Chainalysis afferma che $457 miliardi di attività crypto imponibile sfuggono al monitoraggio CARF
Punti chiave
- •Chainalysis ha stimato che nel 2025 si siano verificati a livello globale oltre $457 miliardi di attività crypto onchain potenzialmente imponibili.
- •La società ha affermato che solo il 14% di tale attività rientra negli eventi segnalabili ai sensi del CARF, lasciando l’86% fuori dal quadro pratico.
- •Il Nord America ha guidato le regioni con $134.6 miliardi, mentre gli Stati Uniti hanno rappresentato circa $112.6 miliardi.
- •L’OECD ha detto che 61 giurisdizioni si sono impegnate ad applicare il CARF agli exchange entro il 2027 o il 2028.
- •L’analisi suggerisce che le autorità fiscali potrebbero dover fare maggiore affidamento su analisi onchain e richieste dirette di dati rispetto al solo reporting degli exchange.

Chainalysis stima che nel 2025 si siano verificati a livello globale oltre $457 miliardi di attività crypto potenzialmente imponibili, ma sostiene che il principale standard di reporting dell’OECD ne intercetti solo una piccola parte. L’analisi della società evidenzia quanta parte del valore onchain possa rimanere fuori dalla portata delle autorità fiscali, anche se molti flussi coinvolgono ancora utenti identificabili.
Cosa intende Chainalysis per $457 miliardi di attività crypto imponibile
La società di analisi blockchain ha affermato che i propri modelli hanno identificato oltre $457 miliardi di attività crypto onchain potenzialmente imponibili in tutto il mondo lo scorso anno. La cifra non rappresenta il volume totale delle transazioni. Si riferisce invece al sottoinsieme di movimenti che Chainalysis classifica come probabilmente in grado di generare un evento imponibile. Per contenuti correlati, vedere Robinhood AI Agent for Crypto Traders Is Coming Soon, Company Says.
Questa distinzione è importante. Un singolo wallet può generare molti trasferimenti senza conseguenze fiscali, quindi la stima mira a isolare cessioni, flussi di reddito e pagamenti anziché il throughput grezzo. Il dato è un’uscita modellata da Chainalysis e nessuna terza parte indipendente ha replicato la metodologia, quindi va letto come una stima attribuita e non come un totale verificato. Per contenuti correlati, vedere Crypto Scammers Prey on French Victims From Albania.
Secondo Chainalysis, il Nord America ha guidato tutte le regioni con $134.6 miliardi di attività onchain imponibile, davanti all’Unione Europea con $125.1 miliardi e all’Asia orientale con $54.7 miliardi. Gli Stati Uniti da soli hanno rappresentato circa $112.6 miliardi del dato globale, a conferma di quanto l’attività resti concentrata in alcuni grandi mercati. Il lavoro di compliance della società è già integrato in varie aree del settore, incluso un recente accordo in cui Robinhood Chain ha integrato Chainalysis per la compliance.
KEY TAKEAWAYS
- La stima: Chainalysis calcola oltre $457 miliardi di attività onchain imponibile globale nel 2025.
- Il divario: secondo la società, solo il 14% di tale attività rientra negli eventi segnalabili ai sensi del CARF.
- L’implicazione: la maggior parte del valore onchain imponibile potrebbe trovarsi al di fuori dei sistemi di reporting basati sugli intermediari, complicando l’enforcement.
Perché il CARF a quanto pare non intercetta la maggior parte dei flussi onchain
Il Crypto-Asset Reporting Framework, o CARF, è lo standard dell’OECD per lo scambio automatico transfrontaliero di informazioni fiscali sulle transazioni in crypto-asset. L’OECD afferma che è stato sviluppato proprio perché i crypto-asset possono essere trasferiti senza intermediari finanziari tradizionali, lasciando un punto cieco nelle regole esistenti sulla trasparenza fiscale.
Secondo Chainalysis, questa stessa impostazione ne costituisce anche il limite principale. Il CARF si basa su soggetti segnalanti, come gli exchange, per presentare i dati, ma una quota elevata del valore onchain si muove attraverso exchange decentralizzati, trasferimenti peer-to-peer, flussi di reddito onchain e pagamenti diretti che non passano mai da un intermediario segnalante.
Chainalysis afferma che gli eventi inclusi nel CARF rappresentano solo il 14% dell’attività onchain imponibile identificata, lasciando l’86% fuori dall’ambito pratico del quadro. In altre parole, lo standard è costruito per binari di custodia, mentre gran parte del valore imponibile tracciato dalla società fluisce attraverso canali self-custody e DeFi.
Detto questo, essere “fuori dal CARF” non significa essere invisibili. I dati blockchain sono pubblici e la stessa analisi che ha prodotto questa stima può aiutare le autorità a tracciare i flussi anche quando nessun intermediario presenta una segnalazione, una capacità sottolineata da strumenti come Chainalysis’ automatic token support for Robinhood Chain.
Cosa potrebbe significare il divario di reporting per le tasse crypto e l’enforcement
Per le autorità fiscali, una base ampia non intercettata è sia una questione di entrate sia di enforcement. Se la maggior parte dell’attività imponibile non arriva mai tramite una segnalazione CARF, le agenzie potrebbero fare maggiore affidamento su analisi onchain e richieste dirette di dati piuttosto che sul solo reporting automatico degli exchange.
Il quadro normativo è ancora in fase di implementazione. L’OECD ha detto nel novembre 2024 che 61 giurisdizioni si erano impegnate ad applicare il CARF agli exchange entro il 2027 o il 2028, con 48 attese alla firma del CARF Multilateral Competent Authority Agreement in quella data. Anche con un’adozione completa, l’analisi di Chainalysis suggerisce che lo standard coprirebbe comunque solo una minoranza dei flussi identificati. Per approfondire, vedere gli International Standards for Automatic Exchange of Information in Tax Matters dell’OECD e il rapporto dell’OECD sull’estensione della trasparenza fiscale al settore crypto-asset: Global Forum Celebrates 15 Years of Progress and Extends Tax Transparency to the Crypto-Asset Sector.
Per gli exchange, il risultato è un maggiore carico di compliance, poiché diventano il principale collo di bottiglia per la reportistica. Per i singoli utenti, la realtà pratica è che l’attività self-custody e DeFi può comportare obblighi fiscali indipendentemente dal fatto che un intermediario la segnali, e il controllo su questo comportamento è aumentato insieme a indagini come Operation Lighthouse.
Il contesto di mercato chiarisce la posta in gioco. Bitcoin scambiava intorno a $78,549, in calo di circa lo 0.9% nella giornata, mentre il Fear and Greed Index segnava 65, cioè “Greed”, indicando un mercato ancora orientato al rischio anche mentre il dibattito sulla reportistica si intensificava. Per riferimento di mercato, vedere CoinGecko.
La questione irrisolta è se i quadri fiscali evolveranno verso una visibilità nativa onchain o continueranno a dipendere da intermediari che, secondo la stessa Chainalysis, intercettano solo una frazione dell’attività. Qualunque strada scelgano i regolatori, la stima di $457 miliardi inquadra il CARF meno come una soluzione completa e più come uno strato iniziale su una superficie onchain molto più ampia.
Disclaimer: Questo articolo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Fai sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni.