NotizieMacroIl divieto dei vape shop non risolverà le vie principali degradate

Il divieto dei vape shop non risolverà le vie principali degradate

Autore: City AM Markets·

Punti chiave

  • Il numero di vape shop sulle high street britanniche è salito da 262 nel 2015 a 3.776, mentre i barbershop sono aumentati da 2.953 a 18.078 nello stesso periodo.
  • La normativa urbanistica sarà modificata per richiedere a ogni nuovo vape shop di ottenere il permesso del consiglio locale, e la definizione di vape shop sarà resa più rigorosa per impedire aggiramenti.
  • Un’inchiesta della BBC ha rilevato che diversi vape shop vendevano sigarette illegali, cocaina, cannabis e medicinali soggetti a prescrizione, portando alla chiusura di sei negozi nel Sandwell.
  • Critici dei Conservatori e di Reform UK avvertono che, senza ridurre le business rates, la stretta potrebbe lasciare le high street più vuote se non arrivano nuove attività a occupare i locali.
  • Gli investigatori hanno collegato molte di queste attività commerciali ad alta intensità di contante a una rete criminale organizzata curda coinvolta nel riciclaggio di denaro e nel favoreggiamento di immigrati irregolari.
Il divieto dei vape shop non risolverà le vie principali degradate

Di Joseph Dinnage, Senior Press Officer presso il Prosperity Institute

Andy Burnham sta rivolgendo la sua attenzione alla pulizia delle high street britanniche. Burnham, che ricopre la carica di sindaco di Greater Manchester dal 2017, si è a lungo presentato come un sostenitore della rinascita economica dell’Inghilterra settentrionale. Commentando il degrado dei centri urbani, ha affermato che molte aree sono state “hollowed out” e che le high street in cui le persone sono cresciute sono ora “unrecognisable”. Secondo Burnham, la proliferazione di vape shop e betting shop è in gran parte responsabile — con i primi spesso utilizzati come copertura per il riciclaggio di denaro da parte di gruppi criminali organizzati.

Il Primo Ministro intende concedere alle autorità locali nuovi poteri per bloccare l’apertura di tali attività. La normativa urbanistica sarà modificata in modo che ogni nuovo negozio che venda sigarette elettroniche o vape debba chiedere al proprio consiglio locale il permesso di operare. Anche la definizione di vape shop sarà resa più rigorosa per impedire alle imprese di eludere le regole registrandosi come semplice minimarket o rivenditore. Sulla base di una proposta introdotta per la prima volta sotto l’amministrazione di Keir Starmer, nuovi poteri estenderanno fino a 12 mesi gli ordini di chiusura per mini-mart e vape shop trovati a vendere tabacco illegale. (gov.uk)

La logica è comprensibile: molte high street britanniche oggi lasciano molto a desiderare. Il declino delle high street britanniche è stato un trend durato decenni, accelerato dalla crescita del commercio online, dei centri commerciali fuori città e dei costi operativi in costante aumento. Crescendo a Camberwell, nel sud-est di Londra, la high street locale mi sembrava già trascurata — con la filiale vandalizzata di NatWest, un Greggs fatiscente e un affollato ambulatorio per la salute sessuale. Camminandoci oggi, tra le nubi di mirtillo sintetico che escono da vape shop dai colori sgargianti e da sportelli per riparazioni di telefoni sospettosamente vuoti, il degrado di vent’anni fa sembra quasi innocuo in confronto.

La portata del problema

I dati del Financial Times dipingono un quadro sorprendente. Dal 2015, il numero di vape shop sulle high street britanniche è salito da 262 a 3.776. Anche i barbershop hanno registrato una crescita simile, passando da 2.953 a 18.078. I betting shop, in modo interessante, sono in declino, scendendo da 8.822 a 5.872 — una tendenza dovuta in parte all’ascesa delle piattaforme di gioco online.

Il problema è che molte di queste attività sono immerse nella criminalità. Le attività commerciali ad alta intensità di contante hanno da tempo attirato reti di riciclaggio di denaro, perché offrono un meccanismo immediato per mescolare fondi illeciti con incassi legittimi. Un’inchiesta della BBC all’inizio di quest’anno ha scoperto che diversi vape shop vendevano al banco sigarette illegali, cocaina, cannabis e medicinali soggetti a prescrizione. A seguito dell’inchiesta, sei negozi a Cradley Heath, Sandwell sono stati chiusi. Indagini su barbershop (Evening Standard) e negozi di caramelle americane (LBC) hanno rivelato schemi simili. Il filo comune che lega queste imprese è una sofisticata rete criminale organizzata curda coinvolta nel riciclaggio di denaro e nel mantenimento di immigrati irregolari in condizioni misere.

Due limiti

Burnham ha ragione a sollevare il problema, e reprimere questi criminali è un obiettivo meritevole. Tuttavia, il suo piano sembra destinato a fallire su due fronti.

Primo, c’è la questione della praticità. Come hanno sottolineato sia i Conservatori sia Reform UK, senza un taglio generalizzato delle business rates, la misura potrebbe rendere le high street ancora più desolate, poiché non emergerebbero nuove attività a sostituire i negozi chiusi. Le business rates — l’imposta sugli immobili applicata ai locali non residenziali in Inghilterra e Galles — sono da tempo un peso persistente per i dettaglianti delle high street, spesso indicate da proprietari di negozi e associazioni di categoria come una delle principali cause delle chiusure e un deterrente per i nuovi ingressi.

Secondo, manca l’ambizione. Il fatto è che dare alle autorità locali il potere di chiudere questi negozi non affronta la causa alla radice di questi reati. Senza riforme solide del sistema di immigrazione — che limitino sia l’ingresso sia accelerino la rimozione dei criminali stranieri — continueranno a emergere imprese criminali che operano da vape shop e attività analoghe. Un Primo Ministro che in pubblico invita i britannici a “play their part” nell’accoglienza dei migranti non ispira fiducia su questo fronte.

Il piano del Primo Ministro per le high street britanniche riflette preoccupazioni più ampie sollevate sul suo governo: anche se, come il suo predecessore, parla bene, il suo approccio rischia di essere caratterizzato più da trovate che da sostanza.