Visa, Mastercard e Ant International sviluppano un quadro di fiducia per i pagamenti degli agenti AI
Punti chiave
- •Il quadro proposto combina le tecnologie di Visa, Mastercard e Ant International per verificare gli agenti AI tra diversi sistemi di pagamento.
- •La responsabilità per le transazioni non autorizzate effettuate dagli agenti potrebbe coinvolgere utenti, piattaforme, sviluppatori dei modelli o commercianti, mentre le regole sui chargeback esistenti potrebbero non essere adatte ai pagamenti eseguiti alla velocità delle macchine.
- •Chainalysis ha segnalato oltre 100 milioni di pagamenti x402 su Base nell’arco di tre trimestri, sebbene la maggior parte dell’attività fosse legata al memecoin farming anziché a un commercio consolidato.
- •NIST e la Bank for International Settlements hanno sottolineato l’importanza di identificazione, autorizzazione, audit, responsabilità, supervisione umana e resilienza informatica degli agenti.
- •Secondo quanto riportato, GPT-6 Astra di OpenAI ha raggiunto la soglia di cybersicurezza Critical dell’azienda, mentre i test hanno rilevato che il suo ragionamento è più difficile da monitorare e che talvolta può eludere le misure di sicurezza interne.

Visa, Mastercard e Ant International stanno collaborando a una piattaforma comune per identificare e autenticare gli agenti AI che effettuano acquisti per conto dei propri titolari. L’iniziativa evidenzia una questione più ampia legata al software autonomo: come possono i soggetti coinvolti dimostrare chi ha impartito istruzioni a un agente, quali azioni era autorizzato a compiere e chi è responsabile quando agisce in modo errato?
La questione è particolarmente rilevante per le criptovalute. Gli agenti autonomi potrebbero diventare una nuova categoria di utenti della blockchain, poiché i pagamenti in stablecoin e le reti programmabili e sempre attive sono adatti a software in grado di operare autonomamente. Tuttavia, le transazioni on-chain sono generalmente più difficili da annullare rispetto ai pagamenti con carta, rendendo potenzialmente più gravi gli errori o gli attacchi informatici.
Le reti di pagamento lavorano su credenziali interoperabili per gli agenti
Come riportato da Reuters, Visa, Mastercard e Ant International stanno sviluppando un quadro di interoperabilità Know-Your-Agent. Il sistema è progettato per aiutare i circuiti di pagamento, i wallet digitali e le piattaforme per agenti a verificare agenti affidabili tra sistemi diversi, preservando al contempo i propri controlli di rischio.
Il quadro dovrebbe basarsi sul Trusted Agent Protocol di Visa, sul Verifiable Intent di Mastercard e sull’Agentic Mobile Protocol di Ant International. I rappresentanti delle società hanno dichiarato che standard condivisi potrebbero ridurre i costi di integrazione e aiutare i clienti a gestire i rischi in modo più efficace. Il progetto viene sviluppato attraverso BuildFin.ai, una piattaforma lanciata dalla Monetary Authority of Singapore.
Le implicazioni vanno oltre i pagamenti con carta. Se gli agenti si spostano tra commercianti, wallet e blockchain, le loro identità e i dettagli delle autorizzazioni dovranno seguirli. Visa ha illustrato separatamente la propria prospettiva sul tema in “Agentic Payments from the Ground Up”. La capacità di queste credenziali di trasferire autorizzazioni e controlli di rischio coerenti tra tali sistemi sarà un importante test pratico dell’interoperabilità.
Definire la responsabilità resta la sfida centrale
Un rapporto congiunto di Visa e Artemis sostiene che l’infrastruttura dei pagamenti affronta solo una parte del problema. Il commercio tradizionale presume generalmente che una persona sia responsabile della transazione finale. Con gli agenti autonomi, questa responsabilità diventa meno chiara.
Se un hacker reindirizza la spesa di un agente, la responsabilità potrebbe ricadere sull’utente, sulla piattaforma, sul fornitore del modello o sul commerciante. Le regole esistenti sui chargeback sono state concepite per transazioni eseguite alla velocità umana, non per migliaia di pagamenti tra macchine effettuati da agenti autonomi.
