NotizieMacroMilioni di africani hanno copertura internet ma restano offline. Ecco perché

Milioni di africani hanno copertura internet ma restano offline. Ecco perché

Autore: Techcabal·

Punti chiave

  • •L'Africa aveva circa 550 milioni di utenti internet nel 2025, ossia il 36% della popolazione, rispetto al 16% del 2015, ma è prevista la crescita solo fino a circa 700 milioni di utenti entro il 2030, con un shortfall di oltre 300 milioni rispetto all'obiettivo di un miliardo di utenti.
  • •Circa 906 milioni di africani vivono in aree coperte dalla larga mobile ma non usano internet mobile—un gruppo più grande dell'intera popolazione online del continente—mentre altri 122 milioni privi di connettività di ultimo miglio.
  • •Il Ghana ha una copertura 4G del 99% ma un divario di utilizzo del 57%, con costi dei dispositivi di circa 18 dollari (il 7% del reddito mensile pro capite) e un aumento del 54% delle frodi elettroniche a 24.124 casi nel 2025 tra le principali barriere all'adozione.
  • •In Egitto il 93% degli utenti di internet mobile si connette quotidianamente, ma solo il 15–16% usa settimanalmente la banca online o il mobile money, il 15% usa i servizi governativi e il 13–14% usa internet per attività generative di reddito, nonostante 46,3 milioni di portafogli mobili attivi.
  • •Il divario di utilizzo del Niger supera il 71% della popolazione, dovuto ad alfabetizzazione, capacità dei dispositivi e limitata disponibilità di servizi in lingue locali come hausa e zarma, poiché la maggior parte delle applicazioni è ricca di testo e progettata in francese.
Milioni di africani hanno copertura internet ma restano offline. Ecco perché

L'ambizione dell'Africa di connettere un miliardo di persone entro il 2030 affronta una sfida più grande della copertura di rete: far sì che le centinaia di milioni di persone già raggiunte da un segnale usino internet in modo significativo.

Nel 2025 circa 550 milioni di africani—ossia il 36% della popolazione del continente—hanno usato internet, rispetto al 16% del 2015. Questo resta molto al di sotto del tasso globale di utilizzo di internet del 74%, evidenziando il divario che l'Africa deve colmare per raggiungere i propri obiettivi regionali di inclusione digitale. Ma la sfida non è semplicemente estendere la copertura di rete. La maggior parte degli africani che restano offline vive già entro il raggio di un segnale mobile a banda larga, il che indica barriere come la convenienza dei dispositivi, le competenze digitali e il valore percepito della connessione.

Circa 906 milioni di africani vivono in aree coperte dalla banda larga mobile ma non usano internet mobile, secondo un rapporto congiunto di Partnership for Digital Access in Africa e GSMA Intelligence, il braccio di ricerca dell'associazione mondiale dell'industria mobile GSMA, Advancing Digital Connectivity in Africa. Altri 122 milioni vivono in aree prive di connettività mobile o fissa di ultimo miglio. Il solo gruppo dei coperti-ma-offline è più grande dell'intera attuale popolazione online dell'Africa. Il rapporto ha analizzato i principali indicatori di connettività, le lacune infrastrutturali e le barriere d'uso in 11 mercati chiave dell'Africa subsahariana.

Questa distinzione è importante perché il divario di connettività'Africa non è più solo una storia di torri, fibra e copertura. Riguarda sempre più se le persone possono permettersi un dispositivo, se vedono un motivo per connettersi, se si fidano dei servizi digitali o se li usano in modi che migliorano la loro vita.

Ghana, Egitto e Niger illustrano tre versioni distinte di questo problema.

Ghana: copertura senza conversione

Il Ghana mostra cosa accade quando le reti raggiungono quasi tutti ma l'adozione resta indietro. Il Paese ha una copertura 4G del 99%, eppure persiste un divario di utilizzo del 57%—la quota di persone che vivono entro la copertura di rete ma non usano internet mobile—secondo il rapporto. La barriera non è più principalmente l'esistenza di un segnale. È se le persone possono permettersi di partecipare e se si sentono sicure nell'usare i servizi digitali.

I dati del rapporto indicano una differenza sorprendente nel modo in cui i ghanesi usano internet. L'uso settimanale dei social media raggiunge l'86% tra gli uomini e l'82% tra le donne intervistate. Al contrario, solo il 25% degli uomini e il 21% delle donne dichiarano di usare settimanalmente la banca online o il mobile money. I servizi governativi sono usati dal 24% degli uomini e dal 18% delle donne, mentre gli usi generativi di reddito sono dichiarati dal 30% degli uomini e dal 26% delle donne.

L'implicazione non è che l'uso dei social media sia poco importante, ma che essere online non si traduce automaticamente in un più profondo valore economico o pubblico. L'accesso da solo non basta: le competenze digitali, la fiducia nei servizi online, la disponibilità di contenuti utili nelle lingue locali e la capacità di completare transazioni online influenzano tutte la possibilità che le persone passino dalla navigazione occasionale ad attività che migliorino i loro mezzi di sussistenza o rendano i servizi pubblici più accessibili.

