NotizieMacroLa Banca del Giappone segnala vigilanza sul debole yen e mantiene aperta la strada a rialzi dei tassi

La Banca del Giappone segnala vigilanza sul debole yen e mantiene aperta la strada a rialzi dei tassi

Autore: Economic Times Markets·

Punti chiave

  • La Banca del Giappone ha mantenuto il tasso di interesse policy a breve termine allo 0,75%, segnalando che i movimenti valutari stanno svolgendo un ruolo crescente nel plasmare le dinamiche dei prezzi interni.
  • Il governatore Kazuo Ueda ha sottolineato che la debolezza persistente dello yen sta aumentando i costi di importazione di energia e alimentari, con effetti sull'inflazione dei consumi e sulle decisioni di politica monetaria.
  • La BOJ ha posto fine alla propria politica dei tassi di interesse negativi nel marzo 2024 e da allora sta normalizzando gradualmente la politica monetaria dopo decenni di lotta alla deflazione.
  • Le autorità giapponesi sono intervenute direttamente sui mercati valutari durante precedenti episodi di netto declino dello yen nel 2022 e nel 2024, strumento che rimane disponibile se necessario.
  • L'ampio divario dei tassi di interesse tra il Giappone ed economie come gli Stati Uniti continua a ridurre l'attrattiva dello yen per gli investitori, mantenendo una pressione al ribasso sulla valuta.
La Banca del Giappone segnala vigilanza sul debole yen e mantiene aperta la strada a rialzi dei tassi

La Banca del Giappone (BOJ) sta monitorando attentamente la debolezza persistente dello yen giapponese, con il governatore Kazuo Ueda che ne sottolinea il crescente impatto sui costi di importazione e sulle dinamiche inflazionistiche. La banca centrale mantiene il tasso di interesse policy a breve termine allo 0,75%, segnalando al contempo che i movimenti valutari stanno plasmando in misura sempre maggiore le dinamiche dei prezzi interni.

Le dichiarazioni del governatore Ueda evidenziano la maggiore consapevolezza della BOJ riguardo alla svalutazione dello yen e alla sua trasmissione nell'economia più ampia. Un yen più debole aumenta il costo dei beni importati, in particolare dell'energia e degli alimentari, fattori che possono alimentare l'inflazione dei consumi e complicare le valutazioni di politica monetaria della banca centrale. Per il Giappone, che importa la maggior parte del proprio fabbisogno energetico, la svalutazione della valuta ha implicazioni dirette sui costi di vita delle famiglie e sui prezzi dei fattori produttivi aziendali.

I responsabili politici giapponesi si trovano ora di fronte alla duplice sfida di sostenere la ripresa economica del paese e, al contempo, difendersi dalle pressioni inflazionistiche intensificate dal protratto declino dello yen. Questo equilibrio è reso ancora più complesso dalle persistenti incertezze globali, tra cui la mutata dinamica commerciale e la crescita disomogenea tra le principali economie. L'attuale contesto di politica monetaria rappresenta un cambiamento significativo per il Giappone, che ha trascorso decenni a combattere la deflazione prima che la BOJ ponesse fine alla propria politica dei tassi di interesse negativi nel marzo 2024 e avviasse un percorso graduale di normalizzazione.

Il riconoscimento da parte della BOJ che le fluttuazioni valutarie stanno esercitando una maggiore influenza sull'inflazione suggerisce che gli sviluppi dei tassi di cambio rimarranno una variabile chiave nelle decisioni di politica monetaria della banca centrale. Mantenendo aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi, la BOJ conserva la flessibilità necessaria per rispondere qualora le pressioni inflazionistiche guidate dallo yen dovessero intensificarsi. Le autorità giapponesi sono inoltre intervenute direttamente sui mercati valutari durante precedenti episodi di netto declino dello yen, nel 2022 e nel 2024, strumento che rimane disponibile in caso di ricorrenza di volatilità disordinata.

La debolezza dello yen è un tema ricorrente nei mercati valutari globali, con la valuta sotto pressione rispetto alle principali controparti, incluso il dollaro statunitense. La posizione di politica monetaria della BOJ contrasta con quella di altre banche centrali maggiori, alcune delle quali hanno attenuato la propria politica monetaria, divergenza che ha contribuito alla svalutazione dello yen. L'ampio divario dei tassi di interesse tra il Giappone ed economie come gli Stati Uniti continua a ridurre l'attrattiva dello yen per gli investitori in cerca di rendimento, mantenendo una pressione al ribasso sulla valuta anche mentre la BOJ procede con i rialzi dei tassi.

Fonte: Economic Times Markets