BIS Project Aurum Fase 2 punta alle zero-knowledge proof per la privacy nelle CBDC
Punti chiave
- •L'BIS Innovation Hub e la Hong Kong Monetary Authority hanno realizzato il prototipo della Fase 2 del Project Aurum, che utilizza crittografia e zero-knowledge proof per verificare i pagamenti senza rivelare i partecipanti né gli importi delle transazioni.
- •Secondo il suo progetto a due livelli, le banche commerciali verificherebbero le identità dei clienti e conserverebbero i dati, consegnando le informazioni personali alla banca centrale solo quando la legge lo richiede.
- •Il rapporto segna un cambio di tono rispetto al 2020, quando il direttore generale del BIS Agustín Carstens disse che una CBDC avrebbe dato all'emittente il controllo assoluto sulle regole e i regolamenti che ne disciplinano l'uso.
- •Uno studio di ricerca di Jeff Nijsse e Andrea Pinto su 20 progetti di CBDC ha rilevato che le funzionalità di privacy promesse nelle prime proposte vengono in genere ridimensionate al lancio, mentre le organizzazioni della società civile, tra cui Epicenter.works, hanno avvertito che le promesse legislative sull'euro digitale possono essere reinterpretate o violate.
- •Il prototipo non è stato rilasciato né utilizzato commercialmente, e il BIS riconosce che una privacy più forte può rendere le transazioni più lente, i pagamenti condizionati più difficili da realizzare e i portafogli smarriti difficili da recuperare.

La Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) ha pubblicato i risultati della seconda fase del Project Aurum, sostenendo che la privacy degli utenti in una valuta digitale di banca centrale dovrebbe fare affidamento su qualcosa di più della promessa della banca centrale di non guardare.
Cosa fa davvero il prototipo Aurum
Una valuta digitale di banca centrale (CBDC) è denaro digitale emesso direttamente dalla banca centrale di un paese, anziché un credito verso una banca commerciale. Secondo il rapporto del BIS, la Fase 2 del Project Aurum è un test in fase iniziale costruito sul precedente codice di Aurum. L'BIS Innovation Hub, che gestisce centri di ricerca tecnologica per le banche centrali di tutto il mondo, l'ha sviluppato insieme alla Hong Kong Monetary Authority e ad altre istituzioni. Il prototipo combina diversi strumenti per la privacy, tra cui la crittografia e le zero-knowledge proof — una tecnica crittografica utilizzata anche in alcune criptovalute — che consentono di verificare un pagamento senza rivelare i nomi legati alla transazione né l'importo coinvolto.
Secondo questo progetto, un schema comunemente descritto come modello a due livelli o intermediato, le persone si registrerebbero comunque tramite le loro banche abituali. Queste banche verificherebbero l'identità dei clienti e ne conserverebbero i dati, senza che la banca centrale abbia accesso a tali informazioni. I dati personali sare consegnati solo quando la legge lo richiede.
Si tratta di un cambiamento di tono notevole rispetto al 2020, quando il direttore generale del BIS Agustín Carstens disse che una valuta digitale di banca centrale (CBDC) avrebbe dato all'emittente il "controllo assoluto sulle regole e i regolamenti" che ne disciplinano l'uso. Carstens fece questa affermazione durante un panel del Fondo Monetario Internazionale (FMI), e in seguito i complottisti la struttarono.
Perché la privacy dovrebbe essere garantita
I risultati arrivano nel mezzo di un dibattito in corso sulla privacy delle valute digitali di banca centrale. Nell'agosto 2026, il membro del direttorio della Banca Centrale Europea (BCE) Piero Cipollone disse che il progetto di euro digitale avrebbe garantito il massimo livello di privacy tra le tecnologie attuali, insistendo sul fatto che l'Eurosistema non potrebbe strutturalmente collegare le persone alle loro transazioni. Nella precedente consultazione online della BCE sull'euro digitale, la privacy fu l'argomento più citato dai rispondenti.
Le organizzazioni della società civile, tra cui l'organizzazione austriaca per i diritti digitali Epicenter.works, hanno scritto una dichiarazione congiunta avvertendo che le promesse legislative sull'euro digitale possono essere reinterpretate o violate. Un studio di ricerca di Jeff Nijsse e Andrea Pinto, che ha esaminato 20 progetti di CBDC, ha rilevato che le funzionalità di privacy promesse nelle prime proposte vengono in genere ridimensionate al momento del lancio.
Il Project Aurum, tuttavia, non è ancora stato rilasciato né utilizzato commercialmente. Il rapporto del BIS riconosce anche i compromessi: una privacy più forte può rendere le transazioni più lente, rendere più difficile costruire funzionalità programmabili come i pagamenti condizionati e rendere difficile il recupero dei portafogli smarriti.