NotizieCryptoLa società di pagamenti Wiremit sarebbe diventata la prima società crypto regolamentata dalla FIU in Zimbabwe

La società di pagamenti Wiremit sarebbe diventata la prima società crypto regolamentata dalla FIU in Zimbabwe

Autore: BitcoinKE·

Punti chiave

  • •Wiremit dichiara di essere la prima società di criptovalute regolamentata dello Zimbabwe ai sensi del nuovo quadro normativo del paese sugli asset virtuali, anche se la definizione non è stata verificata in modo indipendente.
  • •Il quadro di giugno 2026 dello Zimbabwe, lo Statutory Instrument 99 del 2026, richiede alle imprese di trading, trasferimento e custodia di criptovalute di registrarsi presso la Financial Intelligence Unit, con una quota iniziale di 500 dollari e un rinnovo annuale di 400 dollari.
  • •La FIU ha dichiarato che la registrazione antiriciclaggio non autorizza di per sé l'attività commerciale, e i fornitori potrebbero comunque necessitare di licenze aggiuntive dalla Reserve Bank of Zimbabwe o dalla Securities and Exchange Commission of Zimbabwe.
  • •Lo Zimbabwe ha vietato alle banche di facilitare le transazioni in criptovalute nel 2018, ma la domanda di asset digitali è persistita a causa dell'instabilità monetaria, compresa la recente svalutazione della valuta Zimbabwe Gold.
  • •L'Africa subsahariana ha ricevuto oltre 205 miliardi di dollari di valore cripto on-chain tra luglio 2024 e giugno 2025, con un aumento del 52% su base annua, secondo Chainalysis, in un contesto di più ampia transizione del continente verso la regolamentazione delle criptovalute.
La società di pagamenti Wiremit sarebbe diventata la prima società crypto regolamentata dalla FIU in Zimbabwe

La società di pagamenti zimbabwese Wiremit afferma di essere diventata la prima società di criptovalute regolamentata del paese, segnando una tappa importante negli sforzi del governo per portare le imprese di asset digitali sotto una supervisione finanziaria formale. L'affermazione non è stata verificata in modo indipendente.

L'annuncio segue l'introduzione, a giugno 2026, del primo quadro normativo dedicato dello Zimbabwe per i fornitori di servizi di asset virtuali (VASP). Ai sensi dello Statutory Instrument 99 del 2026, le imprese coinvolte nel trading, nei trasferimenti e nella custodia di criptovalute devono registrarsi presso la Financial Intelligence Unit (FIU), il braccio antiriciclaggio della Reserve Bank of Zimbabwe. Le autorità hanno presentato le regole come un modo per portare il settore degli asset digitali del paese, in gran parte informale, sotto la supervisione antiriciclaggio, e la registrazione di Wiremit arriva circa quattro mesi dopo l'introduzione del quadro normativo.

I regolamenti richiedono una registrazione annuale, con una quota iniziale di 500 dollari e una quota di rinnovo di 400 dollari. Operare senza la registrazione richiesta costituisce un reato ai sensi del nuovo quadro normativo.

La svolta regolamentare dello Zimbabwe fa seguito a anni di incertezza per le imprese di criptovalute. Nel 2018, le autorità hanno vietato alle banche e ad altre istit finanziarie di facilitare le transazioni in criptovalute, spingendo gran parte del mercato verso il trading peer-to-peer e i canali informali e lasciando il settore senza un regime di supervisione formale. La Reserve Bank of Zimbabwe aveva inoltre espresso in passato un profondo scetticismo verso questa classe di asset, affermando nel 2021 di non credere nelle criptovalute.

La domanda di criptovalute è tuttavia persistita in un contesto segnato dalla storia di instabilità monetaria del paese, dai ripetuti cambi di valuta e dalla limitata fiducia nei servizi finanziari tradizionali. Gli asset digitali hanno fornito canali alternativi per conservare valore e trasferire denaro attraverso i confini. Le pressioni valutarie sono proseguite anche di recente: lo Zimbabwe ha svalutato lo Zimbabwe Gold (ZiG), la valuta locale lanciata ad aprile 2024, in risposta alla crescente domanda di dollari.

Il nuovo quadro normativo mira a formalizzare queste attività rafforzando al contempo le salvaguardie contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. I fornitori registrati devono soddisfare requisiti di due diligence sulla clientela, di conservazione dei registri e di segnalazione delle transazioni sospette, oltre agli obblighi previsti dalla Travel Rule del Financial Action Task Force, uno standard globale che richiede che le informazioni identificative sulle parti dei trasferimenti cripto coperti siano raccolte e trasmesse.

Wiremit opera nel mercato dei pagamenti e delle rimesse, posizionando i propri servizi attorno ai trasferimenti internazionali di denaro e all'inclusione finanziaria. La società dichiara operazioni in diversi mercati africani, tra cui Zimbabwe, Mozambico, Sudafrica, Ghana e Zambia.

L'annuncio della società va comunque distinto dal più ampio quadro normativo. La FIU ha dichiarato che la registrazione per finalità antiriciclaggio non costituisce, di per sé, un'autorizzazione a svolgere attività commerciali. A seconda dei servizi offerti, i fornitori potrebbero comunque necessitare di licenze o approvazioni aggiuntive dalla Reserve Bank of Zimbabwe, dalla Securities and Exchange Commission of Zimbabwe o da altre autorità competenti, il che significa che lo status registrato di Wiremit non va letto come una licenza generale per ogni attività cripto.

L'approccio dello Zimbabwe riflette una tendenza più ampia in Africa, dove i regolatori stannoiluppando quadri normativi per le imprese cripto man mano che l'uso degli asset digitali si espande. L'Africa subsahariana ha ricevuto oltre 205 miliardi di dollari di valore cripto on-chain tra luglio 2024 e giugno 2025, con un aumento del 52% rispetto all'anno precedente, secondo i dati di Chainalysis, che ne fanno la terza regione a più rapida crescita al mondo per valore on-chain. Passi simili sono in corso altrove nel continente: a settembre 2026, la banca ghanese UMB avrebbe ottenuto la prima approvazione regolamentare per servire le imprese di asset virtuali.

Per lo Zimbabwe, la sfida sarà portare gli operatori esistenti nel sistema formale, definendo al contempo requisiti chiari per la tutela dei consumatori, i controlli sui reati finanziari e l'attività legittima sugli asset digitali. Quante delle imprese cripto esistenti nel paese si registreranno ai sensi del quadro normativo offrirà un'indicazione precoce di quanto il mercato informale possa essere assorbito nella supervisione formale.

La pretesa di Wiremit di essere la prima società cripto regolamentata del paese potrebbe quindi segnare una prima prova del nuovo regime, anche se la definizione non è stata verificata in modo indipendente. Se la FIU confermerà la registrazione, e se la società otterrà eventuali approvazioni aggiuntive dalla Reserve Bank of Zimbabwe o dalla Securities and Exchange Commission of Zimbabwe, chiarirà la portata pratica del suo status registrato.