Arm Holdings (ARM) sale grazie all'accordo con IBM sui mainframe e agli ordini da 2 miliardi di dollari per la CPU AGI
Punti chiave
- •Arm e IBM realizzeranno il primo processore a doppia architettura nell'ambito della loro partnership ampliata, con core che eseguono nativamente sia le istruzioni IBM sia quelle Arm nei futuri sistemi mainframe IBM Z e LinuxONE.
- •La CPU AGI di Arm, il primo chip per data center progettato autonomamente dall'azienda dopo 35 anni come puro business di licenze, ha raccolto ordini futuri per oltre 2 miliardi di dollari ed è sviluppata insieme a Meta.
- •Raymond James ha alzato il prezzo obiettivo su ARM a 641 dollari da 565 mantenendo la valutazione «Outperform», dopo utili del primo trimestre di 45 centesimi per azione e ricavi di 1,29 miliardi di dollari, entrambi sopra le stime di consenso.
- •Le azioni ARM hanno guadagnato il 79% negli ultimi 12 mesi e hanno una capitalizzazione di mercato di circa 268 miliardi di dollari, con SoftBank che possiede ancora circa il 90% del titolo dell'azienda.
- •Una domanda di smartphone più debole potrebbe pesare sui royalty di Arm, e i tempi con cui gli oltre 2 miliardi di dollari di ordini per la CPU AGI si convertiranno in ricavi dichiarati sono una voce chiave da monitorare nei prossimi trimestri.

Arm Holdings (ARM) ha vissuto un mercoledì positivo, chiudendo con un rialzo del 3,93% a 251,06 dollari prima di estendere i guadagni nel trading dopo chiusura fino a 263 dollari, con un ulteriore movimento del 4,76%. Il rally è stato alimentato da una collaborazione ampliata con IBM che porterà l'architettura Arm nei sistemi mainframe IBM Z e LinuxONE, e si aggiunge allo slancio della nuova CPU AGI di Arm per i data center AI, che ha già registrato ordini futuri per oltre 2 miliardi di dollari. Un nuovo aumento del prezzo obiettivo da parte di Raymond James, che ha portato il target a 641 dollari da 565, mantenendo la valutazione «Outperform», ha fornito ulteriore supporto.
I guadagni prolungano un percorso già solido per il progettista di chip, che negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 79% e ha una capitalizzazione di mercato di circa 268 miliardi di dollari. SoftBank possiede ancora circa il 90% delle azioni di Arm in seguito alla quotazione su Nasdaq a settembre 2023, lasciando solo una piccola parte del titolo in mani pubbliche.
L'accordo con IBM porta Arm nei mainframe
Il catalizzatore del rally di mercoledì è stata una collaborazione ampliata tra Arm e IBM annunciata all'inizio di questa settimana. In base all'accordo, IBM porterà l'architettura Arm nei futuri sistemi mainframe IBM Z e LinuxONE, realizzando il primo processore a doppia architettura nato dalla partnership.
Le poste in gioco sono rilevanti perché i mainframe restano una presenza consolidata nel banking, nei pagamenti e in altri settori ad alto volume transazionale, dove il software z/OS vanta decenni di applicazioni aziendali installate.
Mohamed Awad, EVP Cloud AI di Arm, ha spiegato che ogni core del processore eseguirà nativamente sia le istruzioni IBM sia quelle Arm. Questo design consente agli ambienti Linux nativi Arm di funzionare fianco a fianco con z/OS e le applicazioni Linux esistenti sullo stesso hardware.
IBM Z e LinuxONE sono famiglie di server aziendali pensate per alta sicurezza, operazioni su larga scala e carichi di lavoro mission-critical. Portare l'architettura Arm in questo ecosistema rappresenta un'espansione significativa della portata di Arm oltre i suoi mercati tradizionali.
Ordini da 2 miliardi di dollari per la CPU AGI
La notizia di IBM è arrivata su uno slancio già in crescita intorno alla nuova CPU AGI di Arm. Il chip, progettato per i data center AI, ha già raccolto ordini futuri per oltre 2 miliardi di dollari.
Il portafoglio ordini segna una tappa importante per l'azienda: si tratta del primo chip per data center progettato autonomamente da Arm dopo 35 anni come puro business di licenze. Arm sta sviluppando il chip insieme a Meta.
Il silicio basato su Arm ha già una presenza nei data center cloud grazie a chip realizzati dai licenziatari, come Graviton di Amazon, Cobalt di Microsoft e Axion di Google, quindi la CPU AGI estende la presenza di Arm nei data center dai design dei partner licenziatari a un prodotto proprio.
Gli investitori avevano già scontato parte di questo entusiasmo per l'IA in vista dei risultati di Nvidia, che ha agito da driver generalizzato del sentimento per il settore dei chip. All'arrivo dei risultati di Nvidia, alcuni trader hanno realizzato i profitti, creando volatilità di breve termine sul titolo ARM all'inizio della settimana.
Raymond James alza il target a 641 dollari
Raymond James ha alzato martedì il proprio prezzo obiettivo su ARM a 641 dollari da 565, mantenendo la valutazione «Outperform». Il nuovo target implica un significativo potenziale di rialzo dai livelli attuali se la tesi dell'analista dovesse concretizzarsi.
L'upgrade è arrivato dopo i risultati del primo trimestre di Arm, migliori delle attese, a fine luglio. L'azienda ha riportato utili di 45 centesimi per azione contro una stima di consenso di 40 centesimi, mentre i ricavi si sono attestati a 1,29 miliardi di dollari, superando le previsioni di 1,26 miliardi.
Andamento del titolo e fattori di rischio
Il guadagno di ARM negli ultimi 12 mesi si attesta al 79%. Il titolo ha un intervallo su 52 settimane compreso tra 100,02 e 452,61 dollari e attualmente scambia intorno al 43% di tale intervallo. La capitalizzazione di mercato si aggira intorno ai 268 miliardi di dollari, e un RSI di 43,79 suggerisce che il titolo non si trova in territorio di ipercomprato nonostante il recente rialzo.
Un rischio da tenere d'occhio è la domanda di smartphone. L'architettura di Arm è utilizzata nella stragrande maggioranza degli smartphone venduti nel mondo, quindi un mercato dei dispositivi più debole può pesare sui royalty, poiché meno chip spediti significano meno ricavi dal modello di licenze dell'azienda.
Al di là degli smartphone, come e quando gli oltre 2 miliardi di dollari di ordini per la CPU AGI si convertiranno in ricavi dichiarati sarà una voce chiave da monitorare nei prossimi trimestri, insieme a eventuali ulteriori dettagli sui tempi dei processori per mainframe IBM.
Il prezzo obiettivo rivisto di 641 dollari da parte di Raymond James rimane la mossa più recente degli analisti sul titolo.
Fonte: CoinCentral