NotizieMacroFutures azionari USA in calo: le tensioni USA-Iran spingono in alto petrolio e rendimenti obbligazionari

Futures azionari USA in calo: le tensioni USA-Iran spingono in alto petrolio e rendimenti obbligazionari

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • I futures sul Nasdaq 100 sono scesi di circa l'1,1% nel trading premarket, mentre anche i futures su S&P 500 e Dow Jones hanno perso terreno.
  • Le dichiarazioni di Trump sullo Stretto di Hormuz hanno portato il greggio Brent a 91 dollari al barile e il West Texas Intermediate a circa 85 dollari al barile.
  • La Riserva strategica di petrolio degli Stati Uniti è scesa al livello più basso dal 1982, riducendo il cuscinetto contro gli shock di offerta.
  • Il rendimento dei Treasury a 10 anni è salito al 4,72%, mentre quello a 30 anni è arrivato tra il 5,31% e il 5,33%.
  • I titoli dei semiconduttori e della memoria sono stati tra i più debili nel premarket, mentre Home Depot ha guadagnato circa l'1% dopo aver comunicato vendite del secondo trimestre in miglioramento.
Futures azionari USA in calo: le tensioni USA-Iran spingono in alto petrolio e rendimenti obbligazionari

Martedì mattina i futures azionari statunitensi puntavano al ribasso in tutta la scala, mentre le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran spingevano in alto i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury continuavano la loro ascesa.

I futures sul Nasdaq 100 hanno perso circa l'1,1%. I futures sullo S&P 500 sono scesi tra lo 0,4% e lo 0,6%, mentre i futures sul Dow Jones sono scivolati di circa 22-58 punti, lasciando il contratto in area quasi piatta.

Le perdite seguono una seduta di lunedì travagliata, in cui tutti e tre i principali indici hanno chiuso in rosso, dopo che il presidente Donald Trump aveva minacciato un'azione militare contro l'Oman qualora il paese avesse ostacolato le operazioni statunitensi vicino allo Stretto di Hormuz. Poiché lo stretto braccio di mare tra Oman e Iran trasporta circa un quinto del petrolio mondiale, le minacce che lo riguardano tendono a far muovere i prezzi ben oltre i confini della regione.

Salgono i prezzi del petrolio e i rendimenti obbligazionari

Il presidente Trump ha dichiarato di voler infliggere ulteriore dolore economico all'Iran e di valutare il bombardamento dell'Oman se questo avesse bloccato l'accesso allo Stretto: dichiarazioni che hanno fatto scattare bruscamente verso l'alto i prezzi del petrolio nella prima parte di martedì.

I futures sul greggio Brent sono saliti a 91 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate sono arrivati intorno agli 85 dollari al barile, con un rialzo di circa l'1% sulla giornata. Entrambi i benchmark hanno raggiunto i massimi di oltre due settimane sull'onda dell'escalation.

La Riserva strategica di petrolio degli Stati Uniti, intanto, è scesa al livello più basso dal 1982, un dato che aggiunge ulteriore pressione sui mercati del petrolio. La riserva è lo stock di emergenza che Washington ha storicamente utilizzato per attutire gli shock di offerta, e il suo stato di depauperamento lascia un cuscinetto più sottile in un momento in cui lo stallo su Hormuz sta già spingendo i prezzi verso l'alto.

Anche sul mercato obbligazionario i rendimenti sono saliti. Il rendimento dei Treasury a 10 anni ha toccato il 4,72%, mentre quello a 30 anni è arrivato tra il 5,31% e il 5,33%, un livello vicino al massimo degli ultimi circa 19 anni. L'aumento conta anche oltre il mercato obbligazionario: rendimenti più alti alzano i costi di finanziamento per imprese e famiglie e tendono a pesare sulle valutazioni delle azioni growth, il cui valore dipende in misura rilevante dagli utili futuri.

Henry Allen, macro strategista di Deutsche Bank, ha affermato che gli investitori sono diventati pessimisti sulla possibilità che lo Stretto di Hormuz riapra a breve, un'opinione che sta esercitando pressione sui titoli di Stato a scadenza più lunga.

Arretrano i titoli dei chip

I titoli dei semiconduttori e della memoria, che lunedì avevano contribuito ad attutire le perdite, sono stati tra i più colpiti nel trading premarket di martedì. Sandisk, Coherent, Western Digital e Seagate — aziende i cui dischi, chip flash e componenti ottici sono presenti nei data center di tutto il mondo — sono risultate tutte tra le peggiori prestazioni nella sessione premarket dell'S&P 500.

Nelle ultime settimane gli investitori si erano concentrati sui titoli dei chip, un rialzo legato al più ampio boom della spesa per le infrastrutture AI, ma quei guadagni mostravano segni di cedimento sotto il peso combinato dei rendimenti in aumento e dell'incertezza geopolitica. Ciò rende il comparto un punto di pressione chiave per il mercato nel suo insieme, visto che la sua recente corsa ne ha fatto un motore significativo dei movimenti a livello di indice.

Su un fronte più positivo, Home Depot — il maggiore rivenditore statunitense di prodotti per la casa e il fai-da-te e un termometro osservato della spesa dei consumatori legata agli immobili — ha visto le azioni salire di circa l'1% prima dell'apertura, dopo aver comunicato vendite del secondo trimestre in miglioramento. Nei mesi estivi i clienti si sono orientati verso progetti domestici di piccola entità, uno spostamento che ha contribuito a sostenere i risultati.

Toll Brothers e Klarna sono tra le società che pubblicheranno i risultati più avanti nella giornata di negoziazione, portando un flusso di notizie aziendali in una seduta già dominata da geopolitica e tassi.

I rendimenti obbligazionari stanno salendo in tutto il mondo, spinti dalla combinazione di prezzi del petrolio elevati, un boom di indebitamento legato all'AI e preoccupazioni sui livelli di debito pubblico. Il greggio rappresenta un costo di input per l'intera economia, ed è uno dei motivi per cui gli shock sui prezzi dell'energia tendono a propagarsi dai mercati delle materie prime tanto alle obbligazioni quanto alle azioni.

I mercati restano tesi mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran mostrano scarsi segni di progresso, con una pressione che resta su azioni, petrolio e obbligazioni in vista dell'apertura di martedì. I punti da seguire nell'immediato sono eventuali sviluppi nello stallo intorno allo Stretto di Hormuz e la possibilità che i prezzi del petrolio e i rendimenti a lunga scadenza estendano la recente ascesa.