USD/JPY: lo slancio della BoJ incontra una Fed ancora indecisa
Punti chiave
- •Lo yen ha guadagnato quasi il 2% in una sola seduta, toccando un massimo di un mese vicino a 155.28, tra le crescenti aspettative di un rialzo dei tassi della Banca del Giappone.
- •Il membro del consiglio della BoJ Hajime Takata ha prospettato la possibilità di rialzi di entità superiore al normale o ravvicinati, mentre i commenti del governatore Ueda hanno rafforzato le scommesse su una mossa già da questo mese.
- •La paga extra-lavorativa statunitense di agosto è arrivata ben oltre il consenso di 55.000 unità, lasciando i mercati scontare all'incirca 50-60% una mossa sui tassi della Fed a settembre.
- •USD/JPY è sceso sotto il proprio trendline rialzista di lungo periodo e sta testando la zona di supporto a 155.00, con una rottura al ribasso che esporrebbe l'area 152.00-153.00.
- •I trader stanno monitorando i segnali di intervento giapponese dopo che le autorità erano precedentemente intervenute a livelli ben superiori ai prezzi attuali.

USD/JPY si trova questa settimana in un vero fuoco incrociato, e il movimento di giovedì lo ha mostrato chiaramente: lo yen è salito di quasi il 2% in una sola seduta, toccando un massimo di un mese vicino a 155.28, mentre i trader scontavano contemporaneamente probabilità più elevate di un rialzo dei tassi della Banca del Giappone e restavano all'erta per un rinnovato rischio di intervento dopo l'operazione congiunta USA-Giappone di luglio. Il membro del consiglio della BoJ Hajime Takata ha persino prospettato la possibilità di rialzi di entità superiore al normale o ravvicinati tra loro per contenere l'inflazione, mentre i commenti del governatore Ueda di questa settimana hanno rafforzato le aspettative di una mossa già da questo mese.
Le poste in gioco sono accentuate dal fatto che lo yen è da tempo la principale valuta di finanziamento a livello mondiale per le operazioni di carry trade, ovvero prendere a prestito a basso costo in Giappone per investire in attività a rendimento più elevato altrove. Qualsiasi normalizzazione della BoJ che riduca il divario dei tassi con la Fed rischia quindi di smantellare queste posizioni, amplificando i movimenti dello yen in entrambe le direzioni — una dinamica che ha ripetutamente prodotto rialzi bruschi e violenti nella valuta quando segnali falchisti giapponesi colgono di sorpresa posizioni corte affollate.
Nemmeno il fronte del dollaro offre una contro-narrazione chiara. Il rapporto sull'occupazione di agosto ha rimodellato il dibattito sulla Fed quasi da un giorno all'altro, con la paga extra-lavorativa ben al di sopra del consenso di 55.000 unità, facendo brevemente rivivere le scommesse su un rialzo a settembre che si erano raffreddate nettamente dopo che il governatore della Fed Waller aveva segnalato disponibilità a mantenere i tassi invariati se l'inflazione continuerà a rallentare. I mercati sono ora divisi all'incirca 50–60% su una mossa a settembre, lasciando la guida del presidente Kevin Warsh, insieme ai dati CPI e PPI in programma più tardi questa settimana, come i veri elementi decisivi.
Il risultato: uno yen che acquisisce una forza indipendente reale dai segnali falchisti della BoJ, contrapposto a un dollaro il cui percorso dei tatti rimane bloccato tra dati contraddittori, lasciando la prossima mossa di USD/JPY in ostaggio alla prima delle due banche centrali che si impegnerà. Poiché le autorità giapponesi hanno già dimostrato la disponibilità a intervenire a livelli ben superiori ai prezzi attuali, i trader stanno anche guardando a eventuali nuovi segnali di intervento, verbali o concreti, man mano che la coppia scende.
Analisi tecnica di USD/JPY
Come mostra il grafico USD/JPY, la coppia è scesa nettamente sotto il proprio trendline rialzista di lungo periodo dopo il rialzo dello yen di giovedì, con il prezzo ora posizionato esattamente sulla zona di supporto a 155.00, dopo aver respinto in modo deciso la confluenza del trendline discendente, della EMA a 100 periodi e della zona di resistenza al livello cruciale di 160.00.
Scenario rialzista
Se gli acquirenti difenderanno il supporto a 155.00–156.00 e recupereranno il trendline discendente, si aprirebbe la strada verso un retest della EMA a 100 periodi vicino a 159.50, con un recupero più marcato che potrebbe puntare alla zona di resistenza a 160.00–161.00, che ha limitato i rialzi da maggio.
Scenario ribassista
Al contrario, una rottura confermata sotto il supporto a 155.00–156.00 esporrebbe la coppia a un ulteriore ribasso, con una discesa più profonda che rischierebbe un retest della zona 152.00–153.00, il minimo che ha sostenuto l'intero trend rialzista del 2026.
Con il prezzo che ha appena perso il proprio trendline rialzista di lungo periodo e sta ora testando un supporto critico direttamente sotto la EMA a 100 periodi, USD/JPY sembra pronto per un movimento deciso. Lo slancio falchista della BoJ trascinerà la coppia in una vera inversione di tendenza, o sarà il dollaro a ritrovare prima il proprio equilibrio?