Le aspettative sui tassi di interesse sostanzialmente invariate questa settimana, con i mercati attenti ai colloqui con l'Iran e al CPI USA
Punti chiave
- •Il pricing di mercato indica 35 punti base di inasprimento entro la fine dell'anno da parte della Bank of England, mentre per la prossima riunione della Federal Reserve è prezzato un 80% di probabilità di nessuna modifica.
- •Le notizie secondo cui il Presidente Trump stava valutando attacchi militari contro l'Iran hanno innescato un lieve repricing alcista, parzialmente invertito dopo che ha escluso attacchi prima delle elezioni di midterm, citando discussioni produttive con Teheran.
- •L'occupazione canadese a settembre è calata di 68,3K contro le attese di un incremento di 9,2K, riducendo la probabilità di un rialzo della Bank of Canada alla riunione di ottobre a circa il 21% dal 42%.
- •La risposta dell'Iran alla proposta statunitense e il rapporto CPI USA della prossima settimana sono i principali catalizzatori in arrivo che potrebbero determinare ulteriori spostamenti al ribasso o al rialzo delle aspettative globali sui tassi.
- •I percorsi dei tassi impliciti nel mercato si riflettono sulle valutazioni valutarie e sui rendimenti obbligazionari: le variazioni possono quindi ripercuodersi sulle posizioni in cambi e a reddito fisso anche quando gli esiti di politica monetitaria restano fermi.

Le aspettative sui tassi di interesse delle principali banche centrali sono rimaste largamente invariate questa settimana, poiché l'assenza di sviluppi economici e di politici di rilievo ha lasciato ai trader poco margine per adeguare le proprie previsioni. Il pricing di mercato per l'inasprimento atteso entro la fine dell'anno — e la probabilità di una mossa alla prossima riunione di ciascuna banca centrale — si presenta come segue:
- Bank of England: 35 bps (86% di probabilità di un rialzo dei tassi alla prossima riunione); 2027: 105 bps
- Reserve Bank of New Zealand: 33 bps (59% di probabilità di un rialzo dei tassi alla prossima riunione); 2027: 109 bps
- Federal Reserve USA: 25 bps (80% di probabilità di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 80 bps
- Bank of Canada: 21 bps (74% di probabilità di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 105 bps
- Banca Centrale Europea: 21 bps (81% di probabilità di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 69 bps
- Bank of Japan: 18 bps (92 di probabilità di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 90 bps
- Reserve Bank of Australia: 12 bps (74% di probabilità di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 24 bps
- Banca Nazionale Svizzera: 7 bps (72% di probabilità di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 59 bps
Il pricing di mercato della scorsa settimana è disponibile qui. I dati relativi al 2027 indicano l'entità totale dell'inasprimento atteso entro la fine del 2027, non quella prevista solo per il 2027. Poiché questi percorsi impliciti nel mercato si riflettono sulle valutazioni valutarie e sui rendimenti obbligazionari, le loro variazioni possono ripercuotersi sulle posizioni in cambi e a reddito fisso anche quando gli esiti di politica monetitaria restano fermi.
La principale fonte di volatilità è venuta dalla geopolitica. Le notizie secondo cui il Presidente Donald Trump stava valutando attacchi militari contro l'Iran in vista delle elezioni di midterm hanno innescato un lieve repricing alcista. Tuttavia, i commenti pubblicati su Truth Social giovedì, con cui Trump ha escluso attacchi prima dei midterm e ha fatto riferimento a discussioni produttive con Teheran, hanno contribuito a invertire parzialmente il movimento, mentre i prezzi del petrolio si ridimensionavano. La sensibilità del pricing dei tassi al petrolio riflette il canale attraverso cui i costi dell'energia alimentano le letture dell'inflazione che le banche centrali valutano nel definire la politica monetaria.
Il repricing più rilevante è venuto dal Canada, dopo il rapporto sull'occupazione di venerdì, molto più debole del previsto. L'occupazione è calata di 68,3K a settembre, rispetto alle attese di un incremento di 9,2K. I dati riducono la pressione sulla Bank of Canada per un inasprimento della politica monetaria, e la probabilità di un rialzo dei tassi alla riunione di ottobre è scesa a circa il 21%, dal 42% precedente alla pubblicazione.
Gli sviluppi geopolitici resteranno un fattore chiave per le aspettative sui tassi nei prossimi giorni, con i mercati in attesa della risposta dell'Iran alla proposta statunitense. Un esito diplomatico positivo potrebbe spingere al ribasso i prezzi del petrolio e innescare un ulteriore repricing al ribasso tra le banche centrali, mentre una recrudescenza delle tensioni potrebbe mantenere intatte le attese alciste.
Al di là dellaitica, l'attenzione si sposterà sul rapporto CPI USA della prossima settimana, un indicatore dell'inflazione statunitense ampiamente seguito che entra nella valutazione delle pressioni sui prezzi da parte della Federal Reserve. La pubblicazione potrebbe influenzare le aspettative per la Fed e ripercuotersi sul pricing globale dei tassi. Un dato più caldo del previsto potrebbe far salire le probabilità di un rialzo a ottobre, mentre dati deboli rafforzerebbero l'ipotesi di un approccio più paziente.
Fonte: InvestingLive