L'analisi del WSJ segnala prospettive 'difficili' per Trump e i Repubblicani alle midterm
Punti chiave
- •L'analisi del Wall Street Journal, pubblicata giovedì, conclude che la depressione della popolarità del presidente Trump rende altamente probabili significativi guadagni democratici alle midterm, con meno di50 giorni al voto.
- •Al Senato, dove i Repubblicani detengono una maggioranza di 53-47, il Journal prevede 46 seggi probabili per i Democratici contro 48 probabili per il GOP, con sei seggi in bilico orientati ai Democratici; i Democratici dovrebbero conquistarne almeno cinque per raggiungere la maggioranza di 51 seggi.
- •Alla Camera, il Journal prevede che i Democratici chiuderanno con 206 seggi contro 209 probabili per i Repubblicani, e i 20 distretti in bilico superano di gran lunga l'attuale margine di cinque seggi del GOP, rendendo l'aula la più probabile da ribaltare.
- •L'analisi attribuisce il calo della popolarità di Trump in gran parte alla guerra in Iran, che ha fatto aumentare i prezzi della benzina e dell'energia, e rileva che alcuni candidati repubblicani si sono presi le distanze da lui su questioni tra cui i proposti assegni da 5.000 dollari, le deportazioni e una votazione sui poteri di guerra.
- •Il Journal richiama i precedenti storici, tra cui le midterm del 2018 quando i Repubblicani hanno perso la Camera con 40 seggi in meno guadagnandone due al Senato, e il modello secondo cui il partito del presidente quasi sempre perde seggi congressionali alle elezioni di metà mandato.

Una nuova analisi del Wall Street Journal sulle prossime elezioni di metà mandato, pubblicata giovedì, riporta notizie che lo stesso giornale definisce "difficili" per il presidente Donald Trump e il Partito Repubblicano. Con meno di 50 giorni al voto, il Journal conclude che il crollo della popolarità di Trump ha trascinato verso il basso le prospettive repubblicane al punto che le midterm quasi certamente consegneranno una grande vittoria ai Democratici.
"Le maggioranze repubblicane alla Camera e al Senato hanno aperto la strada alle politiche chiave del presidente Trump nel suo secondo mandato e hanno protetto l'amministrazione dalle indagini richieste dai Democratici", scrive il Journal. "Ma mantenere il controllo del Congresso si sta rivelando difficile. Poiché gli elettori si sono affaticati nei confronti di Trump, i Democratici sono favoriti per riprendersi la Camera e hanno circa pari probabilità di conquistare la maggioranza al Senato."
Il precedente storico rafforza le prospettive democratiche, rileva l'analisi, perché "il partito del presidente quasi sempre perde seggi alle elezioni di metà mandato."
Senato: i Democratici a un passo dalla maggioranza
Il GOP controlla attualmente il Senato 53-47, il che significa che i Democratici hanno bisogno di un guadagno netto di quattro seggi per conquistare la maggioranza. I loro obiettivi principali sono il Maine e la Carolina del Nord, ma anche altri stati sono emersi come sorprendentemente vulnerabili, tra cui Iowa, Ohio, Texas e Alaska. Secondo le proiezioni del Journal, i Democratici dovrebbero mantenere e vincere 46 seggi, contro un probabile 48 per i Repubblicani, con sei seggi classificati come in bilico. La valutazione del giornale indica tuttavia che quei sei seggi pendono fortemente verso i Democratici. Il raggiungimento dei 51 seggi necessari per la maggioranza dipende quindi da quella colonna di seggi incerti: con 46 seggi già nella colonna dei probabili, i Democratici dovrebbero conquistarne almeno cinque su sei.
Camera: il margine del GOP ritenuto insostenibile
Il quadro è ancora più cupo per i Repubblicani Camera, dove la loro componente detiene attualmente una maggioranza di 219-214. "I Democratici hanno molte più probabilità di riprendere il controllo, secondo i forecasters elettorali, nonostante i Repubblicani abbiano ridisegnato diversi distretti della Camera a loro favore", riporta il Journal. I suoi numeri mostrano che i Democratici dovrebbero chiudere con 206 seggi contro un probabile 209 per il GOP, insieme a 20 seggi in bilico. Quei 20 distretti incerti superano di gran lunga l'attuale margine di cinque seggi del GOP, sottolineando perché i forecasters considerano l'aula come la più probabile da ribaltare. Con il vento elettorale alle spalle dei Democratici, gli esperti prevedono che il partito supererà facilmente il vantaggio repubblicano.
La battaglia per quei seggi in bilico, osserva il Journal, rispecchia i cicli elettorali del 2000-2008, "quando il sostegno pubblico ai Repubblicani è diminuito dopo l'impopolare guerra in Iraq e l'invasione statunitense dell'Afghanistan, che ha eroso la popolarità del GOP." Il giornale aggiunge che negli ultimi 10 anni si è registrato un notevole calo del numero di elezioni in bilico, guidato dalla crescente polarizzazione politica e dal gerrymandering.
Trump incombe sulle competizioni nei distretti contesi
Le opportunità di confronto che restano si stanno rivelando una battaglia difficile per i Repubblicani in gran parte a causa di una sola persona. "La popolarità del presidente è diminuita e rimane depressa, in gran parte a causa della guerra in Iran che ha fatto aumentare i prezzi della benzina e dell'energia", spiega il Journal. "Ha insistito affinché gli elettori del GOP si comportino come se lui fosse in corsa — ma questo è diventato un problema per alcuni candidati repubblicani nei distretti competitivi. Nelle ultime settimane, alcuni legislatori hanno freddato la sua idea di assegni da 5.000 dollari, una congressista della Florida ha criticato le sue deportazioni e una manciata di candidati in corse serrate alla Camera si è schierata con i Democratici su una votazione sui poteri di guerra."
Il Journal segnala anche una tendenza storica che è di cattivo auspicio per il GOP. "Nel 2018, l'ultimo ciclo di midterm con Trump in carica, la popolarità di Trump si attestava in media intorno al 40%. I Repubblicani hanno perso la maggioranza alla Camera, con i Democratici che hanno guadagnato 40 seggi. I Repubblicani hanno però rafforzato la loro maggioranza al Senato, aggiungendo due seggi. Con la popolarità del presidente che ha raggiunto minimi storici nelle ultime settimane, anche i candidati del GOP in seggi un tempo considerati sicuramente repubblicani si trovano ad affrontare elezioni generali difficili." Con meno di 50 giorni al voto, è proprio quella breve lista di seggi contesi — sei al Senato e 20 alla Camera — che deciderà in ultima analisi il controllo del Congresso.