NotizieCryptoLe banche avanzano i piani sulle stablecoin mentre la BIS ne mette in dubbio il ruolo di moneta

Le banche avanzano i piani sulle stablecoin mentre la BIS ne mette in dubbio il ruolo di moneta

Autore: Cryptopolitan·

Punti chiave

  • Il direttore generale della BIS, Pablo Hernández de Cos, ha dichiarato al Jackson Hole Economic Symposium del 28 agosto che le stablecoin non soddisfano le proprietà fondamentali della moneta — unicità, interoperabilità e integrità finanziaria — e che i depositi tokenizzati sono più promettenti.
  • Un consorzio di oltre 12 banche globali, tra cui Bank of America, Wells Fargo, Santander, Citi, Goldman Sachs e UBS, si sta preparando a emettere una propria stablecoin su blockchain pubbliche, presumibilmente a partire da un token ancorato al dollaro.
  • Il GENIUS Act, attuato il 18 luglio 2025, ha creato un quadro federale statunitense che consente alle banche di emettere stablecoin di pagamento tramite filiali approvate dall'OCC, sebbene gli emittenti non possano pagare interessi ai detentori.
  • Un white paper di BCG e Allium ha rilevato che le blockchain pubbliche hanno elaborato oltre 62.000 miliardi di dollari in transazioni stablecoin in un anno, ma solo circa 4.200 miliardi, circa il 7%, rappresentavano pagamenti dell'economia reale.
  • L'amministratore delegato di Bank of America, Brian Moynihan, ha avvertito che fino a 6.000 miliardi di dollari in depositi potrebbero lasciare le banche se agli emittenti di stablecoin fosse permesso offrire rendimenti, affermando che la banca entrerebbe in quel business se divenisse legale.
Le banche avanzano i piani sulle stablecoin mentre la BIS ne mette in dubbio il ruolo di moneta

Il capo della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) può sostenere che le stablecoin non qualificano come moneta su larga scala, ma le più grandi banche del mondo procedono con lo spostamento dei regolamenti finanziari e delle transazioni quotidiane su blockchain accessibili al pubblico.

Parlando al Jackson Hole Economic Symposium il 28 agosto, il direttore generale della BIS Pablo Hernández de Cos ha affermato che un quadro basato sui depositi tokenizzati "sembra più promettente" rispetto alle stablecoin. I funzionari della BIS hanno sottolineato che i depositi tokenizzati dovrebbero costituire la spina dorsale dei moderni sistemi di pagamento digitali mentre le banche migrano le proprie operazioni sulle blockchain. La BIS, spesso descritta come la banca centrale delle banche centrali, si è posizionata come un punto di riferimento fondamentale in questo dibattito, coordinando la ricerca sulla regolazione tokenizzata attraverso iniziative con le banche centrali membri.

Per le banche, il dilemma è semplice: adottare la blockchain ora, oppure aspettare che i regolatori approvino una versione tecnicamente più avanzata della tecnologia.

Dove de Cos ritiene che le stablecoin siano carenti

De Cos ha costruito il suo argomento su tre proprietà che, a suo avviso, la moneta deve possedere: unicità, interoperabilità e integrità finanziaria. Questi criteri richiamano principi di lungo data per i sistemi di pagamento, secondo i quali un titolo utilizzato come moneta dovrebbe essere convertibile alla pari ovunque e regolare con definitività.

Sull'unicità, ha fornito un esempio semplice. Se qualcuno in possesso di USDT di Tether vuole inviare denaro a un destinatario che accetta solo USDC di Circle, deve prima vendere gli USDT e comprare USDC. Poiché i prezzi di mercato di queste monete possono fluttuare, il valore finale del trasferimento potrebbe non corrispondere a un dollaro statunitense. Il sistema non garantisce che le due stablecoin siano scambiabili in modo uno-a-uno.

L'interoperabilità solleva un altro problema. La maggior parte delle stablecoin ancorate a valute fiat opera su blockchain pubbliche e permissionless frammentate e su layer di scala. Spostare anche la stessa stablecoin, emessa su più blockchain, da una catena all'altra richiede procedure complesse e talvolta costose.

Al contrario, ha rilevato de Cos, la regolazione dei depositi tokenizzati si basa su conti presso la banca centrale, il che preserva il rimborso alla pari e la definitività del regolamento per tali depositi.

