L'AD di BHP ridimensiona le voci sull'uranio di NexGen e mantiene il focus sui quattro pilastri di materie prime
Punti chiave
- •Craig non ha voluto confermare le speculazioni secondo cui BHP starebbe esplorando un investimento nel progetto uranifero canadese di NexGen Energy.
- •L'esposizione di BHP all'uranio deriva in gran parte da Olympic Dam, dove l'azienda produce circa il 5% della fornitura mondiale di uranio come sottoprodotto.
- •Il focus strategico immediato dell'azienda rimangono i progetti di crescita del rame nell'Australia Meridionale, in Argentina e in Cile.
- •Craig ha dichiarato che BHP riesaminerà l'espansione nell'uranio solo dopo che gli attuali investimenti nel rame saranno ulteriormente progrediti.
- •BHP continua a impostare la propria strategia su quattro materie prime fondamentali: rame, minerale di ferro, potassio e carbone.

L'amministratore delegato di BHP, Brandon Craig, ha declinato di confermare le speculazioni di mercato secondo cui l'azienda sarebbe in trattative per investire nel progetto uranifero di NexGen Energy nel Saskatchewan settentrionale, in Canada, dichiarando agli analisti, durante la conference call sui risultati fiscali 2026 del gruppo, che il focus di BHP rimane saldamente sulle attività esistenti e sulle quattro materie prime fondamentali. NexGen aveva in precedenza suggerito che BHP potrebbe stare valutando una partecipazione nel suo progetto uranifero canadese — la proposta miniera Rook I incentrata sul giacimento Arrow nel bacino di Athabasca, uno dei più grandi giacimenti di uranio non ancora sfruttati al mondo — ed è proprio questo che ha suscitato la domanda durante la call.
L'uranio come sottoprodotto
Craig ha dichiarato che l'uranio è attualmente presente nel portafoglio di BHP principalmente come sottoprodotto della miniera di Olympic Dam, nell'Australia Meridionale, un'operazione attraverso la quale l'azienda detiene all'incirca il 5% della quota di mercato globale dell'uranio. Olympic Dam è uno dei più grandi corpi minerari uraniferi noti al mondo ed è gestita principalmente come miniera di rame che produce anche oro e argento: è per questo che l'uranio non è uno dei quattro pilastri di BHP; entra nel portafoglio attraverso il corpo minerario di Olympic Dam anziché tramite operazioni dedicate all'uranio. Ha affermato che la priorità di BHP in questa fase è gestire efficacemente le attività esistenti, con particolare attenzione alla pipeline di crescita del rame tra Australia Meridionale, Argentina e Cile. Ha ribadito che BHP tornerà a valutare l'espansione del business dell'uranio solo una volta che gli attuali investimenti nel rame saranno finalizzati e tale pipeline di crescita sarà più avanzata.
Una piattaforma di crescita organica
Queste dichiarazioni riprendono l'indirizzo strategico che Craig aveva delineato quando ha assunto la carica di amministratore delegato a luglio, subentrando a Mike Henry. All'epoca aveva illustrato un focus sulla crescita organica dei quattro pilastri consolidati di BHP — rame, minerale di ferro, potassio e carbone — anziché perseguire acquisizioni al di fuori di tale perimetro, e l'impostazione dei quattro pilastri è stata da allora una costante del suo messaggio. Ha ribadito questa posizione durante la conference call sui risultati. Il pilastro del potassio offre già a BHP una presenza sostanziale nel Saskatchewan grazie al progetto Jansen, quindi un investimento in NexGen consoliderebbe una presenza canadese esistente anziché crearne una nuova, anche se l'uranio in sé rappresenterebbe una nuova materia prima per l'azienda.
Riguardo alle specifiche speculazioni su NexGen, Craig ha dichiarato che BHP non commenterà le voci di mercato relative all'esplorazione di altri progetti uraniferi in Canada, confermando al contempo che l'azienda continuerà a studiare potenziali opportunità in altre materie prime in modo più ampio. Ha aggiunto che BHP rimane soddisfatta delle attuali quattro categorie di materie prime fondamentali, suggerendo che un'eventuale espansione nell'uranio — in Canada o altrove — resta una considerazione di più lungo periodo anziché una priorità immediata accanto all'attivo programma di crescita del rame dell'azienda.
Cosa segnala la risposta
La risposta di Craig è degna di nota per ciò che non fa — smentire nettamente le speculazioni su NexGen — più che per qualsiasi nuovo segnale strategico. Invece di emettere una smentita, lascia aperta la porta a un'eventuale espansione nell'uranio senza impegnare capitale o attenzione a discapito del rame nel breve periodo.
Questa sequenza è rilevante alla luce della priorità dichiarata di BHP per i progetti di crescita del rame in Sud America e nell'Australia Meridionale, l'area che Craig ha ripetutamente indicato come centrale per la sua strategia da quando è diventato amministratore delegato. Con BHP che detiene già all'incirca il 5% della fornitura mondiale di uranio come sottoprodotto di Olympic Dam, qualsiasi investimento canadese nell'uranio rappresenterebbe una vera e propria espansione strategica anziché un'acquisizione complementare. È probabilmente questa distinzione il motivo per cui Craig tratta l'idea come una considerazione di fase successiva, subordinata al completo svolgimento dell'attuale ciclo di investimenti nel rame.
Il contesto spiega perché la questione continui a emergere. L'uranio è tornato nel mainstream delle politiche energetiche: più di 20 paesi si sono impegnati al vertice climatico COP28 a lavorare per triplicare la capacità nucleare mondiale entro il 2050, diverse grandi aziende tecnologiche hanno firmato accordi per acquistare energia nucleare per i data center e il bacino di Athabasca, in Saskatchewan — sede del giacimento Arrow di NexGen e delle miniere ad alto tenore del consolidato produttore uranifero canadese Cameco — resta uno dei distretti uraniferi più osservati al mondo. Niente di tutto ciò cambia la sequenza dichiarata da BHP, ma evidenzia il motivo per cui una mossa di uno dei più grandi gruppi minerari al mondo verso la produzione dedicata di uranio attirerebbe un'attenzione straordinaria ogni volta che dovesse concretizzarsi.
Data l'assenza di qualsiasi impegno fermo in una direzione o nell'altra, la reazione del mercato sarà probabilmente limitata, anche se queste dichiarazioni manterranno vive le speculazioni legate a NexGen finché i progetti di rame di BHP non raggiungeranno una fase di sviluppo più definita. Per ora, il capitale e l'attenzione manageriale dell'azienda rimangono indirizzati al programma di crescita del rame nell'Australia Meridionale e in Sud America. In sintesi: BHP non esclude una spinta più forte sull'uranio, ma Craig ha reso chiaro che il rame viene prima e che eventuali ambizioni canadesi dovranno aspettare il proprio turno.
Fonte: ForexLive