale.
- •Il piano classifica la blockchain come industria prioritaria accanto ai circuiti integrati, alla tecnologia dei display, all'intelligenza artificiale e alle comunicazioni mobili 6G.
- •Entro il 2030, la Cina punta ad aver commercializzato l'6G, sviluppato un sistema di rete tridimensionale e completato la rete blockchain nazionale insieme alla diffusione di un internet intelligente.
- •La Cina mantiene la propria opposizione alle criptovalute promuovendo la blockchain per usi ufficiali, con la Banca Popolare Cinese che cita il ruolo della tecnologia nel consentire l'elaborazione online in un'unica soluzione dei pagamenti elettronici delle tasse transfrontaliere.
- •La Cina ha lanciato nel 2022 15 zone pilota e 164 enti blockchain, coprendo settori come industria manifatturiera, energia, servizi governativi e fiscali, istruzione, sanità e finanza transfrontaliera.

La Cina ha delineato una roadmap per l'adozione delle tecnologie informatiche decentralizzate, collocando lo sviluppo della blockchain al centro della propria strategia nazionale.
La Commissione Centrale per gli Affari Cibernetici, organismo del Partito Comunista Cinese (PCC) responsabile dell'attuazione delle politiche di cibersicurezza e informatizzazione, ha incorporato la blockchain nel proprio "15° Piano Quinquennale per l'Informatizzazione." I piani quinquennali fungono da documenti programmatici di vertice della Cina, e l'orizzonte del 15° piano arriva fino al 2030, attribuendo una tempistica definita agli obiettivi tecnologici del documento. Il documento stabilisce un percorso di sviluppo per una rete blockchain nazionale nell'ambito del più ampio sforzo del paese di modernizzare la propria infrastruttura informativa.
Secondo il piano, entro il 2030 le strutture informative esistenti della Cina dovrebbero evolversi in un sistema di rete tridimensionale, le comunicazioni mobili di sesta generazione (6G) dovrebbero essere commercializzate e la rete blockchain nazionale dovrebbe essere completata, insieme a un'accelerazione della diffusione di un internet intelligente.
La blockchain figura nel piano come parte di un nuovo ecosistema di industrie prioritarie coltivate dalle autorità cinesi, accanto ai circuiti integrati (IC), alla tecnologia dei display, all'intelligenza artificiale (IA) e alle comunicazioni mobili 6G — un raggruppamento che colloca la blockchain tra i settori che Pechino individua per uno sviluppo coordinato e diretto dallo Stato.
Il piano di informatizzazione mira anche a rafforzare il supporto legale alla tecnologia blockchain sviluppando e stabilendo standard nazionali, con l'obiettivo di estendere questi standard a livello internazionale. Lo sforzo di portare gli standard nazionali all'estero offre agli osservatori esterni un punto di riferimento concreto da monitorare con l'avanzare del piano.
La roadmap si basa sulla spinta del PCC verso la creazione di una rete blockchain nazionale che integri l'economia reale e quella digitale del paese. L'iniziativa è inquadrata come parte della promozione della "integrazione profonda dell'innovazione scientifica, tecnologica e industriale," in linea con il "Pensiero sul Socialismo con Caratteristiche Cinesi per una Nuova Era" del presidente Xi Jinping.
Sebbene la Cina mantenga la propria opposizione alle criptovalute, la Banca Popolareinese ha sottolineato la rilevanza delle tecnologie blockchain, citando il loro ruolo nel "realizzare l'elaborazione online in un'unica soluzione dei pagamenti elettronici delle tasse transfrontaliere." Questa combinazione riflette una linea di politica che separa la tecnologia di base dalle criptovalute, orientando lo sviluppo della blockchain verso casi d'uso ufficiali e industriali.
La più ampia spinta del paese all'impiego di tecnologie decentralizzate per diversi casi d'uso è seguita a un'implementazione iniziale nel 2022 di 15 zone pilota e 164 enti per progetti blockchain, che sviluppano progetti rivolti all'industria manifatturiera, all'energia, ai servizi governativi e fiscali, al diritto, all'istruzione, alla sanità, al commercio e alla finanza, e alla finanza transfrontaliera.
Se portata a termine, la realizzazione renderebbe la Cina pioniera nell'affidarsi a una infrastruttura blockchain nazionale per organizzare i propri processi informativi, potenzialmente comprendendo finanza intelligente, diritti di proprietà e persino registri di identità all'interno di una struttura nazionale decentralizzata. Da oggi alla scadenza del 2030, l'espansione di queste zone pilota e la redazione degli standard nazionali delineati nel piano rappresentano gli indicatori più diretti dei progressi verso tale obiettivo.