Calendario economico dell’Asia per il 26 agosto 2026: sotto i riflettori i dati CPI di luglio dell’Australia
Punti chiave
- •Il CPI mensile di luglio dell’Australia è atteso alle 11:30 ora di Sydney il 26 agosto 2026, con inflazione headline prevista in rallentamento al 3,2-3,3 per cento e media troncata vicina al 3,5 per cento.
- •Entrambe le letture previste resterebbero sopra il limite superiore del target d’inflazione del 2-3 per cento della Reserve Bank of Australia, il parametro su cui viene fissato il cash rate.
- •Il Monthly CPI completo è stato lanciato il 26 novembre 2025 e ha sostituito formalmente la serie trimestrale, ponendo fine al ruolo secolare della pubblicazione trimestrale come riferimento principale dell’inflazione australiana per la politica monetaria.
- •Da aprile 2024, l’Australian Bureau of Statistics ha ampliato la raccolta mensile dei prezzi a una gamma più ampia di beni e servizi, aggiungendo i dati scanner dei supermercati e un dataset sugli affitti che copre circa 480.000 immobili.
- •Il passaggio ha allineato l’Australia a tutte le altre economie del G20 nella pubblicazione mensile dell’inflazione, mentre la media troncata, che esclude gli aumenti e i cali di prezzo più ampi, resta la misura preferita di inflazione della RBA.

Prima di passare all’agenda dei dati, un elemento da segnalare: sui media russi stanno circolando notizie di un possibile accordo Iran-USA (voci di un report dei media russi su un accordo Iran-USA).
Tornando al calendario, il principale focus in Asia il 26 agosto 2026 è il CPI mensile di luglio dell’Australia, in uscita alle 11:30 ora di Sydney. In passato i dati mensili sul CPI erano nettamente meno importanti rispetto alle rilevazioni trimestrali, ma non è più così. Un’anteprima separata della pubblicazione è disponibile qui: Preview - Australia's July CPI set to ease to 3.2-3.3pct as trimmed mean holds near 3.5pct. Come indicato in quell’anteprima, le attese sono per un rallentamento dell’inflazione headline al 3,2-3,3 per cento, con la media troncata vicina al 3,5 per cento — livelli che sarebbero superiori al limite superiore del target d’inflazione del 2-3 per cento della Reserve Bank of Australia, il parametro su cui viene fissato il cash rate.
Come contesto:
Il passaggio dell’Australia a un Consumer Price Index mensile come principale misura dell’inflazione nazionale rappresenta il cambiamento più significativo delle statistiche sui prezzi del Paese da decenni, ponendo fine al ruolo secolare della pubblicazione trimestrale come riferimento principale per la politica monetaria.
La transizione risale a settembre 2022, quando l’Australian Bureau of Statistics (ABS) introdusse un indicatore mensile del CPI per offrire a decisori politici e mercati una lettura più tempestiva dell’inflazione tra una pubblicazione trimestrale e l’altra. Quel primo indicatore si basava sulle metodologie di raccolta dati già esistenti e aggiornava ogni mese i prezzi di circa due terzi del paniere del CPI, usando dati che l’ABS raccoglieva già per la serie trimestrale. All’epoca, sia l’ABS sia la Reserve Bank of Australia (RBA) segnalarono che il CPI trimestrale sarebbe probabilmente rimasto la misura principale per il prevedibile futuro, dato che ampie parti del paniere — in particolare i beni durevoli per i consumatori e molti prezzi amministrati — venivano rilevate solo una volta a trimestre.
La situazione è cambiata con l’investimento dell’ABS in una raccolta mensile dei prezzi più ampia. Da aprile 2024, l’ufficio ha iniziato a raccogliere dati mensili su una gamma molto più vasta di beni e servizi, insieme a nuove fonti come i dati scanner dei supermercati e a un dataset sugli affitti notevolmente ampliato, che copre circa 480.000 immobili e viene compilato mensilmente anziché tramite sondaggi trimestrali presso gli agenti. Questi miglioramenti hanno permesso all’ABS di costruire una serie mensile realmente completa, invece dell’indicatore a copertura parziale esistente dal 2022.
La pubblicazione trimestrale finale del CPI come principale misura dell’inflazione australiana è arrivata nell’ottobre 2025, insieme all’ultima pubblicazione dell’indicatore mensile intermedio. Il Monthly CPI completo è quindi stato lanciato il 26 novembre 2025, riferito al mese di ottobre 2025, sostituendo formalmente la serie trimestrale come riferimento del target d’inflazione della Reserve Bank. La RBA ha accolto favorevolmente il cambiamento, osservando che la nuova serie avrebbe fornito informazioni più tempestive e complete sui prezzi al consumo, anche se le letture mensili dovessero rivelarsi più volatili rispetto alle più smussate rilevazioni trimestrali sostituite.
La scelta ha inoltre allineato l’Australia alla prassi internazionale, portandola in linea con tutte le altre economie del G20 nella pubblicazione mensile dei dati sull’inflazione anziché trimestrale. Per trader e analisti, il passaggio significa che il dato sul CPI — ora previsto il quarto mercoledì della maggior parte dei mesi, insieme a previsioni e posizionamento di mercato — ha il peso che in precedenza era riservato alla pubblicazione trimestrale, mentre la media troncata sottostante resta la misura d’inflazione preferita dalla RBA, una volta esclusi gli elementi più volatili.