Cittadino singaporiano si dichiarerà colpevole nel caso di furto di Bitcoin da 240 milioni di dollari legato all'impersonazione di Gemini
Punti chiave
- •Lo schema prevedeva l'impersonazione di personale di supporto di Google e Gemini per convincere un ricco investitore di Washington, D.C. che i suoi account fossero compromessi e ottenere le sue credenziali di sicurezza.
- •Il furto dell'agosto 2024 ha totalizzato più di 4.100 Bitcoin, valutati oltre 240 milioni di dollari, e l'operazione più ampia è stata collegata a furti superiori a 263 milioni di dollari fino a marzo 2025.
- •Si tratta del primo procedimento penale legato al Bitcoin avviato ai sensi della legge RICO, a indicare che i pubblici ministeri trattano i gruppi coordinati di furto di criptovalute come crimine organizzato.
- •Diciotto persone sono state incriminate, dieci si sono già dichiarate colpevoli e Lam rischia una pena minima di 14 anni di carcere.
- •Il gruppo ha commesso anche furti in abitazioni per rubare hardware wallet e ha convertito il Bitcoin rubato in asset di lusso, tra cui auto sportive, jet privati e un conto nightclub superiore a 569.000 dollari.

Una classica tattica truffaldina adattata all'era delle criptovalute—impersonare telefonicamente un'istituzione affidabile, generare panico e fuggire con i risparmi della vittima—ha portato a uno dei più grandi casi di furto di Bitcoin mai processati negli Stati Uniti. Gli asset sottratti ammontavano a più di 4.100 Bitcoin, del valore di oltre 240 milioni di dollari al momento del furto.
Malone Lam, cittadino singaporiano di 22 anni, è convocato il 9 settembre 2026 davanti a un tribunale federale statunitense per pronunciare una dichiarazione di colpevolezza in relazione al caso.
Come funzionava lo schema
Lam e i suoi complici si sarebbero finti rappresentanti sia di Google sia della piattaforma di scambio di criptovalute Gemini nel contattare un ricco investitore residente a Washington, D.C.
L'obiettivo era semplice, anche se l'esecuzione era elaborata: convincere il bersaglio che i suoi account fossero stati compromessi e poi indurlo a consegnare i codici di sicurezza e le credenziali di accesso. Una volta ottenuto l'accesso, il gruppo ha trasferito le sue holding di Bitcoin del tutto fuori dal suo controllo. L'approccio ricalca un pattern ben documentato di frodi tech-support e di impersonazione che l'Internet Crime Complaint Center dell'FBI ha segnalato più volte come una delle categorie di criminalità informatica più costose segnalate dalle vittime negli Stati Uniti.
Il furto è avvenuto nell'agosto 2024, sebbene l'operazione criminale più ampia fosse presumibilmente in corso da circa ottobre 2023. Al momento dello smantellamento da parte delle autorità, il gruppo era stato collegato a furti per un totale di oltre 263 milioni di dollari in molteplici incidenti protrattisi fino a marzo 2025.
L'FBI ha arrestato Lam nel settembre 2024 in una villa a Miami—un dettaglio che evidenzia come venivano spesi i fondi rubati. Secondo i pubblici ministeri, il gruppo ha convertito Bitcoin in contanti e li ha dilapidati rapidamente: decine di auto sportive, jet privati e una sola serata in un nightclub di Los Angeles con un conto che sarebbe superiore a 569.000 dollari. La rapida liquidazione illustra anche una sfida persistente per gli inquirenti: sebbene le transazioni in Bitcoin siano registrate su una blockchain pubblica, i criminali che convertono i proventi in contanti e asset di lusso possono comunque complicare il recupero dei beni, un processo spesso lungo per le vittime.
Un procedimento epocale
Il caso ha un significato giuridico che va oltre l'entità in dollari. Segna la prima volta che un procedimento penale legato al Bitcoin è stato avviato ai sensi del Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO), una norma storicamente associata ai sindacati del crimine organizzato più che ai gruppi di ladri di criptovalute. L'applicazione della RICO a un gruppo di furto di criptovalute segnala che i pubblici ministeri sono disposti a trattare gli schemi coordinati di asset digitali con lo stesso quadro giuridico da lungo tempo usato contro le famiglie mafiose—un approccio che comporta pene potenzialmente più severe e una portata più ampia su un intero imprenditoria criminale.
Diciotto persone sono state incriminate in relazione allo schema. Dieci si sono già dichiarate colpevoli prima dell'udienza prevista per Lam, il che indica che i pubblici ministeri hanno costruito un caso solido dall'interno verso l'esterno. Lam stesso rischia una pena minima di 14 anni di carcere se la dichiarazione di colpevolezza procede come previsto.
L'operazione aveva anche una dimensione fisica che gli inquirenti hanno ritenuto degna di nota. Il gruppo avrebbe commesso furti in abitazioni specificamente per rubare hardware wallet—i piccoli dispositivi simili a chiavette USB utilizzati per conservare offline le chiavi private delle criptovalute.
Le implicazioni per la sicurezza delle criptovalute
Le piattaforme di scambio investono ingenti risorse in infrastrutture tecniche, autenticazione a più fattori e sicurezza a livello di blockchain. Tuttavia, nessuna di queste protezioni conta se un aggressore può semplicemente chiamare un cliente impersonando il team di supporto della piattaforma. In questo schema, il marchio Gemini è stato usato come copertura, anche se la piattaforma stessa non è stata compromessa a livello infrastrutturale.
Per i detentori di ingenti asset in criptovalute, il caso sottolinea diverse realtà scomode. Le piattaforme legittime non effettuano chiamate non richieste chiedendo codici di sicurezza. Qualsiasi contatto inatteso che dichiari di provenire da un'istituzione finanziaria o da una piattaforma di scambio, e che richieda credenziali o azioni urgenti sul conto, dovrebbe essere considerato un segnale d'allarme, per quanto ufficiale possa sembrare. Inoltre, il presunto bersaglio degli hardware wallet attraverso furti in abitazione indica che la custodia fisica delle chiavi private costituisce di per sé una considerazione di sicurezza distinta dalla protezione degli account online.
Con dieci dichiarazioni di colpevolezza già ottenute e l'imputato principale in programma per seguire, i pubblici ministeri federali inquadrano il caso come crimine organizzato anziché come frode opportunistica. Le sentenze che i tribunali pronunceranno su Lam e i suoi coimputati saranno probabilmente osservate come punto di riferimento per capire con quale serietà il sistema giudiziario statunitense tratterà in futuro le grandi frodi nel settore delle criptovalute.