NotizieMacroLa BIS avverte: l’IA lascia alle banche pochi minuti per correggere le vulnerabilità

La BIS avverte: l’IA lascia alle banche pochi minuti per correggere le vulnerabilità

Autore: Decrypt·

Punti chiave

  • La BIS afferma che l’IA di frontiera può scoprire e sfruttare autonomamente le vulnerabilità, riducendo il tempo disponibile per la risposta delle banche.
  • Le linee guida del Regno Unito citate nel documento prevedono che i tempi di riparazione possano ridursi da settimane a giorni o persino ore.
  • BaFin e l’autorità monetaria di Hong Kong chiedono un patching più rapido e capacità più solide di risposta e recupero dopo le violazioni.
  • Le misure europee sulla resilienza informatica pongono l’accento sul mantenimento dei servizi finanziari essenziali durante gravi interruzioni operative.
  • Il documento considera l’incidente di Hugging Face un’evidenza preliminare del rischio reale, ma afferma che non rappresenta direttamente gli strumenti di IA disponibili al pubblico, poiché le misure di sicurezza erano state allentate e erano state fornite ingenti risorse computazionali.
La BIS avverte: l’IA lascia alle banche pochi minuti per correggere le vulnerabilità

L’intelligenza artificiale avanzata sta riducendo il tempo a disposizione delle banche per correggere le vulnerabilità software prima che gli attaccanti possano sfruttarle, secondo un nuovo documento della Bank for International Settlements (BIS).

Il documento del Financial Stability Institute, pubblicato mercoledì, si aggiunge ai recenti avvertimenti di sviluppatori di IA e autorità di regolamentazione finanziaria secondo cui modelli sempre più capaci stanno accelerando gli attacchi informatici. Il rapporto si concentra sulla capacità di risposta delle banche e sostiene che gli istituti debbano accelerare sia le riparazioni software sia le decisioni necessarie per autorizzarle.

“Il progresso più significativo apportato dall’IA di frontiera è la scoperta e lo sfruttamento autonomi delle vulnerabilità”, hanno scritto gli autori. Hanno avvertito che le valutazioni periodiche della sicurezza e il patching programmato stanno diventando insufficienti, poiché “la finestra tra la scoperta di una vulnerabilità e il suo sfruttamento si è ridotta da settimane a minuti”.

Il documento cita una revisione della U.K. Financial Conduct Authority, secondo cui la scoperta delle vulnerabilità sta superando la capacità delle aziende di rispondere. Fa inoltre riferimento alle linee guida dell’Institute of International Finance, che invitano le banche ad applicare le patch più rapidamente, anche al di fuori delle finestre di manutenzione programmate, e ad accettare maggiormente i periodi di inattività pianificati.

Secondo il documento, linee guida volontarie separate del Cross Market Operational Resilience Group del Regno Unito prevedono che i tempi di riparazione possano ridursi da settimane a giorni e, in alcuni casi, a ore.

Sebbene le tempistiche descritte nel rapporto siano volontarie, le autorità di regolamentazione stanno spingendo le banche a rispondere più rapidamente. La tedesca BaFin ha chiesto di accelerare il patching, mentre l’autorità monetaria di Hong Kong ha sollecitato il rafforzamento delle capacità di risposta e recupero dopo le violazioni. Per le banche, ciò pone la gestione delle vulnerabilità accanto a una più ampia pianificazione della resilienza operativa, comprese le decisioni su quando mettere offline i sistemi per completare le riparazioni e su come mantenere i servizi essenziali durante le interruzioni.

“Per esempio, la Hong Kong Monetary Authority ha incoraggiato gli istituti a integrare scenari informatici guidati dall’IA nei programmi di resilienza operativa e a potenziare le capacità di risposta e recupero dagli incidenti, riconoscendo che gli scenari di ‘violazione’ potrebbero diventare più probabili con la continua evoluzione del panorama delle minacce informatiche”, ha affermato il rapporto.

“Allo stesso modo, il programma della [European Central Bank] di stress test sulla resilienza informatica e l’attuazione del Digital Operational Resilience Act sottolineano la capacità degli istituti non solo di resistere agli attacchi informatici, ma anche di continuare a fornire servizi essenziali durante gravi interruzioni operative.”

L’avvertimento segue un appello di agosto per il rafforzamento delle difese informatiche, sostenuto da OpenAI, Anthropic e da oltre 100 altre organizzazioni. I firmatari hanno raccomandato controlli degli accessi più rigorosi, una maggiore condivisione delle informazioni sulle minacce e una supervisione più stretta degli agenti di IA.

Il documento della BIS esamina l’intrusione ai danni di Hugging Face che ha coinvolto modelli di OpenAI come evidenza preliminare del fatto che le capacità dimostrate nei test possono tradursi in attacchi contro sistemi reali. In seguito, OpenAI ha descritto il modo in cui i suoi agenti si sono coordinati durante l’operazione.

Gli autori hanno precisato che le normali misure di sicurezza erano state allentate e che erano state messe a disposizione notevoli risorse computazionali; di conseguenza, l’incidente non rappresenta direttamente i rischi posti dagli strumenti di IA disponibili al pubblico.

“L’incidente di OpenAI non indica che i modelli di IA di frontiera possano sviluppare autonomamente obiettivi malevoli. Tuttavia, possono perseguire un compito definito in modo restrittivo con conseguenze indesiderate e dannose”, hanno scritto gli autori. “L’importanza di questo sviluppo per la resilienza informatica risiede nella combinazione di un modello capace con un sistema software circostante che gli consenta di pianificare, utilizzare strumenti e agire autonomamente.”