Il problema di integrità su cui la BIS insiste

L'integrità finanziaria è la terza preoccupazione. Secondo de Cos, le informazioni disponibili mostrano che la maggior parte delle stablecoin è oggi custodita in wallet autofirmati e una quota crescente di trasferimenti avviene da wallet a wallet sulla blockchain senza che alcuna piattaforma esegua controlli di conoscenza del cliente (KYC). Ciò contrasta fortemente con la finanza tradizionale, dove i depositi bancari — la forma di moneta meno anonima — dominano.

La BIS ha assunto una posizione simile nel suo Rapporto economico annuale pubblicato il 23 giugno. La sezione sulle stablecoin ha concluso che i design delle stablecoin esistenti "non soddisfano le proprietà fondamentali della moneta e minacciano l'integrità finanziaria". Il rapporto ha inoltre messo in guardia contro la "dollarizzazione via stablecoin" nelle economie emergenti, dove la domanda di stablecoin straniere potrebbe influire sui trasferimenti di capitale ed erodere la sovranità monetaria.

Cosa mostrano effettivamente i dati sui pagamenti

Il dibattito sulla scala è supportato da cifre considerevoli. Secondo un white paper pubblicato a gennaio 2026 dal Boston Consulting Group (BCG) e dalla società di dati blockchain Allium, le blockchain pubbliche hanno elaborato oltre 62.000 miliardi di dollari in transazioni stablecoin nel corso di un anno. Solo circa 4.200 miliardi di dollari di tale importo — circa il 7% del totale — rappresentavano pagamenti nell'economia reale. Il divario tra il volume di transazioni dichiarato e i pagamenti effettivi è diventato un punto ricorrente di contendere tra i sostenitori delle stablecoin e i regolatori che valutano l'uso concreto della tecnologia.

La BCG ha stimato i pagamenti bilaterali osservabili per beni e servizi nel 2025 tra 350 e 550 miliardi di dollari, una cifra descritta come minima. Il paper ha inoltre rilevato che la capitalizzazione di mercato delle stablecoin è salita a 307 miliardi di dollari nel dicembre 2025.

Perché le banche procedono comunque

Quegli avvertimenti non hanno fermato le banche dall'andare on-chain.

Forkast ha riferito il 28 agosto che un consorzio di oltre 12 banche globali — tra cui Bank of America, Wells Fargo, Santander, Citi, Goldman Sachs e UBS — si sta preparando a emettere una propria stablecoin su blockchain pubbliche anziché cedere il mercato a Tether e Circle.

Il GENIUS Act, attuato il 18 luglio 2025, ha aperto un percorso a livello federale per le banche tramite filiali approvate dall'OCC, sebbene vieti agli emittenti di pagare interessi ai detentori. La legge ha reso gli Stati Uniti una delle prime grandi giurisdizioni con un quadro federale completo per le stablecoin di pagamento, un passo che altri regolatori, tra cui l'Unione Europea con il regolamento Markets in Crypto-Assets, hanno affrontato con propri requisiti di licenza e riserve.

L'amministratore delegato di Bank of America, Brian Moynihan, ha avvertito che fino a 6.000 miliardi di dollari in depositi potrebbero lasciare le banche se agli emittenti di stablecoin fosse permesso offrire rendimenti. "Se lo rendono legale, entreremo in quel business."

Anche i prestatori più piccoli si stanno muovendo. Cryptopolitan aveva precedentemente riportato che 39 associazioni di banchieri statali hanno formato la BankChain Alliance, puntando a un lancio nel 2027. L'iniziativa è pensata per offrire alle banche comunitarie un percorso condiviso verso i depositi tokenizzati e le stablecoin senza dipendere da piattaforme crypto-native.

Dall'esplorazione verso una stablecoin congiunta?

La copertura del Seoul Economic Daily indica che il gruppo di grandi banche sta valutando inizialmente un token ancorato al dollaro, con una successiva estensione alle valute del G7. Il report evidenzia anche il motivo strategico: le banche temono che le stablecoin possano sottrarre depositi alle istituzioni tradizionali.

Le banche centrali vogliono i depositi tokenizzati e la moneta di banca centrale al centro dell'economia on-chain, mentre le banche commerciali concludono sempre più di aver bisogno anche delle stablecoin. JPMorgan, per parte sua, mantiene di non avere attuali piani per emettere una stablecoin. Il modo in cui i regolatori concilieranno la preferenza della BIS per i depositi tokenizzati con il percorso stablecoin del GENIUS Act determinerà quale modello le banche adotteranno infine su larga scala.