NotizieCryptoIl Tesoro degli Stati Uniti amplia le sanzioni al settore crypto dell'Iran per oltre 100 milioni di dollari in pagamenti legati al petrolio

Il Tesoro degli Stati Uniti amplia le sanzioni al settore crypto dell'Iran per oltre 100 milioni di dollari in pagamenti legati al petrolio

Autore: DailyCoin·

Punti chiave

  • OFAC ha designato le risorse digitali come settore sanzionabile dell'economia iraniana dopo aver sostenuto che le transazioni in criptovalute hanno permesso oltre 100 milioni di dollari in pagamenti legati a vendite di petrolio e a entità collegate all'IRGC.
  • Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito la campagna più ampia un 'D-Day economico', mentre altri report l'hanno indicata come 'Operation Economic Outcast'.
  • La designazione segna un'escalation nell'enforcement di OFAC sulle risorse digitali, iniziato nel 2018 con sanzioni a due cittadini iraniani legati al ransomware SamSam e poi esteso a mixer come Blender.io e Tornado Cash.
  • L'Iran ha legalizzato il mining di bitcoin nel 2019 con elettricità sovvenzionata e in un certo momento ha richiesto ai minatori autorizzati di vendere le proprie monete alla banca centrale, mentre funzionari commerciali hanno citato importazioni regolate in criptovaluta.
  • Bitcoin ha mostrato una reazione di prezzo immediata limitata, rimanendo vicino agli 81.000 dollari, e i principali exchange e gli emittenti di stablecoin devono far fronte a maggiori richieste di conformità, tra gli interrogativi su se le successive designazioni identificheranno specifici exchange, intermediari o wallet.
Il Tesoro degli Stati Uniti amplia le sanzioni al settore crypto dell'Iran per oltre 100 milioni di dollari in pagamenti legati al petrolio

Il Tesoro degli Stati Uniti ha ampliato la propria campagna di pressione economica contro l'Iran, prendendo di mira l'attività in criptovalute che, secondo Washington, ha contribuito a facilitare oltre 100 milioni di dollari in pagamenti collegati alle vendite di petrolio e a entità legate al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

L'azione rientra in uno sforzo più ampio per isolare finanziariamente l'Iran e riporta l'attenzione sul ruolo che le risorse digitali ricoprono nelle reti commerciali soggette a sanzioni. La misura prende di mira un settore che l'Iran stesso ha coltivato: il paese ha riconosciuto il mining di bitcoin come industria legale nel 2019, attratto operatori con elettricità sovvenzionata, in un certo momento ha disposto che i minatori autorizzati vendessero le proprie monete alla banca centrale, e da allora funzionari commerciali hanno indicato importazioni regolate in criptovaluta. Bitcoin ha mostrato una reazione immediata limitata alla notizia, rimanendo vicino al livello di 81.000 dollari nel contesto di mercato citato nel report approfondito di DailyCoin.

Le transazioni crypto entrano in un pacchetto di sanzioni più ampio

L'Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro, la divisione responsabile dell'amministrazione e dell'applicazione dei programmi di sanzioni economiche degli Stati Uniti, ha ampliato le misure che interessano il settore crypto dell'Iran dopo aver affermato che le transazioni in risorse digitali hanno supportato l'attività petrolifera legata all'IRGC risalente al 2023. Altri report hanno descritto l'iniziativa come "Operation Economic Outcast", una campagna del Tesoro volta ad accrescere l'isolamento economico dell'Iran.

🚨 The US Treasury just named digital assets a sanctionable sector of Iran's economy, part of what Secretary Scott Bessent called an "economic D-Day" campaign. What it means for exchanges everywhere: — Laura Shin (@laurashin) August 25, 2026

La mossa estende un'escalation pluriennale nel modo in cui l'agenzia vigila sulle risorse digitali. OFAC ha inserito per la prima volta indirizzi di valuta digitale nelle liste sanzionatorie nel 2018, quando ha sanzionato due cittadini iraniani che convertivano pagamenti in bitcoin legati allo schema ransomware SamSam, e in seguito ha sanzionato servizi di mixing come Blender.io e Tornado Cash. Designare le criptovalute come settore sanzionabile dell'economia iraniana va oltre il prendere di mira singoli wallet, servizi o intermediari.

I dettagli disponibili non identificano ogni wallet, exchange, intermediario o token implicato nei presunti flussi. Ciononostante, il messaggio in materia di enforcement è chiaro: le autorità statunitensi continuano a considerare le infrastrutture di pagamento in criptovalute parte del sistema finanziario che può essere utilizzato per eludere le restrizioni sul commercio convenzionale di materie prime.

Obblighi di conformità più stringenti per le società crypto

Per gli exchange di criptovalute, gli emittenti di stablecoin e i desk over-the-counter, l'azione accresce l'importanza operativa dello screening dei wallet, del monitoraggio delle transazioni e di risposte di conformità rapide. L'esposizione può derivare non solo da indirizzi direttamente sanzionati, ma anche da reti di broker, controparti e canali di pagamento legati a entità soggette a restrizioni — e, con il settore stesso ora sanzionabile, da operazioni che toccano più in generale l'industria iraniana delle risorse digitali. Molti dei principali operatori limitano già gli utenti iraniani in base alle sanzioni esistenti, e la questione aperta è se le successive designazioni indicheranno nominalmente gli exchange, gli intermediari o i wallet collegati ai presunti flussi legati al petrolio.