Bessent sollecita il G20 ad affrontare l'attivo commerciale cinese da 1,2 mila di miliardi di dollari
Punti chiave
- •Il segretario al Tesoro Scott Bessent esorterà i ministri delle finanze del G20 a rivedere i propri termini commerciali con la Cina, definendo inaccettabile il suo attivo commerciale globale di circa 1,2 mila di miliardi di dollari.
- •L'attivo commerciale cinese ha raggiunto il record di 1.189 miliardi di dollari nel 2025 e il FMI stima che lo yuan resti sottovalutato di circa il 21%.
- •Bessent ha confermato che Stati Uniti e Cina proseguiranno le riduzioni tariffarie su 30 miliardi di dollari ciascuno di beni non strategici, segno che la de-escalation bilaterale resta intatta.
- •Bessent si attende discussioni approfondite con la Cina sull'intelligenza artificiale, in particolare per evitare che modelli di IA potenti raggiungano attori non statali.
- •Resta incerto se Bessent incontrerà il vicepremier cinese He Lifeng prima di un vertice Trump-Xi previsto indicativamente per il 24 settembre.

Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha dichiarato che il mondo non può accettare che la Cina mantenga un attivo commerciale globale sostenuto di 1,2 mila di miliardi di dollari, dichiarando a Reuters che questa settimana spingerà i ministri delle finanze del G20 a rivedere i propri termini commerciali con Pechino nell'ambito di uno sforzo più ampio per ridurre gli squilibri globali.
Bessent ha sostenuto che barriere commerciali più solide contro i beni cinesi offrirebbero a Pechino un incentivo più chiaro a spostare la propria economia dal dipendere dalle esportazioni verso i consumi interni. Il suo inquadrare l'attivo come inaccettabile in un vertice G20 che egli stesso sta cercando di rimodellare segnala che Washington intende usare il forum per costruire una pressione multilaterale su Pechino anziché affidarsi esclusivamente ai dazi bilaterali — una posizione che potrebbe destabilizzare valute e borse delle economie asiatiche orientate all'esportazione se altri membri del G20 mostrassero qualche apertura a barriere commerciali coordinate.
L'iniziativa rilancia un tema di lungo corso nella diplomazia del G20: i ministri delle finanze del forum dibattono gli squilibri globali dai primi vertici dei leader del gruppo nel 2008-2009, quando l'azione coordinata sulle distorsioni commerciali e valutarie fu centrale nella risposta alla crisi finanziaria, sebbene l'applicazione degli impegni sugli squilibri sia storicamente rimasta debole.
Le dichiarazioni arrivano mentre Bessent ospita i ministri delle finanze del G20 ad Asheville, nella Carolina del Nord, nel tentativo di rilanciare la leadership americana del forum, dal quale gli Stati Uniti si erano in larga parte ritirati durante la presidenza sudafricana dell'anno scorso. L'attivo commerciale cinese ha toccato il record di 1.189 miliardi di dollari nel 2025 e il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che lo yuan resti sottovalutato di circa il 21 per cento, anche se Pechino ha mostrato scarso interesse a ridurre i sussidi industriali o a riequilibrarsi verso la domanda interna, secondo quanto riportato da Reuters sul più ampio ordine del giorno di Bessent al G20.
Nonostante la retorica più dura sull'attivo, Bessent ha detto che il rapporto commerciale diretto tra Stati Uniti e Cina sta migliorando e ha confermato che entrambe le parti continueranno ad avanzare nelle riduzioni tariffarie su 30 miliardi di dollari ciascuna di beni non strategici. Tale conferma suggerisce che i due Paesi non stanno facendo marcia indietro sulla più limitata de-escalation raggiunta quest'anno e che Washington non sta abbandonando quel binario insieme alla spinta per una più ampia pressione multilaterale — un fattore che potrebbe limitare il ribasso per i mercati che scontano un percorso stabile in vista del vertice Trump-Xi atteso intorno al 24 settembre.
Bessent ha inoltre detto di attendersi discussioni approfondite con la Cina sull'intelligenza artificiale, in particolare su come evitare che modelli di IA potenti finiscano nelle mani di attori non statali. Queste affermazioni aggiungono una dimensione di sicurezza ai colloqui economici che potrebbe influire su quanto rigorosi saranno i futuri controlli all'esportazione su chip e tecnologie avanzate.
Sul fronte dei programmi, Bessent ha detto che resta incerto se incontrerà di persona il vicepremier cinese He Lifeng prima del prossimo vertice Trump-Xi, che il presidente americano ha indicato in via preliminare intorno al 24 settembre, in coincidenza con l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Quell'incontro seguirebbe il vertice di tre giorni dei due leader a Pechino in maggio, che ha prodotto un quadro di cooperazione economica ma non un accordo commerciale complessivo. L'incertezza su un incontro pre-vertice lascia aperta la questione di quanta preparazione verrà gettata in anticipo, un fattore che probabilmente manterrà lo yuan e le borse cinesi sensibili a qualsiasi nuova notizia da Asheville questa settimana.
Il vertice del G20 dovrebbe inoltre affrontare il crescente livello del debito americano, ora superiore a 40 mila miliardi di dollari, e le pressioni sui Paesi per interrompere i rapporti commerciali con l'Iran. In quel contesto, l'approccio di Bessent all'attivo cinese sarà probabilmente letto come un tassello di un tentativo più ampio di riaffermare l'influenza americana sull'ordine del giorno del gruppo in vista della stagione dei vertici autunnali.
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