La procura americana sequestra 560.000 dollari in criptovalute legate alla rete di raccolta fondi di Hamas
Punti chiave
- •Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha sequestrato oltre 560.000 dollari in criptovalute destinate, secondo le accuse, a Hamas, assumendo il controllo dei relativi siti web, domini e server.
- •I sequestri sono avvenuti tra marzo e ottobre 2025 e si sono basati su mandati autorizzati dal tribunale e su informazioni da fonti umane, secondo l'FBI.
- •Una chat di gruppo crittografata indirizzava i sostenitori verso un sito di raccolta fondi con indirizzi criptovalute a rotazione, e l'FBI ha raccolto informazioni su migliaia di persone che hanno contattato Hamas per effettuare donazioni.
- •La sede dell'FBI di Albuquerque ha sequestrato domini e server controllati dalle Brigate Al-Qassam, consentendo l'intercettazione delle donazioni destinate ad Hamas.
- •L'azione segue un sequestro di marzo 2025 di circa 201.400 dollari in criptovalute legate a una presunta rete di finanziamento di Hamas; le indagini sono ancora in corso.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sequestrato oltre 560.000 dollari in criptovalute che, secondo le autorità, erano destinate a Hamas, assumendo al contempo il controllo di siti web, domini e server utilizzati per raccogliere fondi e reclutare sostenitori.
L'operazione, annunciata il 1° settembre, rappresenta un altro importante sforzo statunitense per contrastare il finanziamento del terrorismo condotto attraverso attività digitali. Secondo l'FBI, gli investigatori si sono affidati a mandati autorizzati dal tribunale e a informazioni provenienti da fonti umane per identificare, tracciare e sequestrare criptovalute legate all'ala militare di Hamas, le Brigate Al-Qassam.
Presa di mira della rete cripto
Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che i circa 560.000 dollari sono stati sequestrati tramite azioni condotte tra marzo 2025 e ottobre 2025. I fondi provenivano da indirizzi cripto promossi attraverso canali di raccolta fondi online associati ad Hamas.
Secondo il dipartimento, una chat di gruppo su una piattaforma di comunicazione crittografata indirizzava i sostenitori verso un sito web di raccolta fondi e forniva indirizzi criptovalute a rotazione. Gli investigatori hanno tracciato le transazioni risultanti e hanno posto sotto sequestro gli asset tramite molteplici mandati.
L'FBI ha inoltre ottenuto informazioni su migliaia di persone che hanno contattato Hamas online mentre tentavano o prendevano in considerazione donazioni sia in criptovalute sia in forme tradizionali.
Siti web e server sequestrati
Ai sequestri finanziari si è affiancata un'operazione volta a smantellare l'infrastruttura a sostegno della campagna di raccolta fondi. La sede dell'FBI di Albuquerque ha identificato e sequestrato domini e server controllati dalle Brigate Al-Qassam, compresa l'infrastruttura legata al loro sito web principale. Le autorità hanno dichiarato che il controllo di tale infrastruttura ha permesso agli investigatori di intercettare le donazioni in criptovalute destinate ad Hamas.
L'operazione riflette la crescente attenzione delle forze dell'ordine verso le criptovalute nell'ambito di indagini finanziarie più ampie. Se da un lato le attività digitali possono spostarsi rapidamente oltre i confini, dall'altro le transazioni blockchain lasciano agli investigatori una traccia permanente. Questa tracciabilità ha reso il finanziamento basato su criptovalute un obiettivo ricorrente delle azioni di sanzioni statunitensi e di contrasto al terrorismo, che in passato hanno preso di mira la raccolta di fondi in attività digitali da parte di gruppi come ISIS, al-Qaeda e l'ala militare di Hezbollah, spesso in coordinamento con il Dipartimento del Tesoro.
L'ultima azione segue precedenti sequestri statunitensi legati alla raccolta di fondi in criptovalute collegata ad Hamas. Nel marzo 2025, il Dipartimento di Giustizia aveva annunciato un sequestro separato di circa 201.400 dollari in criptovalute legate a una presunta rete di finanziamento di Hamas.
I nuovi sequestri dimostrano che le autorità statunitensi continuano a colpire sia le attività digitali sia l'infrastruttura online utilizzate per sostenere il finanziamento del terrorismo. Le indagini sono ancora in corso, con l'FBI che coordina il lavoro tra le divisioni antiterrorismo e informatica, e ulteriori azioni esecutive contro le reti di raccolta fondi cripto legate al terrorismo rappresentano un probabile ambito di continua attenzione al prosieguo dell'operazione.