NotizieAzioniLe azioni BYD scendono nonostante il primo utile trimestrale in tre anni, con una crescita al di sotto delle attese

Le azioni BYD scendono nonostante il primo utile trimestrale in tre anni, con una crescita al di sotto delle attese

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • L'utile netto del secondo trimestre di BYD di 8,2 miliardi di yuan è cresciuto del 30% su base annua ma ha deluso le attese degli analisti di una crescita del 48%, spingendo il titolo al ribasso.
  • I ricavi sono scesi del 3,2% a 194,6 miliardi di yuan nel secondo trimestre, il quarto calo trimestrale consecutivo, con i ricavi del primo semestre in flessione del 7,13% a 344,8 miliardi di RMB e l'utile netto attribuibile in calo del 20,54% a 12,3 miliardi di RMB.
  • Le spedizioni oltreoceano sono aumentate del 71% a oltre 790.000 veicoli nel primo semestre, rappresentando il 44% delle vendite totali e contribuendo a portare il margine lordo al 18,85% rispetto al 18,01% di un anno prima.
  • BYD sta costruendo stabilimenti in Brasile e Ungheria per aggirare i dazi in aumento, compresi quelli del 100% negli Stati Uniti e i dazi UE fino al 35,3%, e punta a 20.000 stazioni di ricarica FLASH in Cina entro fine anno, rispetto alle 7.018 alla fine di giugno.
  • Wall Street resta nel complesso positiva, con 28 analisti su 31 che assegnano al titolo una valutazione buy o strong buy e un prezzo obiettivo mediano a 12 mesi di HK$126,00, circa il 37% al di sopra della chiusura del 28 agosto di HK$91,95.
Le azioni BYD scendono nonostante il primo utile trimestrale in tre anni, con una crescita al di sotto delle attese

Le azioni BYD hanno invertito la rotta al ribasso giovedì, nonostante il produttore cinese di veicoli elettrici abbia riportato il primo utile trimestrale in tre anni: lo scarto rispetto alle attese degli analisti è emerso come il principale motore della reazione negativa del mercato. Il titolo è in calo di circa il 4,5% dall'inizio dell'anno. In quanto più grande casa automobilistica cinese per vendite e uno dei maggiori produttori mondiali di veicoli elettrici, BYD vede i propri risultati osservati da vicino come termometro di un settore che attraversa una dura guerra dei prezzi sul mercato interno e una decisa svolta verso la crescita oltreoceano.

La crescita dell'utile del secondo trimestre delude le attese

BYD Company Limited (BYDDY) ha registrato nel secondo trimestre un utile netto di 8,2 miliardi di yuan (1,22 miliardi di dollari), in aumento del 30% su base annua. Gli analisti si aspettavano una crescita dell'utile del 48% per il trimestre, e il risultato comunicato rappresenta quindi una netta delusione. Quel divario tra attese e risultati effettivi è bastato a spingere il titolo al ribasso.

I ricavi sono scesi del 3,2% a 194,6 miliardi di yuan nel secondo trimestre. Il calo segue una flessione più marcata, del 12%, nel primo trimestre, segnando il quarto trimestre consecutivo di cali dei ricavi per il costruttore.

BYD, $BYDDY , H1-26. Domestic pressure hit profits. Overseas is becoming BYD’s growth engine. 🟢 Revenue: ¥344.8B | -7.1% YoY 🔴 Adj. EPS: ¥1.35 | -21.1% YoY 🌍 Overseas revenue: ¥181.3B | 52.6% of total 🚗 Exports: 792K | +67.8% YoY pic.twitter.com/p4dISISygq

— EarningsTime (@Earnings_Time), August 28, 2026

La pressione del mercato interno pesa sul primo semestre

Considerando il primo semestre nel suo complesso, i ricavi sono scesi del 7,13% su base annua a 344,8 miliardi di RMB, mentre l'utile netto attribuibile agli azionisti è diminuito del 20,54% a 12,3 miliardi di RMB.

L'azienda ha indicato nella debole domanda interna e nella feroce concorrenza sui prezzi i principali freni alla propria performance. La riduzione dei sussidi al rottamamento, il rallentamento del mercato immobiliare e consumatori prudenti hanno tutti pesato sulle vendite di veicoli in Cina. Il ritiro dei sussidi ha un peso rilevante, poiché il programma nazionale di rottamazione introdotto da Pechino nel 2024 era stato un sostegno fondamentale per gli acquisti di auto; con la riduzione delle erogazioni, anche la domanda si è indebolita di conseguenza. Allo stesso tempo, la guerra dei prezzi che dal 2023 attraversa il mercato cinese dei veicoli elettrici ha costretto i costruttori a praticare sconti aggressivi, comprimendo i margini di tutto il settore, anche per i suoi attori più grandi.

