NotizieAzioniLe azioni asiatiche estendono i guadagni grazie alla domanda tecnologica, mentre il petrolio scivola per l'aumento dell'offerta saudita

Le azioni asiatiche estendono i guadagni grazie alla domanda tecnologica, mentre il petrolio scivola per l'aumento dell'offerta saudita

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • L'indice MSCI delle azioni Asia-Pacifico escluse il Giappone è salito dello 0,7% il 23 settembre, estendendo la serie positiva alla sesta seduta consecutiva.
  • Il KOSPI sudcoreano è salito dell'1,2% e l'indice di riferimento taiwanese dello 0,9%, sostenuti dalla robusta domanda di titoli tecnologici e di semiconduttori.
  • Il Brent si è scambiato a 99,18 dollari al barile e il greggio statunitense a 90,14 dollari, con la crescente offerta mediorientale che pesava sui prezzi.
  • L'Arabia Saudita ha ripreso le operazioni sulla sua East-West Pipeline e le spedizioni dal terminal di Yanbu, offrendo al greggio saudita una rotta di esportazione sul Mar Rosso che aggira lo Stretto di Hormuz.
  • I prezzi di mercato indicano una probabilità ridotta che il greggio raggiunga un nuovo massimo storico entro il 30 settembre.
Le azioni asiatiche estendono i guadagni grazie alla domanda tecnologica, mentre il petrolio scivola per l'aumento dell'offerta saudita

I mercati azionari asiatici hanno avanzato il 23 settembre, sostenuti dalla robusta domanda di titoli tecnologici, mentre i prezzi del greggio sono diminuiti per l'aumento dell'offerta dal Medio Oriente.

L'indice MSCI delle azioni Asia-Pacifico escluse il Giappone, un parametro ampiamente seguito per le azioni regionali, è salito dello 0,7%, estendendo la serie positiva alla sesta seduta consecutiva. Il KOSPI sudcoreano ha guadagnato l'1,2%, mentre il mercato di riferimento taiwanese è salito dello 0,9%. Entrambi gli indici ospitano alcuni dei maggiori produttori di hardware tecnologico e semiconduttori della regione, e la loro forte ponderazione nei titoli tech è una delle ragioni principali per cui la domanda del settore si riflette direttamente sulla performance degli indici.

Il petrolio si è mosso in direzione opposta. Il Brent si è scambiato a 99,18 dollari al barile, mentre il greggio statunitense si attestava a 90,14 dollari al barile, con la crescente offerta dalla regione che pesava sui prezzi. Il calo è arrivato mentre l'Arabia Saudita ha ripreso le operazioni sulla sua East-West Pipeline — che collega gli impianti di produzione del Golfo Persico al terminal di esportazione sul Mar Rosso di Yanbu — e ha riavviato le spedizioni dal porto, contribuendo all'a dell'offerta disponibile. La rotta di Yanbu è rilevante perché offre al greggio saudita uno sbocco di esportazione sul Mar Rosso che aggira lo Stretto di Hormuz, il punto di strozzatura attraverso cui transita normalmente gran parte del petrolio trasportato via mare dalla regione.

Secondo il rapporto, i prezzi di mercato indicano una probabilità ridotta che il greggio raggiunga un nuovo massimo storico entro il 30 settembre.

Il rapporto segnala diversi aspetti da monitorare. Gli sviluppi dell'offerta petrolifera mediorientale — in particolare le azioni dell'Arabia Saudita e degli altri principali produttori — potrebbero influenzare ulteriormente le tendenze dei prezzi del petrolio. Anche le tensioni geopolitiche e le politiche economiche che incidono sull'offerta e sulla domanda globale di petrolio potrebbero condizionare i prezzi di mercato. Sul fronte azionario, la performance del settore tecnologico resterà centrale per valutare la direzione dei mercati azionari asiatici.

Il rapporto originale è stato pubblicato da Crypto Briefing.