Alphabet punta a un altro collocamento obbligazionario da 20–25 miliardi di dollari mentre i costi dell’infrastruttura AI aumentano
Punti chiave
- •Il nuovo collocamento obbligazionario da 20-25 miliardi di dollari di Alphabet porterebbe la raccolta totale del 2026 a circa 155 miliardi di dollari tra strumenti di debito e capitale.
- •La società ha alzato la guidance per il capex 2026 a 195 miliardi-205 miliardi di dollari e ha segnalato che la spesa aumenterà ancora in modo significativo nel 2027.
- •Le spese in conto capitale di Alphabet nel secondo trimestre, pari a 45 miliardi di dollari, sono quasi raddoppiate su base annua, soprattutto per l’infrastruttura AI come i data center, portando a un cash flow trimestrale negativo di 6 miliardi di dollari.
- •Quattro grandi società AI — Alphabet, Amazon, Meta e Oracle — hanno collocato complessivamente 194 miliardi di dollari in bond nel 2026 per finanziare spese legate all’AI, cifra che esclude le raccolte di capitale azionario.
- •Le spese in conto capitale combinate di Alphabet, Amazon, Microsoft, Meta, Oracle e SpaceX dovrebbero raggiungere 800-900 miliardi di dollari nel 2026, trainate da costi che includono GPU, acquisizione di terreni, generazione di energia e connessioni alla rete.

Alphabet sta pianificando di prendere in prestito altri 20 miliardi-25 miliardi di dollari tramite un’offerta obbligazionaria fino a 10 tranche, con scadenze da 2 a 40 anni, secondo Bloomberg, citando fonti non identificate. L’offerta arriva in aggiunta a circa 50 miliardi di dollari in bond e 85 miliardi di dollari in capitale che Alphabet aveva già collocato all’inizio del 2026.
Nonostante l’entità dell’emissione, la domanda degli investitori è stata solida. Secondo quanto riferito, Alphabet ha ricevuto ordini per 115 miliardi di dollari per l’offerta. Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo stanno gestendo il collocamento.
Le azioni Alphabet sono scese dell’1,0% dopo la notizia.
I nuovi bond competono direttamente con i titoli del Tesoro statunitense per il capitale degli investitori. Poiché le obbligazioni di Alphabet comportano un rischio più elevato rispetto al debito pubblico, offrono un rendimento più alto, sottraendo domanda ai Treasury. Quando le notizie sull’offerta sono emerse, il rendimento del Treasury a 10 anni è salito di circa 6 punti base, al 4,67%.
Un anno di raccolta di capitale senza precedenti
All’inizio del 2026, Alphabet aveva già collocato circa 50 miliardi di dollari in bond in più valute, inclusi bond a 100 anni. A giugno, la società ha raccolto altri 85 miliardi di dollari vendendo azioni e preferred obbligatoriamente convertibili. I riacquisti di azioni, ridimensionati nel 2025, quest’anno sono scesi a zero.
Nel solo secondo trimestre Alphabet ha speso 45 miliardi di dollari in spese in conto capitale — quasi il doppio rispetto a un anno prima — principalmente per infrastrutture AI come i data center. Quel livello di spesa ha portato la società a un cash flow negativo di 6 miliardi di dollari nel trimestre, un risultato notevole per un’azienda che storicamente ha generato decine di miliardi di dollari di free cash flow annuale dal suo business dominato dalla pubblicità.
Durante la conference call sui risultati del secondo trimestre, Alphabet ha alzato la guidance per il capex dell’intero 2026 a una fascia compresa tra 195 miliardi e 205 miliardi di dollari, rispetto alla precedente guidance di 180 miliardi-190 miliardi di dollari. La società ha inoltre indicato che la spesa in conto capitale nel 2027 aumenterà in modo significativo oltre tali livelli, segnalando che l’attuale ciclo di costruzione è ancora in accelerazione e non vicino al picco.
Cash burn a livello di settore
La costruzione di infrastrutture AI ad alta intensità di capitale va ben oltre Alphabet. Finora nel 2026, escludendo questa ultima offerta obbligazionaria, quattro società — Alphabet, Amazon, Meta e Oracle — hanno collocato complessivamente 194 miliardi di dollari in bond per finanziare spese legate all’AI. Il nuovo deal di Alphabet porterebbe il totale da inizio anno a 219 miliardi di dollari, cifra che non include i fondi raccolti tramite vendite di azioni.
Guardando al quadro più ampio, i principali operatori dell’infrastruttura AI — Alphabet, Amazon, Microsoft, Meta, Oracle e SpaceX messi insieme — dovrebbero investire tra 800 miliardi e 900 miliardi di dollari in spese in conto capitale nel 2026, principalmente per infrastrutture AI. Questa stima è continuata a salire, contribuendo a quello che è stato descritto come un aumento esponenziale della spesa per la costruzione di data center. La scala riflette non solo l’acquisto di GPU e semiconduttori, ma anche l’acquisizione di terreni, la generazione di energia, i sistemi di raffreddamento e le connessioni alla rete, tutti elementi che sono diventati vincoli vincolanti sulla velocità con cui la capacità può entrare in funzione.
Un cambiamento fondamentale del modello di business
Queste società tecnologiche un tempo operavano con modelli di business leggeri in termini di asset, generando enormi flussi di cassa da servizi digitali altamente scalabili. Quel profilo finanziario consentiva riacquisti di azioni su larga scala, una caratteristica che per anni ha attratto gli investitori della Big Tech.
La traiettoria attuale rappresenta una svolta significativa. Queste imprese assomigliano sempre più a produttori ad alta intensità di capitale, con enormi somme immobilizzate in mega-facilities fisiche finanziate in parte tramite consistente debito a lungo termine. In futuro i loro utili saranno appesantiti da rilevanti costi per interessi, ammortamenti e spese operative. Nel frattempo, i riacquisti di azioni — con l’eccezione di Microsoft — sono scomparsi del tutto o si sono trasformati nel contrario: emissione di azioni. Si tratta di un cambiamento completo del modello di business.
Per l’economia statunitense, questo boom degli investimenti e del cash burn — con la Corporate America che riversa trimestre dopo trimestre centinaia di miliardi di dollari di liquidità propria e degli investitori nell’economia, invece che nei riacquisti di azioni — sta fornendo un forte impulso in molti settori ed è sempre più uno dei fattori dell’inflazione.
Ti piace leggere WOLF STREET e vuoi sostenerlo? Puoi fare una donazione. Lo apprezzo moltissimo. Clicca sulla tazza per scoprire come: