L'Australia presenta un disegno di legge per adottare il quadro OECD di reporting fiscale sulle cripto
Punti chiave
- •La bozza del Treasury Laws Amendment Bill 2026 australiano sottoporrebbe le transazioni in cripto che coinvolgono i fornitori di servizi nel mercato australiano allo scambio automatico transfrontaliero di informazioni fiscali, analogamente a quanto avviene per i dati finanziari tradizionali ai sensi dello Standard di rendicontazione comune.
- •Il disegno di legge è aperto alla consultazione pubblica fino al 28 ottobre, e le parti interessate sono state invitate a presentare osservazioni sulla proposta prima di tale scadenza.
- •La legislazione implementerebbe il Crypto-Asset Reporting Framework dell'OCSE nella legge australiana, creando inoltre un regime nazionale di reporting sulle cripto.
- •L'Australia è tra le 77 giurisdizioni impegnate nell'adozione del CARF, con i primi scambi internazionali di dati fiscali sulle cripto attesi nel 2028.
- •Il regime di reporting bozza procede di pari passo con le normative separate australiane sulle piattaforme cripto, la cui introduzione è prevista dal 2027, offrendo ai fornitori di servizi un calendario normativo scaglionato.

L'Australia ha presentato una bozza di legge che consentirebbe lo scambio automatico di informazioni fiscali sulle cripto tra paesi, compiendo un passo decisivo verso l'implementazione di uno standard internazionale sviluppato per contrastare l'evasione fiscale. Se approvato, il disegno di legge sottoporrebbe le transazioni in cripto che coinvolgono i fornitori di servizi nel mercato australiano agli accordi di scambio automatico transfrontaliero già utilizzati per i dati finanziari tradizionali ai sensi dello Standard di rendicontazione comune (CRS).
La bozza di legge, Treasury Laws Amendment Bill 2026: Tax information reporting, è aperta alla consultazione pubblica fino al 28 ottobre. Secondo il Tesoro australiano, la legislazione stabilirebbe un quadro per implementare nella legislazione australiana il Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e introdurrebbe un regime nazionale di reporting sulle cripto. Le parti interessate sono state invitate a presentare osservazioni sulla proposta prima della scadenza della consultazione.
L'OCSE ha approvato il CARF nell'agosto 2022 per far fronte ai rischi di evasione fiscale derivanti dalla crescita degli asset cripto. Lo standard è concepito per integrare l'esistente Standard di rendicontazione comune (CRS), estendendo gli accordi di scambio automatico di informazioni agli asset cripto. Secondo il quadro, le giurisdizioni partecipanti si impegnano a raccogliere informazioni sulle transazioni in cripto dai fornitori di servizi presenti nei propri mercati e a scambiarle automaticamente con i paesi controparte. L'Australia è tra le 77 giurisdizioni impegnate nell'adozione del CARF, con i primi scambi internazionali di dati fiscali sulle cripto attesi nel 2028.
L'Australia aveva segnalato per la prima volta la propria intenzione di implementare il CARF a novembre 2023 e aveva avviato una consultazione sull'approccio proposto alla fine del 2024. Il governo ha successivamente annunciato i piani per implementare sia il CARF sia un regime nazionale di reporting sulle cripto nel proprio Mid-Year Economic and Fiscal Outlook 2025–26, con scambi internazionali di informazioni fiscali sulle cripto attesi a partire dal 2028. Il regime di reporting in bozza prende forma parallelamente all'iniziativa separata dell'Australia per definire regole per le piattaforme cripto, prevista a partire dal 2027, offrendo ai fornitori di servizi un calendario normativo chiaramente scaglionato per i prossimi anni. La scadenza della consultazione il 28 ottobre è la prossima tappa per le parti interessate che vogliono esprimere la propria opinione sulla proposta.
Approfondimento: L'Australia cerca feedback sulle regole per le piattaforme cripto prima del via nel 2027
Fonte: Cointelegraph