La convenienza fa parte del problema. Uno smartphone d'ingresso costa circa 18 dollari, l'equivalente del 7% del reddito mensile pro capite. Tra le persone che conoscono internet mobile ma non lo usano, il 45% degli uomini e il 44% delle donne indicano il costo del dispositivo come barriera. La fiducia è un altro vincolo: gli episodi di frode elettronica segnalati dai fornitori di servizi di pagamento sono aumentati del 54%, raggiungendo 24.124 nel 2025.

Il Ghana rappresenta quindi un problema di connettività legato alla conversione: trasformare l'ampia disponibilità di rete in un uso conveniente, affidabile e produttivo.

Egitto: coinvolgimento senza valore economico

L'Egitto presenta una sfida diversa. I suoi utenti sono già molto coinvolti—il 93% degli utenti di internet mobile si connette quotidianamente. Eppure gran parte di questa attività resta concentrata su comunicazione, social media e intrattenimento, mentre la partecipazione alla banca online, ai servizi governativi e alle attività generative di reddito è molto più bassa.

Solo il 15–16% degli utenti intervistati dichiara di usare settimanalmente la banca online o il mobile money, il 15% usa i servizi governativi e appena il 13–14% usa internet mobile per attività generative di reddito L'Egitto contava 46,3 milioni di portafogli mobili attivi nel secondo trimestre del 2025, ma il rapporto afferma che il loro uso resta concentrato su trasferimenti e ricariche.

Il problema dell'Egitto, dunque, non è semplicemente portare le persone online. È ottenere più valore dalle persone che sono già lì. Questo rende il Paese un caso di studio sull'uso produttivo: una nazione può avere un ampio accesso a internet e un uso frequente, lasciando comunque inespresso un significativo potenziale economico. La prossima fase della politica di connettività deve quindi occuparsi non solo degli utenti, ma di ciò che i servizi digitali permettono a quegli utenti di realizzare.

Niger: un problema di pertinenza

Il Niger affronta un problema più fondamentale. La sua copertura mobile a banda larga sta crescendo, ma oltre il 71% della popolazione resta nel divario di utilizzo. Il rapporto lo collega all'alfabetizzazione, alle capacità dei dispositivi e al valore percepito della connessione.

Per molti potenziali utenti, internet potrebbe non offrire abbastanza motivi pertinenti per connettersi. Le applicazioni globali possono essere ricche di testo e progettate principalmente in francese, limitandone l'utilità per i parlanti hausa e zarma, le due lingue più diffuse del Niger. Il rapporto segnala anche una carenza di servizi digitali locali in ambiti come agricoltura, istruzione e servizi pubblici.

Il Niger rappresenta quindi un problema di pertinenza. Estendere le reti è necessario, ma un segnale da solo non convincerà le persone a usare internet regolarmente. La connettività diventa più preziosa quando le persone possono accedere a servizi e informazioni nelle lingue e nei formati che comprendono e di cui hanno bisogno.

La strada verso un miliardo di utenti

Ai ritmi attuali, l'Africa è sulla strada per raggiungere circa 700 milioni di utenti internet entro il 2030, restando oltre 300 milioni al di sotto dell'obiettivo di connettere un miliardo di persone.

Il rapporto sostiene che l'obiettivo resta raggiungibile, ma non semplicemente costruendo più infrastrutture. Dimezzare i divari di copertura e utilizzo del continente potrebbe portare online circa 514 milioni di persone in più. Ciò richiederebbe interventi diversi in mercati diversi: il Ghana ha bisogno di dispositivi più economici, di una fiducia più solida e di più percorsi dall'accesso di base alla partecipazione economica; l'Egitto ha bisogno di servizi digitali che trasformino il frequente uso di internet in maggiore valore finanziario, educativo, governativo e generativo di reddito; e il Niger ha bisogno di un accesso conveniente accompagnato da servizi nelle lingue locali e a bassa larghezza di banda che diano alle persone un motivo per connettersi. Che questi cambiamenti abbiano successo potrà essere monitorato negli stessi indicatori misurati dal rapporto: convenienza dei dispositivi, uso settimanale dei servizi finanziari digitali e governativi, episodi di frode elettronica e disponibilità di servizi nelle lingue locali.

Ghana, Egitto e Niger mostrano che il divario digitale africano assume forme diverse, emergendo in fasi diverse tra l'accesso alla rete e l'uso significativo di internet. La prossima fase della strategia di connettività del continente riguarderà quindi meno la domanda di se le persone possano connettersi e più la domanda di perché non possano—o non vogliano—usare la connessione.

La rete è solo l'inizio. Il compito più difficile è rendere internet abbastanza utile, conveniente e affidabile perché le persone restino connesse.