NotizieMacroCalendario economico asiatico del 31 agosto 2026: al centro gli PMI ufficiali della Cina

Calendario economico asiatico del 31 agosto 2026: al centro gli PMI ufficiali della Cina

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il consenso per il PMI manifatturiero ufficiale cinese di agosto è 49,6, in aumento rispetto ai 49,2 di luglio ma ancora in territorio di contrazione sotto 50.
  • Il PMI manifatturiero di luglio è sceso di 1,1 punti rispetto ai 50,3 di giugno, deludendo le attese, con debolezza diffusa tra imprese di tutte le dimensioni.
  • La crescita del PIL del secondo trimestre, al 4,3%, è risultata inferiore all'obiettivo annuo di Pechino del 4,5%-5% tra domanda debole e crisi immobiliare.
  • L'PMI non manifatturiero, che copre servizi e costruzioni, è sceso a 49,0 a luglio dai 50,2 di giugno.
  • Il PMI manifatturiero Caixin, solitamente pubblicato un giorno dopo, riflette soprattutto le imprese più piccole orientate all'esportazione.
Calendario economico asiatico del 31 agosto 2026: al centro gli PMI ufficiali della Cina

Un calendario economico ricco di dati attende la sessione asiatica, con gli PMI ufficiali della Cina come appuntamento prioritario.

A fare da sfondo alla sessione è il rinnovato clima di ostilità geopolitica: le forze statunitensi hanno colpito due lanciatori iraniani vicino allo Stretto di Hormuz.

L'Ufficio nazionale di statistica (NBS) della Cina pubblicherà lunedì alle 9:30 (ora di Pechino, corrispondenti alle 01:30 GMT / 21:30 della domenica, ora statunitense orientale) i propri indici dei responsabili acquisti (PMI) ufficiali di agosto. Il dato manifatturiero dirà se una contrazione notevolmente approfondita a luglio abbia iniziato ad attenuarsi. In quanto indagini mensili sui responsabili acquisti, gli PMI rappresentano tra le prime letture concrete sull'economia ogni mese, motivo per cui sono seguiti da vicino sia dai policy maker che dai mercati; una lettura complementare sul settore privato, il PMI manifatturiero Caixin compilato da S&P Global, viene solitamente pubblicato un giorno dopo e riflette soprattutto le imprese più piccole e orientate all'esportazione.

Un sondaggio Reuters tra 17 economisti colloca il consenso per il PMI manifatturiero ufficiale a 49,6, in aumento rispetto ai 49,2 di luglio ma ancora sotto il livello di 50 che separa l'espansione dalla contrazione. La lettura di luglio aveva deluso le attese di 49,9 e aveva segnato un calo di 1,1 punti rispetto ai 50,3 di giugno, con una debolezza estesa a imprese di tutte le dimensioni anziché concentrata in un singolo segmento del settore.

Il contesto rimane caratterizzato da una domanda interna debole e da un mercato immobiliare in prolungata crisi, che insieme hanno contenuto la crescita del PIL del secondo trimestre al 4,3%, al di sotto del limite inferiore dell'obiettivo annuo di Pechino compreso tra il 4,5% e il 5%. A compensare in parte questo freno sono stati la resilienza di manifattura ed esportazioni, con un boom globale degli investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale che ha sostenuto la domanda di beni high-tech cinesi, anche se il più ampio quadro commerciale — inclusi gli effetti della guerra in Medio Oriente — rimane incerto.

Una lettura pari o superiore al consenso di 49,6 avallerebbe l'idea che l'attività industriale si stia stabilizzando, mentre un dato deludente riaccenderebbe i timori che il rallentamento cinese si stia estendendo oltre il settore immobiliare alla manifattura in generale.

Accanto al dato manifatturiero, l'NBS pubblicherà anche l'PMI non manifatturiero, che copre servizi e costruzioni e che a luglio è sceso a 49,0 dai 50,2 di giugno, oltre a un indice composito che combina entrambi. Il dato non manifatturiero sarà un termometro per capire se l'attività di consumi e costruzioni stia seguendo le fabbriche in contrazione, un elemento importante mentre Pechino valuta l'opportunità di ulteriori misure di supporto.