Le startup canadesi di razzi gareggiano per colmare il divario del G7 nel lancio sovrano
Punti chiave
- •Il Canada è l'unico paese del G7 che ancora non dispone di una capacità autonoma di lanciare razzi nello spazio.
- •Il governo federale ha stanziato 305 milioni di dollari canadesi nell'ambito di Launch the North, con tre startup che hanno ricevuto ciascuna un primo versamento di 8,3 milioni di dollari canadesi a maggio 2026.
- •Ottawa ha inoltre annunciato un investimento federale di 200 milioni di dollari per uno spazioporto di proprietà canadese.
- •Il 21 aprile 2026 il ministro dei Trasporti Steven MacKinnon ha presentato il Canadian Space Launch Act per stabilire le regole sui lanci e sui rientri nello spazio aereo canadese.
- •Canada Rocket Company sta sviluppando un razzo riutilizzabile a medie prestazioni chiamato R-2 e dichiara di prepararsi all'aumento della domanda di lanci in vista della scadenza del 2028 per le prenotazioni del Falcon 9 di SpaceX.

Un contingente sempre più numeroso di startup locali sta facendosi avanti in Canada dopo che il governo di Ottawa ha riconosciuto la posizione insostenibile del paese come una delle poche nazioni del G7 incapaci di inviare un satellite in orbita senza un consistente aiuto dall'estero.
Con il deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti che accresce l'urgenza della situazione, il governo canadese ha stanziato ingenti fondi per incentivare la crescita dell'industria spaziale locale. La decisione di SpaceX (NASDAQ: SPCX) di non accettare più prenotazioni per Falcon 9 oltre il 2028 ha reso il contesto ancora più favorevole.
Il Canada investe massicciamente nella corsa allo spazio
Canada Rocket Company, NordSpace e Reaction Dynamics sono tre dei principali beneficiari dei 305 milioni di dollari canadesi che il governo canadese ha stanziato nell'ambito del programma federale Launch the North. Ciascuna delle tre aziende ha ricevuto un primo versamento di 8,3 milioni di dollari canadesi a maggio 2026.
Oltre ai finanziamenti alle startup, sta crescendo anche l'infrastruttura, con un investimento federale di 200 milioni di dollari destinato a uno spazioporto di proprietà canadese annunciato a marzo.
Le poste in gioco vanno oltre il prestigio — i satelliti sono alla base delle comunicazioni, delle previsioni meteorologiche, della navigazione e dell'osservazione della Terra, e il Canada non ha mai avuto un mezzo nazionale per lanciarli — e i risultati della nuova spinta stanno già emergendo. NordSpace ha descritto il motore di classe orbitale presentato il 19 agosto come il passo più significativo compiuto finora dal Canada verso il lancio sovrano. Lungo la costa, Maritime Launch ha condotto con successo un test ipersonico suborbitale da Canso, in Nova Scotia, il 10 giugno, secondo il Centre for International Governance Innovation, che ha riferito come sia Maritime Launch sia NordSpace si aspettino di raggiungere il volo orbitale entro circa un anno.
Quali nazioni del G7 non possono inviare razzi nello spazio?
Il Canada è l'unica nazione del G7 che ancora non può lanciare razzi nello spazio senza aiuti esterni, che nella maggior parte dei casi provengono dagli Stati Uniti, nonostante il paese abbia effettivamente raggiunto la Luna.
Questo divario è antico quanto il programma spaziale canadese stesso. Alouette-1 ha reso il Canada solo il terzo paese a progettare e gestire un proprio satellite quando ha raggiunto l'orbita nel 1962 — a bordo di un razzo americano — e il modello è continuato nell'era del Canadarm, quando la robotica costruita in Canada ha volato sugli shuttle della NASA e sulla Stazione Spaziale Internazionale mentre il lancio stesso è rimasto in mani straniere.
Tuttavia, il 21 aprile 2026 il ministro dei Trasporti Steven MacKinnon ha presentato il Canadian Space Launch Act, un disegno di legge che stabilisce i parametri per il lancio e il rientro dei razzi nello spazio aereo canadese. Se il piano funzionerà, getterà le basi per un'industria dei lanci commerciali che il Canada ritiene poter valere fino a 40 miliardi di dollari.
Il raggiungimento di queste stime potrebbe essere favorito dagli effetti a cascata delle decisioni prese in SpaceX di Elon Musk, che potrebbero portare i clienti a competere per un posto verso l'orbita in un contesto di forte crescita della domanda di lanci satellitari. L'esperienza recente dell'Europa mostra quanto possa stringersi l'offerta di lanci orbitali: dopo che l'invasione russa dell'Ucraina ha interrotto i voli Soyuz proprio mentre l'Ariane 5 veniva ritirato, l'ESA ha prenotato lanci Falcon 9 per missioni come il telescopio spaziale Euclid nel 2023.
Hugh Kolias, cofondatore e amministratore delegato di Canada Rocket Company, si sta preparando a un «super ciclo spaziale» che potrebbe portare circa 100.000 satelliti in orbita attorno alla Terra entro il 2030, rispetto ai 18.000 attuali.
L'azienda di Kolias, con sede a Toronto, sta costruendo il suo R-2, un razzo riutilizzabile a medie prestazioni, per anticipare la scadenza del 2028 fissata da SpaceX per le prenotazioni del Falcon 9. Le specifiche disponibili confermano che i sette motori a metano e ossigeno del razzo generano una spinta sufficiente a trasportare circa 12.500 chilogrammi.
Canada Rocket Company ha raccolto 22,5 milioni di dollari, per lo più da investitori canadesi, tra cui la Business Development Bank of Canada. L'azienda ha inoltre riportato in Canada nove cittadini canadesi da SpaceX, Blue Origin e dalla europea ArianeGroup, crescendo fino a 25 dipendenti a luglio rispetto ai due di gennaio.
I primi segnali sono incoraggianti, ma l'entità della sfida non va sottovalutata. Come ha ricordato Kolias, lo sviluppo di un razzo a medie prestazioni richiede solitamente tra gli otto e i dieci anni, con 300-500 ingegneri e tecnici che lavorano con un budget di almeno 500 milioni di dollari statunitensi.
Su questo sfondo, i traguardi a breve termine sono concreti: l'iter del Canadian Space Launch Act in Parlamento, ulteriori versamenti nell'ambito di Launch the North e la capacità di Maritime Launch e NordSpace di trasformare i traguardi di test del 2026 in tentativi orbitali entro le tempistiche di circa un anno che hanno indicato.