Gli esperti legali lanciano l’allarme sulla strategia legale di Trump del «riprovare, riprovare ancora»
Punti chiave
- •Andrew Weissmann e Mary McCord hanno sostenuto nel loro podcast di martedì che l’amministrazione Trump porta ripetutamente avanti politiche contestate nonostante le sconfitte in tribunale.
- •La Corte Suprema ha recentemente revocato uno dei due ordini di un tribunale inferiore che bloccavano l’ordine esecutivo di Trump sul voto per posta; Weissmann ha descritto la decisione come procedurale e basata sulla ripeness, non come un giudizio sulla legittimità dell’ordine.
- •McCord ha spiegato che l’ordine incarica il Department of Homeland Security di compilare elenchi di cittadinanza statali di persone che avranno 18 anni alla prossima elezione e dà priorità all’indagine e all’eventuale perseguimento di funzionari statali e locali che consentano il voto dei non cittadini.
- •Weissmann ha avvertito che l’ordine sul voto per posta potrebbe colpire in modo sproporzionato alcuni elettori attraverso restrizioni al Postal Service e ha detto di aspettarsi un nuovo passaggio davanti alla Corte Suprema nel merito.
- •I ricorrenti che contestano il nuovo ordine di Trump sulla cittadinanza per nascita hanno presentato una nuova mozione chiedendo a un tribunale distrettuale di respingerlo sulla base del ragionamento della precedente sentenza della Corte contro tale politica.

L’ex consulente generale dell’FBI Andrew Weissmann e Mary McCord, ex vice procuratrice generale facente funzioni per la sicurezza nazionale, stanno lanciando l’allarme su quello che vedono come una strategia ricorrente dell’amministrazione Donald Trump: portare avanti politiche contestate nonostante le sconfitte legali.
Parlando martedì nel loro podcast, i due avvocati hanno illustrato il modello.
"I call this episode, 'If at first you don't succeed, try, try again,'" ha detto McCord a proposito della strategia legale di Trump.
Una recente decisione della Corte Suprema ha revocato uno dei due ordini di un tribunale inferiore che bloccavano l’azione esecutiva di Trump volta a restringere il voto per posta. Weissmann ha sottolineato che la decisione della Corte era procedurale, basata sulla ripeness — cioè sul fatto che i giudici hanno concluso che la contestazione era stata presentata troppo presto — e non una decisione sulla legittimità dell’ordine. Ha detto di aspettarsi che la controversia torni davanti alla Corte Suprema per una decisione nel merito. Per funzionari elettorali e votanti, questa distinzione è importante perché una vittoria procedurale non risolve la legalità sostanziale della politica, lasciando i limiti pratici dell’ordine ancora da verificare in un contenzioso successivo.
Weissmann ha sostenuto che l’ordine esecutivo potrebbe avere un effetto sproporzionato su alcuni elettori attraverso restrizioni che coinvolgono il Postal Service. Per illustrare la sua preoccupazione, ha fatto un esempio ipotetico: cosa accadrebbe se un presidente vietasse al Postal Service di distribuire schede elettorali a persone percepite come Democratici, oppure, in alternativa, Repubblicani? A suo avviso, l’attuale ordine funziona come un sostituto di un esito altrettanto discriminatorio, e teme che il linguaggio della recente decisione della Corte indichi che i giudici potrebbero in ultima analisi consentirlo.
Weissmann ha anche ricordato il grande annuncio di Trump secondo cui avevano trovato "all of this illegal voting and ... And then, when you actually looked under the hood, or, in this case, looked at exactly what they were saying, it wasn't there. I mean it was — it was literally — there was no support for it." Gli avvocati hanno spiegato che gran parte di quel caso è sfociata in contenzioso.
McCord ha analizzato le disposizioni dell’ordine esecutivo. La sezione 2A, ha detto, "directed the Department of Homeland Security to put together a list of citizens in each state who would be 18 years old at the time of the next election and send these out to the states so that they would have this state citizenship list, supposedly just so that states would have them to do whatever they wish."
"Yet, when in section 2B, it says they're prioritizing investigation and, as appropriate, the prosecution of state and local officials who might allow someone who is a non-citizen to vote. And the rhetoric that came with this executive order was very much, we're going to tell you who's a citizen, and if you, state election officials, let somebody vote who's not on that list, we're going to investigate you," ha caratterizzato McCord.
L’"overlay", come lo hanno descritto, è che l’amministrazione ama segnalare uno "spectre of illegal voting" che si diffonde in tutti gli Stati Uniti.
L’altra battaglia di Trump è il nuovo ordine per eliminare la cittadinanza per nascita per una seconda volta. Quel EO è già stato bocciato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Quindi, "If at first you don't succeed..."
Gli avvocati hanno spiegato che i ricorrenti hanno presentato una nuova mozione chiedendo a un tribunale distrettuale di respingere gli ordini rivisti. Sostengono che le nuove restrizioni dovrebbero cadere sulla base del ragionamento della precedente sentenza della Corte.