Panoramica di mercato: Bitcoin (BTC) oltre gli 80.000 dollari, Nvidia (NVDA) prevede un boom di chip, i Treasury toccano il 5%
Punti chiave
- •Bitcoin è salito di circa il 5,5% in 24 ore fino a circa 80.940 dollari, nonostante la Federal Reserve abbia implementato un rialzo dei tassi di 25 punti base a un intervallo del 3,75%-4,00%.
- •I titoli esposti alle crypto hanno rimbalzato nettamente, con Strategy in rialzo di circa 12%, Coinbase vicino al 10% e Robinhood di circa l'8%, dopo i ribassi della prima parte della settimana.
- •Il Clarity Act non ha avanzato al Congresso, lasciando SEC e CFTC attese per continuare a regolamentare gli asset digitali con i loro attuali poteri statutari.
- •L'amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang ha proiettato che il volume delle vendite di chip dell'azienda potrebbe circa raddoppiare tra il 2026 e il 2027, con le vendite del 2026 potenzialmente raggiungibili circa 5,09 milioni di GPU AI.
- •Il rendimento dei Treasury decennali è tornato a circa il 5%, contribuendo ai ribassi di nove degli undici settori dell'S&P 500 in una settimana che ha incluso anche il triple witching trimestrale.

I mercati degli asset digitali hanno chiuso la settimana in tono deciso, con Bitcoin (BTC) spinto sopra gli 80.000 dollari, ignorando un rialzo dei tassi della Federal Reserve e un contrattempo del Congresso sulla legislazione sulle criptovalute. Sul fronte tecnologico, Nvidia (NVDA) ha delineato ambiziose proiezioni di crescita per il proprio business dei chip, mentre la salita dei rendimenti dei Treasury fino al 5% ha creato pressione sui settori azionari. Ecco un quadro dei principali sviluppi di mercato della settimana.
Bitcoin e titoli legati alle crypto registrano forti guadagni
Il prezzo di Bitcoin è salito di circa il 5,5% in un periodo di 24 ore, raggiungendo circa gli 80.940 dollari. L'avanzata è avvenuta nonostante la Federal Reserve abbia implementato un aumento dei tassi di 25 punti base (un punto base equivale a un centesimo di punto percentuale), portando i tassi a un intervallo del 3,75%-4,00%, e mentre i legislatori non sono riusciti ad avanzare una cruciale legislazione sugli asset digitali. I partecipanti al mercato avevano in larga misura anticipato la decisione della banca centrale, il che ha contribuito a mitigare un potenziale sentimento negativo.
La forza della criptovaluta ha dato slancio al settore degli asset digitali, con capitali che sono tornati verso questa classe di attivi. Anche i titoli con esposizione alle criptovalute hanno mostrato una forza simile durante la seduta: le azioni di Strategy sono aumentate di circa il 12%, l'exchange crypto Coinbase ha registrato guadagni vicini al 10% e la piattaforma di trading Robinhood è avanzata di circa l'8%.
Strategy detiene consistenti riserve di Bitcoin nel proprio bilancio aziendale, creando un'esposizione diretta alle fluttuazioni dei prezzi delle criptovalute, mentre Coinbase beneficia immediatamente dell'aumento dell'attività di trading su asset digitali. Questi tre titoli avevano registrato perdite nella prima parte della settimana a causa delle preoccupazioni sui tassi e delle delusioni legislative, rendendo il successivo rimbalzo particolarmente rilevante.
La supervisione degli asset digitali torna alle agenzie di regolamentazione
Gli sforzi del Congresso per far avanzare il Clarity Act hanno incontrato un ostacolo questa settimana. La proposta di legge mirava a stabilireini normativi più definitivi per gli asset digitali e a chiarire le responsabilità giurisdizionali tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).
L'insuccesso legislativo non segna la fine dello sviluppo normativo. Secondo fonti del settore che hanno parlato con CoinDesk, ci si attende che entrambi gli enti di regolamentazione continuino a elaborare regole utilizzando i loro attuali poteri statutari, anche senza nuovi mandati del Congresso. Il settore degli asset digitali si trova ora a navigare in un ambiente privo di una legislazione federale unificata, con le agenzie che dovrebbero esercitare la loro esistente autorità regolamentare per affrontare le nuove questioni man mano che emergono.
Un dirigente di Nvidia proietta una drammatica crescita delle vendite entro il 2027
Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha proiettato che il volume delle vendite di chip dell'azienda potrebbe circa raddoppiare tra il 2026 e il 2027. Secondo le proiezioni citate da Barron's, le vendite di Nvidia nel 2026 potrebbero raggiungere circa 5,09 milioni di GPU AI, oltre a decine di migliaia di sistemi server AI completamente integrati.
L'espansione attesa dovrebbe essere trainata dalla prossima generazione di architettura Vera Rubin, da unità di elaborazione centrale, soluzioni di rete e ulteriori offerte di infrastruttura AI. L'azienda aveva precedentemente indicato che il potenziale di ricavi dei suoi chip di intelligenza artificiale potrebbe superare cumulativamente 1.000 miliardi di dollari entro il 2027, illustrando gli enormi livelli di investimento destinati all'infrastruttura di calcolo AI. I chip di Nvidia alimentano gran parte del calcolo AI mondiale, rendendo le sue proiezioni di vendita un indicatore ampiamente seguito della spesa per infrastrutture AI nell'industria tecnologica.
I rendimenti dei Treasury raggiungono il 5%, creando un vento contrario per il mercato azionario
Il rendimento dei Treasury decennali statunitensi è tornato a salire fino a circa il 5% venerdì, accrescendo l'attrattiva relativa delle obbligazioni rispetto alle azioni e comprimendo le valutazioni azionarie. Nove degli undici settori dell'S&P 500 hanno registrato ribassi durante le contrattazioni. Il rendimento decennale funge inoltre da riferimento per i costi di finanziamento in tutta l'economia, influenzando i tassi ipotecari e il finanziamento aziendale, il che ne estende l'importanza oltre il mercato azionario.
I mercati hanno inoltre gestito il triple witching trimestrale, la scadenza contestuale delle opzioni azionarie, delle opzioni su indici e dei contratti futures, un fenomeno che tipicamente amplifica la volatilità di mercato. I rendimenti elevati colpiscono in modo sproporzionato i titoli orientati alla crescita perché aumentano i tassi di sconto applicati agli utili futuri previsti, riducendone la valutazione attuale.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su Blockonomi.