Il rapporto afferma che gli agenti della Border Patrol hanno usato insulti nelle operazioni a Los Angeles sotto Greg Bovino
Punti chiave
- •Filmati delle body cam e messaggi di testo citati in tribunale mostrerebbero agenti della Border Patrol mentre usano insulti contro i latini durante le operazioni a Los Angeles.
- •Nel linguaggio riportato figurano “wet”, descritto come forma abbreviata di un insulto noto, e “tonk”, anch’esso citato nel deposito.
- •Un esempio citato da un raid di giugno in un Home Depot a Hollywood mostra un agente che definisce una persona “wet” da un minivan.
- •Le accuse fanno parte di un’azione legale volta a bloccare fermi per immigrazione basati sulla profilazione razziale.
- •L’ex capo della Border Patrol Greg Bovino ha supervisionato le operazioni ed è poi uscito di scena dopo una campagna travagliata a Minneapolis, continuando in seguito a diffondere false affermazioni sull’immigrazione online.

Gli agenti della Border Patrol coinvolti nella presa federale di Los Angeles dello scorso anno hanno usato insulti per riferirsi ai latini mentre svolgevano attività di pattugliamento e arresto, ha riportato martedì il Los Angeles Times.
Il comportamento si è verificato sotto la guida dell’ex responsabile della Border Patrol Greg Bovino, divenuto noto per aver supervisionato dure operazioni di repressione contro migranti e manifestanti in più città.
Secondo filmati delle body cam e messaggi di testo citati in un deposito giudiziario che chiede di vietare agli agenti di effettuare fermi basati sulla profilazione razziale, gli agenti si riferivano alle persone con termini tra cui “tonk” e “wet”. Il deposito sottolinea che il linguaggio ha un rilievo che va oltre i termini offensivi in sé: viene infatti richiamato in una contestazione sulla questione se gli agenti abbiano effettuato fermi in base alla razza, un tema che ha attirato attenzione nelle operazioni di controllo dell’immigrazione nelle grandi città.
“Wet” è una forma abbreviata di un noto insulto contro i latini. Aaron Reichlin-Melnick, senior fellow dell’American Immigration Council, ha scritto su X che “tonk” è “a Border Patrol slur that refers to the sound a metal flashlight makes when used to beat a migrant in the head.”
Il rapporto cita diversi esempi. Dopo un raid di giugno in un Home Depot a Hollywood, un filmato della body cam ha ripreso un agente mentre diceva: “There was a guy, I’m pretty sure he’s wet; he was just sitting in that minivan.” In un altro episodio, una catena di messaggi mostrava un agente dire che aveva visto “tonks everywhere selling food,” mentre un altro video registrava un agente che affermava: “Just plug us in wherever you see some tonks and we’ll jump out.”
Bovino è stato poi accantonato e spinto al pensionamento dopo una campagna problematica a Minneapolis in cui agenti dell’ICE hanno ucciso a colpi d’arma da fuoco Renee Good e Alex Pretti.
Da allora ha continuato a promuovere teorie del complotto in interviste online, inclusa la sua infondata affermazione che negli Stati Uniti ci siano 100 million people illegalmente da deportare. Si tratta di una cifra più di cinque volte superiore alle stime reali e implicherebbe che circa una persona su quattro nel Paese sia priva di autorizzazione.