NotizieCryptoL'OFAC degli Stati Uniti sanziona due exchange crypto collegati all'Iran Shelbit e Aban Tether

L'OFAC degli Stati Uniti sanziona due exchange crypto collegati all'Iran Shelbit e Aban Tether

Autore: The Market Periodical·

Punti chiave

  • L'OFAC del Tesoro degli Stati Uniti ha designato gli exchange di criptovalute Shelbit e Aban Tether per aver permesso all'Iran di aggirare le sanzioni internazionali e incanalare milioni di dollari in finanzia illecita verso l'IRGC.
  • Shelbit, con sede a Dubai, ha elaborato oltre 125 milioni di dollari dalla banca centrale iraniana e 20 milioni di dollari dalle operazioni di mining crypto iraniano dal 2024, secondo un report di Reuters che lo identificava come centro di un piano di evasione delle sanzioni da 4 miliardi di dollari.
  • Aban Tether, con sede in Iran, ha effettuato milioni di dollari in transazioni con diversi exchange già sanzionati, tra cui Nobitex, Ramzinex, Wallex e Bitpin.
  • L'OFAC ha contemporaneamente designato Shahr Bank dell'Iran e due case di cambio con sede a Dubai, Titan Exchange e Alps International, per aver aiutato a recuperare entrate per gli esportatori di petrolio iraniani.
  • L'escalation delle sanzioni avviene mentre Stati Uniti e Iran sono impegnati in negoziazioni che potrebbero potenzialmente risolvere il loro conflitto in corso da sei mesi.
L'OFAC degli Stati Uniti sanziona due exchange crypto collegati all'Iran Shelbit e Aban Tether

L'Ufficio per il controllo degli asset esteri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha designato due exchange di criptovalute collegati all'Iran — Shelbit e Aban Tether — per aver permesso al Paese di aggirare le sanzioni internazionali e aver facilitato il trasferimento di milioni di dollari in finanzia illecita a favore del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran (IRGC).

L'azione segna un'escalation nella repressione statunitense contro la rete crypto iraniana e fa parte di quella che il Dipartimento del Tesoro ha descritto come la sua più ampia campagna di pressione economica contro Teheran. Le designazioni dell'OFAC congelano tutti i beni collegati agli Stati Uniti e vietano alle persone e alle aziende americane di effettuare transazioni con le entità prese di mira, una misura che può di fatto recidere l'accesso di una piattaforma alla liquidità crypto in dollari.

Shelbit: un hub di riciclaggio con sede a Dubai

Shelbit, un exchange con sede a Dubai, avrebbe funzionato come un hub di riciclaggio di denaro basato su criptovalute per il regime iraniano. Dubai è da tempo un canale finanziario per l'Iran grazie ai profondi legami commerciali bilaterali e alla prossimità geografica, una dinamica che ha ripetutamente attirato l'attenzione delle sanzioni statunitensi sugli intermediari emiratini. La piattaforma è di proprietà di Siavash Kayvanpour, nato in Iran, che è stato anch'egli sanzionato personalmente.

Secondo l'OFAC, Shelbit ha ricevuto oltre 1 milione di dollari da wallet collegati all'IRGC e ha inviato 2 milioni di dollari a quegli stessi wallet. L'exchange ha inoltre trasferito fondi a Nobitex, il più grande exchange crypto dell'Iran, precedentemente sanzionato dall'OFAC.

Un precedente report di Reuters ha identificato Shelbit come centro di un piano di evasione delle sanzioni da 4 miliardi di dollari dell'Iran. Secondo quel report, la piattaforma ha elaborato oltre 125 milioni di dollari dalla banca centrale iraniana e 20 milioni di dollari dalle operazioni di mining crypto iraniano dal 2024. L'Iran ha legalizzato e regolamentato il mining domestico di criptovalute come mezzo per monetizzare le proprie risorse energetiche, rendendo i proventi del mining una fonte significativa di asset digitali convertibili. Reuters ha inoltre segnalato che il sito web di Shelbit era inattivo e inaccessibile agli utenti da mesi, pur continuando a elaborare transazioni.

Aban Tether e i collegamenti con piattaforme sanzionate

Aban Tether, con sede in Iran, ha collegamenti simili con wallet collegati all'IRGC e altre piattaforme crypto iraniane sanzionate. L'exchange ha elaborato milioni di dollari in transazioni con Nobitex, Ramzinex, Wallex e Bitpin — tutti exchange sanzionati.

Entrambe le piattaforme appena designate hanno anche legami con reti di gioco d'azzardo iraniane. Shelbit avrebbe riciclato decine di milioni di dollari per un'operazione di gioco d'azzardo che utilizza sistemi di pagamento regolamentati dalla Banca Centrale dell'Iran, per poi restituire i fondi all'IRGC.

La più ampia campagna di sanzioni degli Stati Uniti

Le ultime designazioni fanno parte della più ampia strategia di pressione economica del governo statunitense contro l'ecosistema finanziario dell'Iran. Ad oggi, l'OFAC ha sanzionato più di mezza dozzina di piattaforme crypto collegate all'Iran e congelato centinaia di milioni di dollari in stablecoin associate al Paese. Le stablecoin ancorate al dollaro sono diventate particolarmente importanti per le economie sanzionate perché forniscono liquidità simile al dollaro senza passare attraverso i canali bancari tradizionali soggetti al controllo statunitense.

Oltre alle società crypto, l'OFAC ha designato anche Shahr Bank dell'Iran e due case di cambio con sede a Dubai — Titan Exchange e Alps International — che, secondo l'agenzia, avrebbero aiutato a recuperare entrate per gli esportatori di petrolio iraniani. Il comunicato stampa ufficiale del Tesoro è disponibile qui.

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che la crescente dipendenza dell'Iran dalle reti bancarie parallele e dagli asset digitali dimostra che la strategia statunitense sta avendo effetto.

"Continueremo ad aumentare la pressione economica. Che si tratti di dollari, rial o crypto, il Tesoro darà la caccia e smantellerà le reti finanziarie illecite che tengono a galla il regime," ha detto Bessent.

Contesto geopolitico

Le sanzioni arrivano mentre Stati Uniti e Iran sono impegnati in negoziazioni che potrebbero potenzialmente risolvere il conflitto di sei mesi tra le due nazioni. I funzionari statunitensi hanno indicato progressi verso un accordo, sebbene l'Iran abbia insistito che Washington accetti tutte le sue condizioni prima di riaprire lo Stretto di Hormuz.

Nel frattempo, i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran continuano a lanciare missili e droni contro le navi saudite in transito nello Stretto di Bab el-Mandeb e hanno intensificato gli attacchi contro le forze governative yemenite sostenute dall'Arabia Saudita.