I nuovi prestiti netti in yuan della Cina sono calati di 340 miliardi di yuan a luglio 2026, solo la terza contrazione dal 2000
Punti chiave
- •I nuovi prestiti netti in yuan sono diminuiti di 340 miliardi di yuan a luglio 2026, segnando la contrazione mensile più marcata mai registrata.
- •Il calo di luglio è stato guidato dalle famiglie, i cui prestiti sono diminuiti di 460,3 miliardi di yuan, mentre i prestiti aziendali sono calati di 130 miliardi di yuan.
- •Il totale dei nuovi prestiti nei primi sette mesi del 2026 ha raggiunto 10.380 miliardi di yuan, circa 2.500 miliardi di yuan in meno rispetto a un anno prima.
- •I prestiti in yuan in circolazione a luglio sono aumentati del 5,1% su base annua, un minimo storico al di sotto delle previsioni del consenso.
- •La People's Bank of China ha dichiarato che adotterà misure pratiche ed efficaci e manterrà un orientamento di politica monetaria adeguatamente accomodante.

La crescita del credito in Cina è risultata negativa a luglio 2026, producendo la contrazione mensile più marcata mai registrata. I nuovi prestiti netti in yuan sono diminuiti di 340 miliardi di yuan, pari a circa 50,4 miliardi di dollari, un risultato che si è verificato solo tre volte dal 2000: le occasioni precedenti risalgono a luglio 2005 e a una volta nel 2025.
Per un'economia delle dimensioni di quella cinese si tratta di una lista molto breve, e il fatto che luglio 2026 sia la seconda lettura negativa in un singolo anno solare, dopo la contrazione di aprile, rende il segnale più difficile da liquidare come rumore stagionale. Il report mensile sui prestiti in yuan è uno dei barometri più osservati della domanda interna cinese, perché il credito bancario rimane il canale di finanziamento dominante per famiglie e imprese nella seconda economia mondiale, molto più dei mercati obbligazionari o azionari.
Le famiglie hanno guidato il ripiegamento
Il settore delle famiglie ha trainato il calo. I prestiti a consumatori e proprietari di abitazioni sono diminuiti di 460,3 miliardi di yuan a luglio, invertendo l'espansione registrata a giugno. La domanda di mutui, già debole per tutto il 2025, non ha mostrato segni di ripresa.
Il ricorso al credito da parte delle imprese è andato nella stessa direzione. I prestiti aziendali si sono contratti di 130 miliardi di yuan, a indicare che le imprese stanno ripagando il credito esistente invece di assumere nuovo debito per finanziare l'espansione.
I prestiti cumulati in calo di circa 2.500 miliardi di yuan
Allargando la prospettiva ai primi sette mesi dell'anno, il quadro si fa ancora più cupo. I nuovi prestiti totali da gennaio a luglio 2026 si sono attestati a 10.380 miliardi di yuan, contro 12.870 miliardi di yuan nello stesso periodo dell'anno scorso: un divario di circa 2.500 miliardi di yuan di prestiti che semplicemente non ci sono stati.
I prestiti in yuan in circolazione sono cresciuti solo del 5,1% su base annua a luglio, un minimo storico arrivato al di sotto delle previsioni del consenso.
La PBOC promette “misure pratiche ed efficaci”
La People's Bank of China ha riconosciuto la debolezza e ha dichiarato che adotterà “misure pratiche ed efficaci” mantenendo un orientamento di politica monetaria “adeguatamente accomodante”. Gli analisti si aspettano che la PBOC si astenga, nel breve periodo, da tagli dei tassi aggressivi o da ampie riduzioni del coefficiente di riserva obbligatoria. La stessa impostazione accomodante prosegue un cambiamento avvenuto alla fine del 2024, quando Pechino ha abbandonato l'etichetta “prudente” che aveva descritto il suo orientamento monetario per più di un decennio.
Parte del calo di luglio è attribuibile al calendario. La fine del trimestre di giugno tende in genere ad anticipare l'attività di prestito, poiché le banche si affrettano a raggiungere gli obiettivi di credito, facendo apparire luglio ridimensionato al confronto. Ma questa spiegazione stagionale ha un limite, considerato che il divario cumulativo su base annua è arrivato a 2.500 miliardi di yuan.
I prossimi punti di riferimento sono fissati dal calendario più che dalla discrezionalità: il Loan Prime Rate di riferimento della Cina viene pubblicato il 20 di ogni mese, e l'indicatore più ampio del “finanziamento sociale totale”, che comprende le obbligazioni e altri finanziamenti non bancari oltre ai prestiti bancari, viene diffuso insieme a ogni report mensile sul credito.
L'ombra del settore immobiliare
Il deleveraging delle famiglie in Cina è inseparabile dal mercato immobiliare. I mutui rappresentano la più grande categoria di debito delle famiglie e, con i prezzi delle abitazioni ancora sotto pressione in molte città, i potenziali acquirenti non hanno fretta di aumentare la leva finanziaria. Un credito più economico può ridurre il costo di un mutuo, ma non può da solo convincere famiglie esitanti a impegnarsi per decenni di debito: uno dei motivi per cui l'attenzione si concentra anche sulle misure governative di sostegno all'abitazione, accanto alle decisioni della banca centrale.
Fonte: CryptoBriefing