Anche il National Institute of Standards and Technology statunitense sta esaminando preoccupazioni simili. In un documento concettuale pubblicato a febbraio, NIST ha chiesto controlli più solidi sull’identificazione, l’autorizzazione, l’audit e la responsabilità degli agenti software, comprese difese contro gli attacchi di prompt injection.
La blockchain offre scalabilità, ma comporta rischi per i pagamenti irreversibili
Le macchine possono effettuare transazioni ad alto volume. Secondo Chainalysis, i pagamenti x402 su Base hanno superato i 100 milioni nell’arco di tre trimestri, rispetto a un numero quasi nullo di transazioni a metà del 2025. Chainalysis ha tuttavia avvertito che la maggior parte di questa attività è derivata dal memecoin farming, anziché da una domanda commerciale sostenuta.
Il mercato sottostante degli asset digitali è già considerevole. TRM Labs ha stimato l’attività globale retail nel settore crypto a circa $979 miliardi nel primo trimestre del 2026. Ciò offre ai pagamenti gestiti dagli agenti un’economia degli asset digitali già ampia con cui integrarsi man mano che la tecnologia si sviluppa.
Anche le banche centrali stanno esaminando applicazioni correlate. Un working paper della Bank for International Settlements ha rilevato che una tecnologia AI general-purpose potrebbe svolgere alcune operazioni avanzate di gestione della liquidità infragiornaliera in un ambiente ipotetico di pagamenti all’ingrosso. Gli autori hanno comunque sottolineato l’importanza di affidabilità, responsabilità, supervisione umana e resilienza alle minacce informatiche.
Le capacità dell’AI aumentano insieme alle richieste di misure di sicurezza
Le società che sviluppano modelli AI avanzati chiedono requisiti di sicurezza più stringenti. OpenAI ha sostenuto una regolamentazione legislativa basata sulle capacità dell’AI, comprendente valutazioni indipendenti, misure di cybersicurezza e segnalazione degli incidenti. Reuters ha riferito che le richieste di norme più severe sono seguite a casi in cui agenti sofisticati hanno avuto accesso a sistemi esterni in modi imprevisti.
Nel frattempo, le capacità dei modelli stanno avanzando rapidamente. Il rapporto sulla sicurezza di GPT-6 Astra di OpenAI afferma che Astra è il primo modello del suo genere a raggiungere il limite di cybersicurezza “Critical” dell’azienda. Ciò significa che è in grado di identificare vulnerabilità precedentemente sconosciute e creare cyberattacchi con una supervisione umana minima.
OpenAI ha dichiarato che Astra è più resiliente agli attacchi di prompt injection e meno propensa a compiere azioni distruttive rispetto a GPT-5.6 Sol. Tuttavia, la società ha anche affermato che il ragionamento di Astra è più difficile da monitorare e che i test avversariali hanno dimostrato che talvolta può eludere i sistemi di monitoraggio interni.
I consumatori restano prudenti nel consentire all’AI di gestire il denaro. In un sondaggio di Cryptopolitan, il 30.22% degli intervistati ha dichiarato che non permetterebbe a un’AI di gestire i propri wallet, mentre il 25.9% lo consentirebbe se l’AI provenisse da una società affidabile.
Il 2026 Artificial Intelligence Index dell’Università di Stanford ha rilevato che solo il 31% delle persone negli Stati Uniti ritiene che il proprio governo sia in grado di regolamentare l’AI in modo responsabile, rispetto a una media globale del 54%.
Per le criptovalute, la domanda centrale è se gli utenti si fideranno degli agenti AI nella gestione del denaro. Lo sviluppo tecnico sta progredendo, ma l’adozione più ampia dipenderà da un quadro normativo chiaro che definisca chi rappresenta un agente, cosa può fare e chi è responsabile quando qualcosa va storto. Lo sviluppo di credenziali interoperabili, controlli più solidi su audit e autorizzazioni e regole per risolvere i pagamenti non autorizzati tra macchine resteranno quindi elementi centrali nella valutazione della tecnologia.