L'ETF BTCI paga un tasso di distribuzione del 25,6%, ma resta indietro rispetto a Bitcoin in termini di rendimento totale
Punti chiave
- •BTCI offre un tasso di distribuzione del 25,60% e un tasso di distribuzione a dodici mesi del 36,5%, pagando agli investitori un dividendo mensile finanziato da premi su opzioni call anziché dal possesso diretto di Bitcoin.
- •Il fondo ha attratto oltre 651 milioni di dollari di afflussi quest'anno, portando il patrimonio gestito sopra 1,39 miliardi di dollari dal lancio nel 2024.
- •Anziché detenere Bitcoin direttamente, BTCI investe nell'iShares Bitcoin ETF (IBIT), nel VanEck Bitcoin Trust (HODL) e in Titoli di Stato statunitensi a breve termine.
- •BTCI applica un rapporto di spesa dello 0,98%, molto superiore allo 0,25% di IBIT e allo 0,14% dell'MSBT di Morgan Stanley.
- •Nonostante i generosi pagamenti, BTCI ha registrato rendimenti totali del -4,36% quest'anno e di circa -23% su dodici mesi, rimanendo indietro rispetto al -2,63% e al -22% di Bitcoin negli stessi periodi.

Gli ETF (exchange-traded fund) su Bitcoin stanno andando bene questo mese, favoriti dalla continua ripresa dei mercati degli asset digitali. I fondi hanno aggiunto oltre 774 milioni di dollari in attività martedì, dopo aver raccolto 998 milioni di dollari lunedì. Gli apporti netti hanno raggiunto i 2 miliardi di dollari finora questo mese, dopo 3,52 miliardi di dollari il mese scorso.
Su questo sfondo, un fondo si distingue: il NEOS Bitcoin High Income ETF (BTCI), che paga agli investitori un dividendo mensile.
Punti chiave
- BTCI è un ETF su Bitcoin atipico che offre un tasso di distribuzione del 25,60%.
- I suoi afflussi sono aumentati negli ultimi mesi, portando le attività oltre 1,39 miliardi di dollari.
- Il pagamento è finanziato dai premi derivanti dalla vendita di opzioni call su posizioni in ETF Bitcoin, non dal possesso diretto di Bitcoin.
- La storia mostra che il fondo tende a sottoperformare Bitcoin in termini di rendimento totale.
Gli afflussi hanno spinto più in alto le attività
NEOS, società che Goldman Sachs sta acquisendo con un'operazione da 2,25 miliardi di dollari, ha lanciato il NEOS Bitcoin High Income ETF nel 2024. Il fondo ha continuato ad attrarre afflussi consistenti quest'anno, anche con l'accelerazione dell'inverno crittografico, e il suo dividendo mensile lo ha distinto dai fondi Bitcoin convenzionali.
I dati compilati da ETFdb mostrano che il fondo ha raccolto oltre 651 milioni di dollari di afflussi quest'anno, portando il patrimonio gestito (AUM) sopra 1,39 miliardi di dollari. Questa crescita ha reso BTCI un'alternativa orientata al reddito in un panorama dominato dai prodotti Bitcoin spot.
BTCI si differenzia dagli ETF Bitcoin spot offerti da società come BlackRock, Fidelity, Grayscale e Bitwise in un modo fondamentale: non possiede Bitcoin direttamente. Il fondo investe invece nell'iShares Bitcoin ETF (IBIT) e nel VanEck Bitcoin Trust (HODL), oltre che in Tit di Stato statunitensi a breve termine. Queste posizioni gli permettono di beneficiare di ogni aumento di Bitcoin. Questa struttura è rilevante per i lettori perché definisce cosa possiedono effettivamente gli azionisti: esposizione ad ETF Bitcoin esistenti e T-bill, anziché partecipazioni dirette in Bitcoin.
Allo stesso tempo, il fondo utilizza il mercato delle opzioni per generare rendimenti. Vende (sottoscrive) opzioni call su uno o più asset legati a Bitcoin, come HODL o IBIT, e incassa un premio, che distribuisce agli investitori come dividendo. Questa modalità comporta un compromesso intrinseco: in cambio del premio, chi vende opzioni call rinuncia ai guadagni dell'asset sottostante oltre il prezzo di esercizio dell'opzione, ed è per questo che le strategie covered call scambiano potenziale di crescita con reddito.
I dati sul sito web del fondo indicano un tasso di distribuzione del 25,60%, con un tasso di distribuzione a dodici mesi (TTM) del 36,5%. Si tratta di cifre rilevanti: un investimento di 100.000 dollari avrebbe fruttato circa 36.000 dollari di dividendi negli ultimi dodici mesi.
Il rendimento risalta perché Bitcoin stesso non paga un rendimento ricorrente, e lo stesso vale per gli ETF Bitcoin convenzionali come IBIT, FBTC e HODL. A differenza di altri token, Bitcoin non genera alcun pagamento continuativo per i detentori.
L'inghippo: commissioni elevate e rendimenti totali deludenti
Il principale vantaggio di investire in BTCI è il suo sostanziale dividendo. Tuttavia, il fondo presenta diversi svantaggi notevoli.
Il più evidente è il costo. BTCI applica un rapporto di spesa dello 0,98%, una cifra elevata considerando che il Vanguard S&P 500 ETF (VOO) addebita appena lo 0,03% annuo. L'ETF IBIT applica uno 0,25%, mentre l'ETF Bitcoin di Morgan Stanley (MSBT) costa appena lo 0,14%. Questa differenza nei rapporti di spesa può risultare consistente nel tempo.
Un'altra criticità è che, nonostante la generosa distribuzione, il rendimento totale di BTCI è stato deludente. Il rendimento totale misura ciò che un asset genera sia dal rivalutarsi del prezzo sia dai dividendi.
Il fondo ha registrato un rendimento totale del -4,36% quest'anno, mentre Bitcoin è scivolato del 2,63% — il che significa che un investitore che ha semplicemente detenuto Bitcoin ha ottenuto un risultato complessivo migliore. Lo stesso andamento si è ripetuto negli ultimi 12 mesi, con BTCI a un rendimento di meno 23% mentre Bitcoin scendeva del 22%.
BTCI non è l'unico a mostrare questo pattern. Un esame più attento degli altri ETF covered call rivela che tendono a sottoperformare i loro asset di riferimento — uno schema coerente con la struttura della strategia, in cui il reddito da premi sostituisce parte del potenziale di crescita dell'asset sottostante. L'ETF MSTY, che traccia la Strategy di Michael Saylor, è un esempio notevole, avendo costantemente sottoperformato il proprio asset sottostante nel corso degli anni.
Le cifre delineano il compromesso al centro di BTCI: un reddito mensile elevato in cambio di una performance compless rimasta indietro rispetto al semplice possesso di Bitcoin. I dati da seguire d'ora in avanti sono concreti: ogni annuncio di distribuzione mensile rivelerà quanto reddito da premi il fondo sta attualmente generando, e il completamento dell'acquisizione di NEOS da parte di Goldman Sachs per 2,25 miliardi di dollari resta lo sviluppo di settore che determinerà chi sorveglierà in ultima analisi il fondo.