La Banca del Giappone mantiene i tassi all’1% mentre lo yen oscilla dopo il presunto intervento
Punti chiave
- •La Banca del Giappone ha votato 8-1 per mantenere invariato il tasso di riferimento all’1%, con il membro del board Hajime Takata contrario e favorevole a un rialzo all’1,25%.
- •La BOJ ha avvertito che l’inflazione di fondo potrebbe salire sensibilmente sopra il suo obiettivo del 2% da settembre a marzo, spinta dal trasferimento degli aumenti salariali sui prezzi al consumo e dai maggiori costi energetici.
- •Il Giappone avrebbe intervento nei mercati valutari con il sostegno delle autorità statunitensi dopo che lo yen si è indebolito vicino a 163 per dollaro, in un raro caso di intervento coordinato che ha coinciso anche con l’azione della Corea del Sud a sostegno del won.
- •Il Giappone resta l’unica grande banca centrale su un percorso di inasprimento mentre Federal Reserve e Bank of England hanno messo in pausa, ampliando i differenziali dei tassi che hanno messo sotto pressione lo yen.
- •I mercati si aspettano che la BOJ possa alzare i tassi all’1,25% già a settembre o ottobre, mentre il governatore Kazuo Ueda ha indicato che i rischi inflazionistici sono orientati al rialzo.

La Banca del Giappone ha mantenuto invariato il proprio tasso di riferimento all’1% venerdì, avvertendo al tempo stesso che l’inflazione core potrebbe salire nettamente al di sopra del suo obiettivo del 2% a partire da settembre. La decisione lascia il Giappone come l’unica grande banca centrale ancora su una traiettoria di inasprimento, mentre la Federal Reserve statunitense e la Bank of England hanno messo in pausa, ampliando il divario dei tassi d’interesse che ha pesato sullo yen per mesi.
La BOJ mantiene i tassi in una decisione divisa
La banca centrale ha votato 8-1 per mantenere i tassi fermi, proseguendo il proprio approccio prudente dopo i precedenti rialzi. Il membro del board Hajime Takata ha espresso dissenso e ha proposto di aumentare il tasso di riferimento all’1,25%.
La decisione è arrivata mentre i rischi inflazionistici restavano attivi in tutta l’economia giapponese. La BOJ ha affermato che gli aumenti salariali si stanno trasferendo sui prezzi di vendita, mentre i costi del greggio e la debolezza dello yen continuano ad aggiungere pressione. Il trasferimento dai salari ai prezzi rappresenta uno sviluppo significativo per un’economia in cui decenni di deflazione hanno compresso il potere di निर्धinare i prezzi, ed è centrale nella tesi della BOJ secondo cui l’inflazione possa raggiungere in modo sostenibile l’obiettivo.
L’inflazione core del Giappone si è attestata all’1,6% a luglio ed è rimasta sotto il 2% per gran parte del 2026. Tuttavia, la banca centrale ha avvertito che l’inflazione di fondo potrebbe spostarsi “clearly above” il 2% dalla seconda metà dell’anno fiscale.
Quel periodo va da settembre a marzo. La BOJ ha affermato che l’inflazione potrebbe successivamente tornare verso il 2% se i prezzi del greggio dovessero diminuire.
La banca centrale ha inoltre dichiarato che le condizioni finanziarie restano accomodanti. Alla luce di questo contesto, i funzionari hanno affermato che continueranno ad aumentare i tassi se l’inflazione di fondo continuerà ad avvicinarsi all’obiettivo di prezzo. Il Giappone è uscito solo di recente da anni di politica monetaria ultra-accomodante e, anche all’1%, il suo tasso di riferimento resta ben al di sotto di quelli fissati da Fed e BOE.
La volatilità dello yen segue il presunto intervento
Lo yen ha oscillato bruscamente dopo che il Giappone avrebbe presumibilmente intervenuto per sostenere la valuta. Il movimento è arrivato dopo che lo yen si era indebolito vicino a 163 per dollaro prima di rimbalzare verso 157,96.
In seguito la valuta ha ceduto parte di quei guadagni. Ha scambiato vicino a 159,90 per dollaro dopo essersi temporaneamente rafforzata negli scambi di Londra.
Il Ministero delle Finanze giapponese resta preoccupato per l’eccessiva debolezza dello yen. Lo stratega di State Street Masahiko Loo ha dichiarato: “The line in the sand is probably better viewed as a zone around 162-165 rather than a specific level.”
“The line in the sand is probably better viewed as a zone around 162-165 rather than a specific level.”
La presunta operazione di acquisto di yen è seguita a un periodo di forti posizioni ribassiste contro la valuta. Dati recenti mostravano posizioni nette corte sullo yen vicine al livello più alto degli ultimi due anni.
Il Giappone ha inoltre ricevuto sostegno dalle autorità statunitensi durante il movimento valutario. I principali funzionari del forex hanno affermato che il sostegno andava oltre il semplice supporto psicologico.
Anche la Corea del Sud avrebbe effettuato interventi di vendita di dollari per sostenere il won. Il movimento ha mostrato che la debolezza valutaria è diventata una questione più ampia in tutta l’Asia.
I mercati osservano inflazione e futuri rialzi dei tassi
La decisione della BOJ è arrivata dopo una serie di riunioni delle banche centrali globali. Anche la Federal Reserve statunitense e la Bank of England hanno mantenuto invariati i tassi questa settimana.
I mercati ora si aspettano che la BOJ possa alzare nuovamente i tassi prima di fine anno. Molti analisti ritengono possibile un aumento all’1,25%, con settembre o ottobre ora sotto osservazione più attenta.
Il governatore della BOJ Kazuo Ueda ha affermato che molte previsioni sull’inflazione dei membri del board restano elevate. Ha inoltre detto che i rischi sono orientati al rialzo, mantenendo l’attenzione sulla prossima riunione di politica monetaria.
Wataru Aso di RBC BlueBay Asset Management ha affermato che i mercati si concentreranno sulla comunicazione di Ueda dopo la decisione. Ha detto: “The more important question is whether Governor Ueda and the BOJ signal an acceleration in the pace of future hikes.”
“The more important question is whether Governor Ueda and the BOJ signal an acceleration in the pace of future hikes.”
L’indice del dollaro è rimasto sotto pressione questa settimana mentre i trader rivalutavano le aspettative sui tassi globali. La reazione dello yen ha inoltre mostrato che i mercati restano sensibili sia agli interventi sia alle indicazioni della BOJ.
L’economista Peter Schiff ha criticato la decisione di mantenere i tassi all’1%. Ha affermato che la mossa potrebbe portare a “a weaker yen, rising inflation, and higher long-term interest rates.”
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