La crescita delle esportazioni sostiene i risultati

L'attività oltreoceano si è distinta come punto di forza in un quadro di risultati peraltro sotto pressione. Le spedizioni oltreoceano di BYD sono balzate del 71% nel primo semestre, superando i 790.000 veicoli. Le esportazioni hanno rappresentato il 44% delle vendite totali del gruppo.

Il margine di profitto lordo è migliorato al 18,85% nel primo semestre, rispetto al 18,01% di un anno prima. BYD ha attribuito il miglioramento alla crescente attività di veicoli all'estero.

L'azienda sta ampliando la propria presenza globale con nuovi stabilimenti in Brasile e Ungheria. Il mese scorso ha inoltre lanciato un veicolo elettrico a basso costo in Giappone. Questa espansione ha un peso strategico: le barriere commerciali sui veicoli elettrici di produzione cinese sono in aumento, con gli Stati Uniti che hanno imposto dazi del 100% e l'Unione europea che nel 2024 ha aggiunto dazi fino al 35,3%, mentre il Brasile sta riportando gradualmente i dazi di importazione sui veicoli elettrici al 35% entro luglio 2026. Costruire stabilimenti all'interno dei mercati di destinazione è diventata la principale strategia del settore per aggirare tali dazi, e lo stabilimento ungherese di BYD è posizionato per servire localmente gli acquirenti europei.

Tuttavia, gli analisti segnalano sfide a venire. Dazi più elevati in alcuni mercati, insieme all'aumento dei costi di marketing e di ricerca e sviluppo, potrebbero limitare la misura in cui la spinta oltreoceano si tradurrà effettivamente in profitti.

«I mercati esteri stanno offrendo crescita, ma dazi più elevati in alcuni Paesi, insieme all'aumento dei costi di marketing e di R&S, rischiano di limitare il potenziale di crescita dell'utile», ha dichiarato Yale Zhang, managing director di Automotive Foresight, società di ricerca con sede a Shanghai.

La scommessa sulle infrastrutture di ricarica

BYD sta inoltre puntando forte sulle infrastrutture di ricarica. L'azienda si pone l'obiettivo di 20.000 stazioni di ricarica FLASH in Cina entro fine anno, rispetto alle 7.018 in esercizio alla fine di giugno. Prevede inoltre di installare 6.000 stazioni di ricarica FLASH all'estero nell'ambito della propria espansione globale. FLASH Charging è la piattaforma di ricarica rapida a livello di megawatt di BYD, presentata a marzo 2025, che secondo l'azienda consente di recuperare circa 400 chilometri di autonomia in circa cinque minuti — una capacità su cui BYD punta per differenziare le proprie auto man mano che la velocità di ricarica diventa un elemento determinante per le vendite.

L'azienda prevede per il prossimo anno una ripresa strutturale del business dei terminali intelligenti, trainata da nuovi cicli di prodotto e dagli upgrade dei clienti.

Gli analisti restano nel complesso positivi

Wall Street resta nel complesso positiva sul titolo. L'attuale rating medio degli analisti è di acquisto («buy»), con 28 analisti su 31 che assegnano una valutazione buy o strong buy. Il prezzo obiettivo mediano a 12 mesi è di HK$126,00, circa il 37% al di sopra del prezzo di chiusura del 28 agosto di HK$91,95. Le azioni quotano attualmente a 15 volte gli utili attesi, in calo rispetto a un rapporto prezzo/utili di 18 tre mesi fa.

Tra le questioni aperte indicate dagli analisti per il futuro: la rapidità con cui gli stabilimenti in Brasile e Ungheria aumenteranno la produzione, dove si assesterà la politica tariffaria nei principali mercati di esportazione, se le misure di sostegno alla domanda in Cina si stabilizzeranno e se lo sviluppo della rete di ricarica sosterrà lo slancio delle vendite.

Separatamente, il governo cinese ha segnalato BYD e altri costruttori automobilistici in irregolarità emerse nel corso di ispezioni di conformità, secondo un rapporto pubblicato il 28 agosto.