CONTROLLO DELLA REALTÀ | La crypto è uno “strumento privilegiato per eludere le sanzioni” per l’Iran, afferma il Tesoro degli Stati Uniti
Punti chiave
- •Il Tesoro ha affermato che le criptovalute vengono sempre più utilizzate dall’Iran e dalle sue reti per eludere le sanzioni e trasferire i proventi del petrolio.
- •Operation Economic Outcast mira a interrompere le risorse finanziarie che sostengono il regime iraniano e l’IRGC.
- •Il broker con sede negli Emirati Arabi Uniti Ivan Obukhov avrebbe elaborato oltre 100 milioni di dollari in pagamenti in criptovalute dal 2023 per vendite di petrolio collegate alla Qods Force dell’IRGC.
- •Washington ha applicato per la prima volta una determinazione sanzionatoria settoriale al settore degli asset digitali iraniano, aumentando l’esposizione a sanzioni secondarie per le società crypto estere.
- •Il Tesoro ha affermato che tra le misure precedenti figura anche il targeting dell’exchange iraniano Nobitex, che nel 2025 avrebbe gestito oltre il 50% degli afflussi di asset digitali iraniani.

Il Tesoro degli Stati Uniti ha ampliato la propria campagna di sanzioni contro l’Iran al settore degli asset digitali del Paese, affermando che le criptovalute sono diventate sempre più uno strumento privilegiato per Teheran e le sue reti per eludere le sanzioni e trasferire i proventi del petrolio.
Denominata Operation Economic Outcast, l’iniziativa mira a “interrompere le linee di sostegno economico che mantengono in vita il regime iraniano e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC)” attraverso “una campagna sostenuta e sistematica per chiudere ogni risorsa finanziaria che sostiene il principale sponsor statale del terrore.”
Il Tesoro afferma di aver mappato le reti, gli intermediari e i canali finanziari che l’Iran utilizza per contrabbandare petrolio, eludere le sanzioni e finanziare il terrorismo.
Il Tesoro ha avvertito:
Qualsiasi entità che faciliti il riciclaggio di denaro o l’elusione delle sanzioni per conto dell’Iran rischia di essere esclusa dal sistema finanziario statunitense. L’annuncio di oggi amplia inoltre l’esposizione a sanzioni secondarie per coloro che continuano a fare affari con il regime iraniano e accelererà il ritmo dell’applicazione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.
Il Tesoro ha affermato che il broker con sede negli Emirati Arabi Uniti, Ivan Obukhov, ha elaborato oltre 100 milioni di dollari in pagamenti in criptovalute dal 2023 per facilitare le vendite di petrolio per conto della Qods Force del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran.
REGULATION | U.S. Targets Iran’s Largest Crypto Exchange in Escalation of Financial Pressure Campaign
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La misura segna la prima volta che Washington applica una determinazione sanzionatoria settoriale specificamente al settore degli asset digitali iraniano, potenzialmente esponendo le società crypto estere che sostengono l’economia crypto dell’Iran a sanzioni secondarie.
Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha affermato che l’Iran ha “scelto di cooptare le tecnologie degli asset digitali” per eludere le sanzioni e trasferire ricchezza fuori dal Paese, aggiungendo che il Tesoro “seguirà il denaro” sia attraverso i canali bancari tradizionali sia attraverso gli asset digitali.
MILESTONE | Iran’s Move to Charge Strait of Hormuz Crypto Tolls a ‘Significant Milestone’ for State Level Adoption, Says Chainalysis
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L’azione si basa sul precedente intervento del Tesoro contro gli exchange iraniani, incluso Nobitex, che secondo quanto affermato dall’istituzione ha elaborato oltre il 50% degli afflussi di asset digitali iraniani nel 2025 e facilitato transazioni collegate all’elusione delle sanzioni e all’IRGC.
GEOPOLITICS | Iran’s Largest Crypto Exchange Has Processed Over $100 Million During the Wartime Period
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Il messaggio più ampio proveniente da Washington è sempre più chiaro:
La crypto non viene più considerata semplicemente un’alternativa ai canali finanziari tradizionali, ma un canale significativo attraverso cui gli Stati sanzionati possono spostare denaro al di fuori delle reti bancarie convenzionali.
Per gli exchange globali, i desk OTC, i broker e i fornitori di infrastrutture crypto, il caso iraniano potrebbe quindi aumentare il costo del fare affari con giurisdizioni e controparti esposte a flussi sanzionati.
REGULATION | U.S. Sanctions 2 Crypto Exchanges for Facilitating Iran Transactions
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