NotizieAzioniBiochar Industrial Group raccoglie 1,5 milioni di dollari per trasformare gli scarti agricoli africani in ricavi dal carbonio

Biochar Industrial Group raccoglie 1,5 milioni di dollari per trasformare gli scarti agricoli africani in ricavi dal carbonio

Autore: TechNext24·

Punti chiave

  • Biochar Industrial Group ha raccolto 1,5 milioni di dollari in un round pre-seed guidato da BREEGA, con il sostegno di The Catalyst Fund e contributi non diluitivi della Mulago Foundation, per espandere il suo modello Biochar-as-a-Service nell'Africa subsahariana.
  • L'azienda installa attrezzature di pirolisi direttamente all'interno degli stabilimenti di trasformazione alimentare, riscaldando scarti di biomassa come gusci di noci, pannocchie di mais, bucce e steli a oltre 600°C in condizioni di basso ossigeno produrre biochar che può rimanere nel suolo da centinaia a migliaia di anni.
  • Il processo di BIG genera due fonti di ricavo: biochar utilizzato come migliorante del suolo in agricoltura e crediti di rimozione del carbonio acquistati dalle aziende per compensare le proprie emissioni.
  • Le prove sul campo controllate dell'azienda hanno mostrato aumenti delle rese agricole fino al 50%, anche se questi risultati non sono ancora stati validati su colture diverse e in condizioni reali di crescita.
  • I fondatori Ikenna Nzewi, Uzoma Ayogu e Isaiah Udotong hanno lavorato insieme in precedenza in Releaf, un'azienda di trasformazione agricola sostenuta da Y Combinator, portando quasi un decennio di esperienza nella gestione di fabbriche, progettazione di attrezzature e catene di fornitura agricole.
Biochar Industrial Group raccoglie 1,5 milioni di dollari per trasformare gli scarti agricoli africani in ricavi dal carbonio

Biochar Industrial Group (BIG), un'azienda cleantech che converte gli scarti agricoli delle fabbriche di trasformazione alimentare in biochar e crediti di rimozione del carbonio, ha raccolto 1,5 milioni di dollari in un round pre-seed per espandere il suo modello Biochar-as-a-Service nell'Africa subsahariana.

Il round è stato guidato da BREEGA, con il sostegno di The Catalyst Fund e di contributi non diluitivi della Mulago Foundation. Secondo l'azienda, il capitale sarà utilizzato per rafforzare le partnership con le imprese di trasformazione alimentare e per schierare un numero maggiore delle sue tecnologie di pirolisi nella regione — tappe fondamentali che mostreranno con quale rapidità il modello Biochar-as-a-Service passa dal finanziamento iniziale all'operatività su scala.

Dagli scarti di fabbrica ai ricavi dal carbonio

La trasformazione alimentare genera grandi volumi di scarti di biomassa, tra cui gusci di noci, pannocchie di mais, bucce e steli. Invece di lasciare che questo materiale marcisca o pagare per smaltirlo, BIG installa direttamente presso le fabbriche attrezzature per la pirolisi.

La pirolisi riscalda i materiali organici a oltre 600°C in un ambiente con pochissimo ossigeno. Poiché il materiale non viene bruciato all'aria aperta, il carbonio che contiene resta in forma solida e durevole, nota come biochar, che può rimanere nel suolo per centinaia o persino migliaia di anni. Questa durabilità sostiene il lato crediti di carbonio dell'attività, poiché gli acquirenti pagano in definitiva affinché il carbonio rimanga immobilizzato su lunghi periodi.

Il processo produce due output di valore. Il primo è il biochar stesso, riutilizzabile in agricoltura come migliorante del suolo. Il secondo sono i crediti di rimozione del carbonio — certificati che le aziende acquistano per compensare le proprie emissioni. In un contesto di crescente attenzione alla sostenibilità, questi crediti rappresentano sia un beneficio ambientale sia una nuova fonte di reddito per le fabbriche alimentari.

Risultati delle prove sul campo

BIG afferma che il suo biochar può portare a miglioramenti significativi delle rese agricole, segnalando aumenti fino al 50% in prove sul campo controllate. L'azienda presenta i dati come prova del valore agricolo del prodotto, anche se i risultati provengono da test specifici e non da pratiche agricole diffuse. Il modo in cui questi guagni si confermeranno su colture diverse e in condizioni reali di crescita è destinato a influenzare l'ampiezza dell'adozione della tecnologia da parte dei trasformatori man mano che gli impianti si espandono.

Un modello decentralizzato

Un vantaggio chiave dell'approccio di BIG è la decentralizzazione. Invece di costruire grandi strutture che richiedono il trasporto di ingenti scarti agricoli su lunghe distanze, l'azienda colloca le sue unità di pirolisi all'interno degli stabilimenti di trasformazione alimentare. L'installazione in loco consente alle fabbriche di evitare i costi di spostamento degli scarti verso centri di lavorazione lontani. Questo riduce i costi logistici e permette agli stabilimenti di beneficiare direttamente del processo, trasformando gli scarti in una potenziale fonte di guadagno.

La proposta alle agroindustrie è chiara: anziché limitarsi ad adottare tecnologie ecocompatibili, le fabbriche possono convertire materiale un tempo considerato inutile in una fonte di reddito. Affrontando al contempo lo smaltimento degli scarti e la generazione di ricavi, BIG punta a un problema significativo della produzione alimentare.

Il team fondatore

BIG, che illustra il suo modello Biochar-as-a-Service sul sito ufficiale, è stata fondata da Ikenna Nzewi, Uzoma Ayogu e Isaiah Udotong, che in precedenza hanno lavorato insieme in Releaf Earth, un'azienda di trasformazione agricola sostenuta da Y Combinator. La loro esperienza nel settore agricolo copre quasi un decennio e comprende la gestione di quattro fabbriche, la progettazione di attrezzature per la trasformazione alimentare e la gestione di catene di fornitura che coinvolgono migliaia di piccoli agricoltori. Il trio applica ora quel background operativo alla rimozione del carbonio.

"L'Africa ha vantaggi naturali per guidare la rimozione del carbonio basata sulla biomassa più scalabile ed economicamente vantaggiosa al mondo", ha dichiarato Ikenna Nzewi, CEO di BIG. Secondo lui, il continente è in una posizione unica per sfruttare la biomassa per la cattura del carbonio in un modo che altre regioni non possono eguagliare.

Un mercato della rimozione del carbonio in crescita

BIG entra in un mercato della rimozione del carbonio che sta guadagnando terreno tra le aziende in cerca di soluzioni per assorbire il carbonio dall'atmosfera, anziché concentrarsi solo sulla riduzione delle emissioni future. Per i trasformatori alimentari africani, l'azienda offre una proposta più concreta: prendere scarti che spesso sono un onere finanziario e trasformarli in un prodotto di valore, generando sia benefici climatici sia un nuovo flusso di ricavi.

In sostanza, BIG sta convertendo una sfida ambientale in un'opportunità di crescita aziendale e di azione per il clima allo stesso tempo.

Fonte: TechNext24