Le importazioni di oro della Cina toccano il record di 158,8 miliardi di dollari nei primi otto mesi del 2026
Punti chiave
- •Le importazioni di oro della Cina hanno superato 1.000 tonnellate nei primi otto mesi del 2026, con un costo record di 158,8 miliardi di dollari, il 65% in più dei 96,5 miliardi spesi per 886 tonnellate nell'intero 2025.
- •La domanda di oro in Cina riguarda sia acquirenti del settore ufficiale che del settore privato, sostenuta dalla debolezza del mercato immobiliare, dalle limitate opportunità di investimento interno e dall'appetito per asset considerati riserve di valore.
- •La banca centrale cinese ha dichiarato di aver aggiunto 20 tonnellate di oro ad agosto, il suo maggiore acquisto mensile dal 2023, sebbene Goldman Sachs abbia stimato un acquisto ufficiale a luglio di 35 tonnellate anziché le 20gate.
- •Le riserve cinesi di titoli del Tesoro statunitense sono scese a 618 miliardi di dollari a luglio, il livello più basso da agosto 2008 e ben al di sotto del picco di oltre 1.300 miliardi registrato nel 2013.
- •Goldman Sachs prevede che le banche centrali acquisteranno in media 50 tonnellate di oro al mese nel 2026 e ha indicato la Cina come il maggiore acquirente ufficiale identificabile a giugno.

La Cina ha importato più di 1.000 tonnellate di oro nei primi otto mesi del 2026, spendendo un record di 158,8 miliardi di dollari, secondo i dati citati da Coin Bureau dai dati doganali cinesi e dal Financial Times.
Il totale è superiore del 65% ai 96,5 miliardi di dollari spesi dalla Cina per 886 tonnellate di oro nell'intero 2025. Il ritmo degli acquisti sottolinea la solidità della domanda cinese per il metallo prezioso quest'anno, sebbene i dati doganali coprano le importazioni di oro in senso ampio e non indichino di per sé quanta parte sia stata acquistata dalla banca centrale. Leggere i conteggi delle importazioni insieme agli annunci ufficiali sulle riserve aiuta quindi a costruire un quadro più completo della reale posizione aurifera del paese.
Volumi di importazione record in un contesto di domanda diffusa
I dati doganali citati da Coin Bureau mostrano che la Cina ha superato il traguardo delle 1.000 tonnellate importate in soli otto mesi, con una spesa totale di 158,8 miliardi di dollari. Secondo il Financial Times, l'impennata riflette la domanda di acquirenti sia del settore ufficiale che di quello privato. Tra i fattori citati dietro il crescente interesse per l'oro figurano la debolezza del mercato immobiliare cinese, le limitate opportunità di investimento interno e la domanda di asset considerati riserve di valore.
L'ondata di importazioni si è verificata in concomitanza con la continua riconfigurazione della composizione delle riserve estere della Cina. I dati citati nello stesso post su X mostrano che le partecipazioni del paese in titoli del Tesoro statunitense sono scese a 618 miliardi di dollari a luglio, il livello più basso da agosto 2008. Il Financial Times, che ha riportato separatamente la stessa cifra di luglio, ha definito il calo parte di una più ampia diversazione delle attività di riserva cinesi.
Si accelera l'acquisto di oro da parte della banca centrale
La banca centrale cinese ha aggiunto 20 tonnellate di oro ad agosto, il suo maggior incremento mensile dal 2023, secondo il post di Coin Bureau. L'acquisto riportato è seguito a una stima di Goldman Sachs secondo cui la Cina ne ha acquistate 35 a luglio, anziché le 20 tonnellate ufficialmente divulgate — un divario che evidenzia la difficoltà di valutare l'accumulo ufficiale di oro quando gli acquisti potrebbero non essere pienamente riflessi nelle cifre riportate.
Goldman Sachs ha individuato la domanda delle banche centrali come un importante fattore strutturale del mercato dell'oro. La ricerca pubblicata dalla banca ad agosto affermava che le banche centrali continuano a diversificare le riserve tramite l'oro e proiettava acquisti ufficiali medi di 50 tonnellate al mese nel 2026. La società ha inoltre dichiarato che le sue stime indicavano la Cina come il maggiore acquirente ufficiale identificabile a giugno.
Le riserve di titoli del Tesoro statunitense continuano a diminuire
Il calo delle partecipazioni cinesi in titoli del Tesoro aggiunge un'altra dimensione al quadro dell'allocazione delle riserve. I 618 miliardi di dollari registrati a luglio si confrontano con il picco di oltre 1.300 miliardi raggiunto nel 2013, secondo il Financial Times. La riduzione non dimostra che le vendite di titoli del Tesoro siano direttamente reindirizzate verso l'oro, e le due tendenze non dovrebbero essere automaticamente considerate un'unica strategia transazionale. Ciò nonostante, entrambi gli sviluppi si stanno verificando mentre la Cina detiene una quantità maggiore di oro e uno stock minore di debito pubblico statunitense rispetto agli anni precedenti.
Per ora, l'acquisto ufficiale di 20 tonnellate riportato per agosto e la stima di 35 tonnellate a luglio di Goldman Sachs rappresentano i punti di riferimento chiave per valutare l'accumulo dichiarato della Cina, mentre le importazioni di oro del paese hanno già superato il volume totale registrato per l'intero 2025. I prossimi dati doganali mensili e le divulgazioni sulle riserve mostreranno se questo ritmo sarà mantenuto nel resto dell'anno.
Fonte Hokanews