NotizieCryptoLa roadmap post-quantistica di Bitcoin prende forma intorno a P2MR e SHRINCS, ma restano lacune importanti

La roadmap post-quantistica di Bitcoin prende forma intorno a P2MR e SHRINCS, ma restano lacune importanti

Autore: Metaverse Post·

Punti chiave

  • Il BIP-360, ancora in fase di bozza, propone il nuovo tipo di output Pay-to-Merkle-Root (P2MR), attivato tramite soft fork, che nasconderebbe le chiavi pubbliche degli utenti fino alla spesa dei fondi, proteggendo dai computer quantistici capaci di ricavare chiavi private da chiavi esposte.
  • SHRINCS, uno schema di firma basato su hash sviluppato da Blockstream Research, si basa esclusivamente su SHA-256 e presenta chiavi pubbliche da 48 byte e firme stateful da appena 548 byte, risultando all’incirca di un ordine di grandezza più compatto rispetto ad alternative post-quantistiche comparabili.
  • I due meccanismi di salvataggio, Lifeboat presentato da Tadge Dryja e Dropkick redatto da conduition, utilizzano schemi commit-reveal per consentire agli utenti che non hanno rispettato la finestra di migrazione di dimostrare on-chain il controllo di un indirizzo e trasferire le proprie monete anche dopo l’emergere di avversari quantistici.
  • Lifeboat si attiverebbe automaticamente attraverso un soft fork condizionale, attivato da prove on-chain di un attacco quantistico.
  • Restano importanti questioni aperte, tra cui l’assenza di una dimostrazione formale della sicurezza e di una revisione indipendente tra pari per SHRINCS, firme circa dieci volte più grandi delle attuali firme Schnorr di Bitcoin con conseguenti dubbi sullo spazio nei blocchi, e il destino irrisolto delle monete perdute i cui proprietari non possono migrarle.
La roadmap post-quantistica di Bitcoin prende forma intorno a P2MR e SHRINCS, ma restano lacune importanti

La risposta di Bitcoin alla minaccia rappresentata dai computer quantistici sta gradualmente convergendo verso una strategia coerente, secondo Christine D. Kim, fondatrice di Protocol Watch, che ha illustrato come diverse proposte indipendenti potrebbero combinarsi in una difesa multilivello della rete — comprendente un nuovo tipo di output, un nuovo schema di firma e piani di emergenza per gli utenti che si muovono troppo tardi.

Due proposte complementari costituiscono il nucleo di ciò che può essere realizzato prima che i computer quantistici crittograficamente rilevanti (CRQC) diventino una realtà. La prima, il BIP-360 — ancora in fase di bozza — introduce Pay-to-Merkle-Root (P2MR), un nuovo tipo di output che verrebbe attivato tramite un soft fork, il meccanismo di Bitcoin per gli aggiornamenti retrocompatibili che dipende da un ampio consenso della rete. La sua funzione principale è nascondere le chiavi pubbliche degli utenti fino alla spesa dei fondi, una protezione fondamentale perché un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe altrimenti ricavare una chiave privata da una chiave pubblica esposta. In base alle regole attuali di Bitcoin, spendere una moneta rende visibile on-chain la relativa chiave pubblica; per questo lo sforzo più ampio si concentra sulla migrazione dei fondi esistenti prima che i CRQC possano sfruttare tale esposizione. P2MR supporta inoltre molteplici percorsi di spesa ed è progettato per essere agnostico rispetto alla crittografia, consentendo di adottare futuri schemi di firma post-quantistici senza ulteriori modifiche strutturali.

Il secondo pilastro è SHRINCS ("Shrunken SPHINCS"), uno schema di firma basato su hash sviluppato da Blockstream Research. In particolare, si basa esclusivamente su SHA-256 — la stessa funzione hash che Bitcoin utilizza già per il mining — evitando così nuove ipotesi matematiche e ancorando la sicurezza post-quantistica a un primitivo su cui la rete fa affidamento fin dalla sua nascita. Secondo il BIP in fase di bozza, redatto dal contributore di Bitcoin Core "conduition", le chiavi pubbliche di SHRINCS sono di appena 48 byte, mentre le firme stateful possono avere dimensioni ridotte fino a 548 byte, rendendo lo schema all’incirca di un ordine di grandezza più compatto rispetto ad alternative post-quantistiche comparabili. Abbinato a P2MR e a un opcode di verifica dedicato, SHRINCS offrirebbe agli utenti un percorso opzionale e retrocompatibile verso una sicurezza resistente al quantum molto prima dell’esistenza dei CRQC.

— Christine D. Kim (@christine_dkim) September 14, 2026

Protocolli di salvataggio per i migranti in ritardo

Per gli utenti che non riescono a migrare in tempo, gli sviluppatori hanno proposto due meccanismi di salvataggio: Lifeboat, presentato dal ricercatore Tadge Dryja, e Dropkick, redatto da conduition. Entrambi si basano su schemi commit-reveal, che consentono agli utenti di dimostrare on-chain di aver controllato un indirizzo prima di qualsiasi aggressore e quindi di trasferire le proprie monete in sicurezza anche dopo l’emergere di avversari quantistici. Lifeboat si attiverebbe automaticamente tramite un soft fork condizionale, attivato da prove on-chain di un attacco quantistico.

Gli sviluppatori avvertono tuttavia che restano irrisolte questioni importanti. SHRINCS non dispone di una dimostrazione formale della sicurezza né di una revisione indipendente tra pari — una lacuna riconosciuta esplicitamente dal suo BIP in fase di bozza, pubblicato alla fine di agosto, e particolarmente rilevante in un protocollo noto per adottare lentamente le modifiche crittografiche. Anche la dimensione delle firme rappresenta una preoccupazione: le firme SHRINCS rimangono circa dieci volte più grandi delle attuali firme Schnorr di Bitcoin, sollevando interrogativi sullo spazio nei blocchi qualora lo schema venisse adottato su larga scala, mentre la ricerca sull’aggregazione è ancora in corso. Infine, il destino delle monete perdute, i cui proprietari non possono migrarle, resta una questione aperta e controversa.

Come osserva Kim, i vari elementi stanno convergendo — ma il problema quantistico di Bitcoin è ancora lontano dall’essere risolto. Il modo in cui evolveranno le questioni ancora aperte — il percorso di SHRINCS attraverso la revisione indipendente, l’avanzamento del BIP-360 oltre la fase di bozza e la risoluzione del dibattito sulle monete perdute — contribuirà a determinare se queste proposte diventeranno le effettive difese di Bitcoin contro il quantum.