NotizieCryptoIl musicista messicano Jonathan Meléndez ucciso in una presunta rapina per un cold wallet di Bitcoin

Il musicista messicano Jonathan Meléndez ucciso in una presunta rapina per un cold wallet di Bitcoin

Autore: Crypto Adventure·

Punti chiave

  • I procuratori sostengono che uno dei sospetti abbia utilizzato un rapporto d’affari con Meléndez per accedere all’abitazione.
  • Secondo gli investigatori, al secondo sospetto sarebbero stati promessi due milioni di pesos messicani per aiutare a recuperare le criptovalute.
  • Entrambi gli imputati rischiano potenziali pene per omicidio da 25 a 70 anni per ogni vittima, oltre a sanzioni aggiuntive.
  • Chainalysis ha registrato 46 episodi violenti legati alle criptovalute fino alla fine di giugno 2026, con asset sottratti per oltre 30 milioni di dollari.
  • Il tribunale ha fissato al 9 settembre un’udienza per decidere se i sospetti saranno formalmente rinviati a giudizio.
Il musicista messicano Jonathan Meléndez ucciso in una presunta rapina per un cold wallet di Bitcoin

Quattro persone della famiglia di un musicista messicano sono state uccise in quello che i procuratori descrivono come un piano di rapina volto a impossessarsi di un cold wallet di Bitcoin che gli aggressori ritenevano contenesse criptovalute per un valore di milioni di dollari.

Jonathan Meléndez, la moglie incinta, la figlia di tre anni e una collaboratrice domestica sono morti nell’attacco del 1° settembre ad Atizapán de Zaragoza, nello Stato del Messico. Il figlio di sei anni di Meléndez è sopravvissuto all’aggressione; anche il cane della famiglia è stato ucciso.

I procuratori sostengono che il cold wallet fosse l’obiettivo

I procuratori dello Stato del Messico hanno arrestato due sospetti, identificati come Diego Sebastián "N" e Gerardo "N", in relazione agli omicidi. Gli investigatori sostengono che Diego Sebastián avesse un rapporto d’affari con Meléndez e avesse utilizzato quel legame per accedere all’abitazione.

Con cold wallet si indica generalmente un sistema di conservazione delle criptovalute in cui le chiavi private sono mantenute offline, anziché su un servizio connesso a Internet. Il controllo degli asset dipende quindi dall’accesso alle chiavi pertinenti o alle credenziali di recupero, anche se le autorità non hanno indicato quale forma di accesso i sospetti avrebbero cercato in questo caso.

Secondo i procuratori, l’arrivo dei sospetti è stato ricostruito utilizzando immagini delle telecamere di sorveglianza, testimonianze e prove raccolte durante l’indagine. I due avrebbero creduto che Meléndez controllasse un cold wallet contenente Bitcoin per un valore di milioni di dollari, e Diego Sebastián avrebbe promesso a Gerardo due milioni di pesos messicani per aiutarlo a recuperare le criptovalute. Gli investigatori stanno ancora cercando di stabilire se dopo gli omicidi siano stati trasferiti asset digitali.

Le autorità non hanno accertato pubblicamente quanti Bitcoin controllasse effettivamente Meléndez né se il wallet cercato dai sospetti sia mai stato recuperato. I procuratori collocano invece l’esistenza presunta delle disponibilità in criptovalute al centro del movente della presunta rapina.

I due uomini sono stati arrestati nel giro di poche ore e successivamente trasferiti nel carcere di Barrientos, a Tlalnepantla. Entrambi sono accusati di omicidio qualificato con quattro vittime, interruzione illecita di una gravidanza e maltrattamento di animali.

Gli attacchi fisici legati alle criptovalute hanno sottratto oltre 30 milioni di dollari nel 2026

Il caso rientra in una categoria criminale in crescita, in cui gli aggressori prendono di mira la persona che controlla le criptovalute invece di tentare di compromettere una blockchain, un exchange o un’applicazione wallet. Secondo Chainalysis, nel 2026 sono stati sottratti oltre 30 milioni di dollari attraverso attacchi violenti legati alle criptovalute; l’azienda ha registrato 46 episodi fino alla fine di giugno. Le irruzioni nelle abitazioni hanno rappresentato il 37% dei casi documentati, mentre i sequestri di persona il 52%. I familiari e le persone vicine alle vittime sono diventati sempre più spesso bersagli diretti.

In un caso correlato, a maggio un cliente sia di Kraken sia di Coinbase ha perso circa 6,7 milioni di dollari dopo che gli aggressori avrebbero ottenuto con la forza l’accesso agli account sugli exchange. Separatamente, i procuratori statunitensi hanno incriminato tre uomini per un presunto piano di rapina di Bitcoin da 245 milioni di dollari che avrebbe preso di mira i parenti di una persona collegata a un importante furto di criptovalute.

I sospetti rischiano fino a 70 anni per ogni vittima

Un giudice ha ordinato che entrambi gli imputati restino in custodia cautelare mentre proseguono i procedimenti penali. Le accuse di omicidio prevedono potenziali pene da 25 a 70 anni per ogni vittima, mentre le accuse relative alla gravidanza e al maltrattamento di animali comportano ulteriori possibili pene detentive.

Il tribunale ha prorogato il periodo costituzionale iniziale su richiesta della difesa, prima di decidere se i due uomini debbano essere formalmente sottoposti a processo.

Un’udienza di prosecuzione è fissata per il 9 settembre alle 9:30, quando il tribunale dovrebbe stabilire se Diego Sebastián e Gerardo saranno formalmente rinviati a giudizio.