Apple fa causa a OpenAI e a ex dipendenti per presunto furto di segreti industriali
Punti chiave
- •Apple sostiene che gli ex dipendenti Chang Liu e Tang Yew Tan abbiano trasferito illecitamente informazioni aziendali riservate a OpenAI dopo essersi uniti all'azienda di intelligenza artificiale.
- •Apple ha richiesto un'ingiunzione preliminare per impedire a OpenAI di utilizzare i presunti segreti industriali durante il procedimento legale.
- •OpenAI ha risposto alla causa presentando una mozione per archiviare il caso.
- •La controversia legale emerge nel contesto dell'espansione di OpenAI nell'hardware di consumo, inclusa una collaborazione segnalata su un dispositivo AI con l'ex designer Apple Jony Ive.
- •Il caso riflette un trend industriale più ampio di escalation delle battaglie legali su talenti e proprietà intellettuale, mentre le aziende di intelligenza artificiale competono per competenze hardware specializzate.

Apple ha intentato una causa legale contro OpenAI e due ex dipendenti, Chang Liu e Tang Yew Tan, accusandoli del furto di segreti industriali legati a informazioni su hardware e prodotti.
Secondo la causa, Liu e Tan sarebbero stati coinvolti nel trasferimento illecito di informazioni riservate di Apple a OpenAI, dove attualmente lavorano. Apple sostiene che il materiale trasferito potrebbe avvantaggiare potenzialmente le iniziative di OpenAI nell'hardware di consumo, un settore che l'azienda di intelligenza artificiale sta esplorando pubblicamente. OpenAI starebbe inoltre collaborando con l'ex responsabile del design Apple Jony Ive a un dispositivo hardware AI dedicato, il che aggiunge un ulteriore livello di sensibilità alle accuse che informazioni riservate sui prodotti Apple possano essere confluite a un concorrente le cui ambizioni nel settore hardware si intersecano direttamente con il dominio di Apple.
Apple ha richiesto un'ingiunzione preliminare per impedire a OpenAI di utilizzare i presunti segreti rubati durante il periodo di svolgimento del processo. Il produttore dell'iPhone ha una storia ben documentata di azioni legali aggressive contro ex dipendenti e altre parti in casi legati a fughe di informazioni, inclusa una causa di alto profilo nel 2012 contro un ex manager per la divulgazione di dettagli sui prodotti.
OpenAI ha risposto presentando una mozione per archiviare la causa.
La controversia legale emerge mentre OpenAI continua a espandersi oltre la sua offerta software principale verso lo sviluppo di hardware. L'azienda, nota soprattutto per il suo prodotto ChatGPT, ha segnalato un crescente interesse nella costruzione di dispositivi hardware di consumo, rendendo le accuse particolarmente significative. Il caso riflette inoltre un trend più ampio di intensificazione delle battaglie legali su talenti e proprietà intellettuale nel settore dell'intelligenza artificiale, dove le aziende competono aggressivamente per ingegneri e specialisti di prodotto con competenze hardware specializzate.
Apple, con sede a Cupertino, in California, è una delle più grandi aziende tecnologiche al mondo per capitalizzazione di mercato e ha sempre mantenuto una rigorosa riservatezza riguardo al proprio programma di sviluppo di prodotti. Le cause legali per segreti industriali sono uno strumento che l'azienda ha utilizzato ripetutamente per proteggere le informazioni di propria proprietà.
Il caso è stato riportato da CryptoBriefing l'8 agosto 2026.
L'esito della causa e qualsiasi ingiunzione derivata potrebbero avere implicazioni sulle ambizioni di OpenAI nel settore hardware. La piattaforma di previsione di mercato Vera ha osservato che le quotazioni sulla potenziale valutazione di OpenAI riflettono l'attuale incertezza, con probabilità di circa l'8% che l'azienda raggiunga una valutazione di 2,5 trilioni di dollari entro il 31 dicembre.
Gli osservatori seguiranno con attenzione ulteriori sviluppi legali, incluse le decisioni del tribunale sulla richiesta di ingiunzione di Apple e sulla mozione di archiviazione di OpenAI, nonché eventuali dichiarazioni pubbliche da parte di entrambe le aziende riguardo alla controversia.