NotizieMacroIl caso per un rialzo dei tassi della Banca del Giappone si rafforza mentre i policymaker segnalano crescenti rischi inflazionistici

Il caso per un rialzo dei tassi della Banca del Giappone si rafforza mentre i policymaker segnalano crescenti rischi inflazionistici

Autore: Economic Times Markets·

Punti chiave

  • Diversi policymaker del BOJ hanno segnalato sostegno per un ritmo più rapido di consolidamento monetario, con un potenziale rialzo dei tassi già a settembre 2024.
  • Il BOJ ha posto fine alla sua politica dei tassi di interesse negativi a marzo 2024 e ha aumentato i tassi a circa lo 0,25% a luglio, segnando i suoi primi aumenti dei tassi in circa 17 anni.
  • Il BOJ è l'unica grande banca centrale attualmente in un ciclo di consolidamento, mentre la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea si stanno muovendo verso tagli dei tassi nel 2024.
  • Il prolungato deprezzamento dello yen giapponese ha contribuito all'inflazione da costi aumentando i costi di importazione, in particolare per l'energia.
  • I principali indicatori economici come l'indagine Tankan, le cifre sulla crescita dei salari e i dati IPC informeranno le prossime decisioni di politica monetaria del BOJ.
Il caso per un rialzo dei tassi della Banca del Giappone si rafforza mentre i policymaker segnalano crescenti rischi inflazionistici

Il caso per un rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone (BOJ) già a settembre ha guadagnato slancio, con diversi policymaker che segnalano sostegno per un ritmo più rapido di consolidamento monetario.

I crescenti rischi inflazionistici, uno yen persistentemente debole e i costi di importazione in aumento stanno accrescendo le pressioni sulla banca centrale affinché agisca, secondo un rapporto di Economic Times Markets. I partecipanti al mercato hanno sempre più scontato una crescente probabilità di un aumento dei tassi più avanti nel corso dell'anno. Questo estenderebbe un percorso di normalizzazione che contrasta con la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea, entrambe in fase di avvicinamento o attuazione di tagli dei tassi nel 2024, collocando il BOJ come l'unica grande banca centrale ancora in un ciclo di rafforzamento.

I rischi inflazionistici attirano maggiore attenzione

I policymaker hanno sempre più richiamato l'attenzione sulle pressioni inflazionistiche in aumento all'interno dell'economia giapponese. I crescenti costi di importazione, esacerbati dal deprezzamento dello yen, hanno contribuito a un'inflazione da costi, sollevando preoccupazioni che la crescita dei prezzi possa diventare più radicata.

Il BOJ ha mantenuto una posizione di politica monetaria ultra- accomodante per anni, ancorata al controllo della curva dei rendimenti e a tassi di interesse negativi. La banca centrale ha posto fine alla sua politica dei tassi di interesse negativi a marzo 2024, segnando il suo primo aumento dei tassi in circa 17 anni, e successivamente ha ulteriormente adeguato i tassi man mano che le condizioni economiche evolvevano. L'adeguamento di luglio ha portato il tasso di politica monetaria a circa lo 0,25%, e i mercati stanno osservando se una mossa a settembre rappresenterebbe il terzo rialzo nel ciclo di normalizzazione in corso del Giappone.

La decisione di settembre entra al centro dell'attenzione

Con l'avvicinarsi delle prossime riunioni di politica monetaria della banca centrale, l'attenzione si è spostata sulla questione se il BOJ opterà per un altro aumento dei tassi già a settembre. Il rapporto rileva che diversi policymaker hanno segnalato disponibilità verso un ritmo più rapido di consolidamento, riflettendo visioni in evoluzione sull'equilibrio tra il sostegno alla ripresa economica e il contenimento dell'inflazione. I principali dati che tipicamente informano le decisioni del BOJ includono i risultati dell'indagine Tankan trimestrale, le cifre sulla crescita dei salari e le pubblicazioni dell'indice dei prezzi al consumo, che forniscono tutti segnali sul fatto che un'inflazione guidata internamente stia prendendo piede alongside le pressioni sui costi derivanti dalla debolezza della valuta.

La debolezza dello yen aumenta la pressione

Il prolungato deprezzamento dello yen giapponese è stato un fattore chiave nel plasmare le aspettative di politica monetaria. Uno yen più debole aumenta il costo delle merci importate, in particolare dell'energia, contribuendo a pressioni inflazionistiche che hanno complicato i calcoli di politica del BOJ. I movimenti della valuta hanno anche attirato l'attenzione politica, poiché un'eccessiva debolezza dello yen può erodere il potere d'acquisto delle famiglie e comprimere i margini aziendali per le imprese dipendenti dalle importazioni. Il livello dello yen rispetto al dollaro è stato un punto di sensibilità ricorrente per i funzionari giapponesi, che hanno periodicamente segnalato disponibilità a rispondere a movimenti valutari disordinati.

I mercati hanno monitorato attentamente l'interazione tra le dinamiche valutarie e le decisioni di politica monetaria, con aspettative di un aumento dei tassi più avanti nel corso dell'anno che si consolidano costantemente.

Fonte: Economic Times Markets