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Bitcoin scende sotto gli 83.000 dollari dopo dati sull'inflazione core USA superiori alle attese

Autore: CoinLineup·

Punti chiave

  • •Bitcoin è scesa sotto gli 83.000 dollari dopo che un dato sull'inflazione core USA è risultato superiore alle previsioni degli economisti.
  • •Oltre 100 milioni di dollari in posizioni a leva su criptovalute sono stati liquidati entro un'ora dal calo del prezzo.
  • •Le probabilità implicite dal mercato di un rialzo dei tassi della Federal Reserve sono salite al 55% dopo la pubblicazione del dato sull'inflazione.
  • •Bitcoin aveva già rotto la soglia degli 83.000 dollari all'inizio del mese, quando gli ETF spot USA su Bitcoin avevano registrato afflussi netti per 134,5 milioni di dollari, rendendo quel livello un campo di battaglia ricorrente tra acquirenti e venditori.
  • •Il ribasso ha colpito direttamente i trader a leva tramite le liquidazioni, mentre i detentori spot che non avevano preso a prestito fondi contro le proprie monete hanno registrato solo perdite cartacee, salvo vendita.
Bitcoin scende sotto gli 83.000 dollari dopo dati sull'inflazione core USA superiori alle attese

Bitcoin è scesa sotto gli 83.000 dollari dopo che gli Stati Uniti hanno pubblicato un dato sull'inflazione core superiore alle previsioni degli economisti, innescando un rapido ribasso su tutto il mercato delle criptovalute e cancellando oltre 100 milioni di dollari di posizioni a leva nel giro di una sola ora.

Bitcoin scivola sotto gli 83.000 dollari dopo la sorpresa sull'inflazione core

Il calo è arrivato subito dopo la pubblicazione dei nuovi dati sull'indice dei prezzi al consumo del Bureau of Labor Statistics, che ha mostrato un'inflazione core sopra le previsioni. Il CPI viene pubblicato ogni mese secondo un calendario annunciato in anticipo dal Bureau of Labor Statistics ed è tra gli indicatori di inflazione più seguiti della finanza tradizionale. Un'inflazione sopra le attese tende ad allontanare gli investitori dagli asset più rischiosi, in parte perché rimodella le aspettative sulla politica dei tassi di interesse della Federal Reserve — e Bitcoin è ampiamente considerata dai mercati finanziari un asset ad alto rischio.

I trader hanno reagito rapidamente alla pubblicazione, spingendo il prezzo sotto la soglia degli 83.000 dollari. Si tratta di una zona già familiare: un precedente ribasso questo mese aveva portato Bitcoin sotto gli 83.000 dollari, anche se gli ETF spot USA su Bitcoin — fondi negoziati in borsa che detengono direttamente Bitcoin e possono essere acquistati tramite normali conti di intermediazione — avevano registrato in quell'occasione afflussi netti per 134,5 milioni di dollari, a suggerire che quel livello sia diventato un campo di battaglia ricorrente tra acquirenti e venditori.

Le liquidazioni in crypto superano i 100 milioni di dollari in un'ora

Il ribasso ha colpito più duramente i trader a leva. Oltre 100 milioni di dollari in posizioni su criptovalute sono stati liquidati entro un'ora dal calo del prezzo, secondo quanto riportato da CryptoSlate, che ha anche rilevato come, dopo la pubblicazione, le probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve abbiano raggiunto il 55% — una misura della rapidità con cui i mercati riorientano le aspettative di politica monetitaria quando l'inflazione sorprende al rialzo.

Una liquidazione si verifica quando un trader prende a prestito fondi per scommettere sulla direzione del prezzo e il mercato si muove contro di lui abbastanza rapidamente da indurre l'exchange a chiudere automaticamente la posizione per coprire il prestito — l'equivalente crypto di una call in borsa. Quando molti trader vengono liquidati contemporaneamente, l'ondata di vendite forzate può spingere i prezzi ulteriormente al ribasso in un periodo molto breve.

La velocità della cancellazione — oltre 100 milioni di dollari in una sola ora — mostra quanto rapidamente il capitale preso a prestito possa amplificare un movimento innescato da un singolo dato macroeconomico.

Cosa significa per i detentori di crypto un ribasso guidato dall'inflazione

L'episodio è un chiaro esempio di quanto oggi i mercati delle criptovalute seguano da vicino i dati economici tradizionali. Un singolo rapporto governativo sull'inflazione può muovere Bitcoin di migliaia di dollari in pochi minuti, soprattutto quando molti partecipanti al mercato operano con leva.

Per chi detiene una piccola quantità di Bitcoin su un exchange, l'impatto diretto di questo evento è limitato. Una liquidazione forzata si verifica solo quando un trader ha posizioni a leva aperte. I detentori spot che non hanno preso a prestito fondi contro le proprie monete registrano un ribasso del prezzo come perdita cartacea, a meno che non decidano di vendere.

La lezione pratica riguarda la gestione del rischio piuttosto che la direzione del prezzo. Episodi come questo mostrano che mantenere posizioni a leva in vista delle pubblicazioni programmate di dati economici, come il rapporto mensile sul CPI, comporta un rischio reale a breve termine — e poiché il BLS pubblica in anticipo il proprio calendario delle uscite, si tratta di date note su cui i trader possono pianificare. Chiunque stia valutando un primo acquisto di criptovalute dovrebbe comprendere che gli eventi macro oggi muovono questo mercato proprio come muovono azioni o obbligazioni. Mantenere l'entità delle posizioni entro limiti che si possono sostenere attraverso forti oscillazioni resta il modo più semplice per evitare di essere espulsi nel momento peggiore.

Dichiarazione: questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Effettuare sempre le proprie ricerche prima di prendere decisioni.